Capita di sbagliare ma ci sta, ho sbagliato io a fidarmi del nome, del brand, d’altronde se questo brand ha il nome di Alfred Hitchcock, una leggenda della regia cinematografica.
Il film in questione l’ho trovato disponibile su raiplay ed ero indeciso tra questo e Casablanca, un altro nome mitico di Hollywood.
Scelsi Alfred perché volevo un film divertente, seppure il film fosse catalogato come commedia, ritenevo che la “mano” dell’autore si sarebbe dovuta vedere lo stesso, cosi come era accaduto nel simpatico :”La congiura degli innocenti”.
Ammetto che ero anche curioso se questo film era legato in qualche modo a quello con titolo simile con i divi moderni Brad Pitt e Angelina Jolie.
Beh pare di no e forse è un bene. E aggiungo che non amo criticare film ma questo sembra un lavoro fatto da chiunque, dico chiunque!. Usare aggettivi come scadente, mediocre, banale, irritante assieme a Alfred Hitchcock mi sorprende dato che mai, ripeto mai lo avrei pensato ma questo lavoro è pessimo nei contenuti( su cui riflettere c’è solo una cosa ma lo lascio a dopo, per il resto non ce mordente ne critica sociale, ne sarcasmo sulle convenzioni), sceneggiatura incoerente e forzata negli sviluppi (seppur l’idea di base il matrimonio annullato può essere spassosa), standard ovvero senza personalità la tecnica cinematografica. Gli attori poi fanno quello che possono, ma non ce molto da dire.
La storia è semplice: una coppia tossica al massimo: una moglie manipolatrice, egocentrica, un marito che sa usare le mani ma zerbino e schiavo della femmina( mi rendo conto tristemente che molte coppie nella vita di tutti i giorni siano cosi e forse spiega il successo di pubblico allora…)che scoprono che per un cavillo legale non sono più sposati ed ecco che partono veleni, battibecchi aggressivi, tradimenti, dinamiche di controllo e dominazione a più non posso… e basta, oltre a quello non c’è altro. Nessun personaggio che si comporti in modo normale anche tra i comprimari, sembrano tutti fare parte di questa farsa.
Qua non si capisce perché lei sia cosi capricciosa (meglio lo intuiamo che è una manipolatrice perversa) e perché tutti siano pesanti( Cioè non solo il marito, che invece di fare festa e scappare dalla moglie cerca di volerla ancora??e perché il buon corteggiatore traditore del marito vuole la moglie del collega che è chiaramente una squilibrata viziata? capirei che se la vuole portare a letto ma sposarsi?, si capisce che erano altri tempi ma cosi la storia è piena di elementi per cui è davvero difficile simpatizzare… ), persino le serve, amici, colleghi. Mah. Gente da cui stare alla larga.
L’unico tema che mi viene in mente sono i rapporti tossici di coppia che forse vengono derisi ma onestamente l’irritazione era talmente elevata dai dialoghi, situazioni, che anche il tema che il maschio per essere attraente deve usare le maniere forti e provochi l’eccitazione femminile che scarta il gentiluomo buono ma debole non può essere affrontato dato il limite della commedia. E cosi è una storia che dovrebbe rilassare per le situazioni grottesche ma che invece mi ha portato vicinissimo a premere tasto ESC e uscire dal film.
Ricordo con un po’ di divertimento solo un paio di scene: al ristorante ma più per il gatto che non mangia il cibo scadente e che ruba la scena e l’ultima dove lei si rimette in pericolo da sola e dopo mille cattiverie gratuite si arrende al marito; ecco se il film avesse seguito questo tema e con un tono più irriverente o anche sensuale si sarebbe potuto sopportare, se fosse stato esplicitato la perversione sadomasochista avrebbe reso più coerente il tutto e reso la vicenda magari più respingente per il pubblico ma almeno più potente e persino divertente ma cosi purtroppo è un film che lascia un certo senso di irritazione.
Lontani anni luce dalla leggerezza e brillantezza di opere come Susanna di Howard Hawks, forse l’unico merito di Hitchcock in questo lavoro scolastico è quello di aver reso tutto in meno di 100 minuti, almeno la durata è leggera.
Quindi anche i maestri hanno i loro film minori e dimenticabili, lo si sapeva, ma il disappunto resta.
[-]