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giovanna
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giovedì 17 luglio 2008
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secondo lungometraggio per peter del monte
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Bellissimo Film. Un opera che conferma il talento di Del Monte come regista dopo un esordio avuto per il primo lungometraggio del 1969 che era "Fuori Campo". Il film sembra avere dei richiami col film "L'avventura" di Michelangelo Antonioni, ma vagamente, poichè il protagonista Guido interpretato da un bravissimo Alain Cuny nn si da pace della scomparsa di Irene, ma non la cerca, finisce per andare in una clinica per persone esaurite dove incontra una giovane donna che ha anche lei dei problemi interiori lasciati in sospeso e con cui stringe amicizia. Il film ruota intorno alla scomparsa della amata moglie Irene che non ritornerà più, visto che verrà data notizia della sua morte dalla sorella, lasciando Guido in uno stato di solitudine che lo porterà a morire, solo e triste, in un vagone di un treno, lasciando al figlio una lettera scritta sul suo stato emotivo riguardo alla perdita della donna amata.
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Bellissimo Film. Un opera che conferma il talento di Del Monte come regista dopo un esordio avuto per il primo lungometraggio del 1969 che era "Fuori Campo". Il film sembra avere dei richiami col film "L'avventura" di Michelangelo Antonioni, ma vagamente, poichè il protagonista Guido interpretato da un bravissimo Alain Cuny nn si da pace della scomparsa di Irene, ma non la cerca, finisce per andare in una clinica per persone esaurite dove incontra una giovane donna che ha anche lei dei problemi interiori lasciati in sospeso e con cui stringe amicizia. Il film ruota intorno alla scomparsa della amata moglie Irene che non ritornerà più, visto che verrà data notizia della sua morte dalla sorella, lasciando Guido in uno stato di solitudine che lo porterà a morire, solo e triste, in un vagone di un treno, lasciando al figlio una lettera scritta sul suo stato emotivo riguardo alla perdita della donna amata. Film che ha un ottimo cast e un ottima sceneggiatura tra l'altro scritta dallo stesso Del Monte, si avvale della bravura di un attore come Alain Cuny e di Sibilla Seat che aveva lavorato con Fellini in "Fellini Satyricon" che offrono allo spettatore una recitazione stupendamente intesa e drammatica.
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secondo lungometraggio per peter del monte
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Bellissimo Film. Un opera che conferma il talento di Del Monte come regista dopo un esordio avuto per il primo lungometraggio del 1969 che era "Fuori Campo". Il film sembra avere dei richiami col film "L'avventura" di Michelangelo Antonioni, ma vagamente, poichè il protagonista Guido interpretato da un bravissimo Alain Cuny nn si da pace della scomparsa di Irene, ma non la cerca, finisce per andare in una clinica per persone esaurite dove incontra una giovane donna che ha anche lei dei problemi interiori lasciati in sospeso e con cui stringe amicizia. Il film ruota intorno alla scomparsa della amata moglie Irene che non ritornerà più, visto che verrà data notizia della sua morte dalla sorella, lasciando Guido in uno stato di solitudine che lo porterà a morire, solo e triste, in un vagone di un treno, lasciando al figlio una lettera scritta sul suo stato emotivo riguardo alla perdita della donna amata.
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Bellissimo Film. Un opera che conferma il talento di Del Monte come regista dopo un esordio avuto per il primo lungometraggio del 1969 che era "Fuori Campo". Il film sembra avere dei richiami col film "L'avventura" di Michelangelo Antonioni, ma vagamente, poichè il protagonista Guido interpretato da un bravissimo Alain Cuny nn si da pace della scomparsa di Irene, ma non la cerca, finisce per andare in una clinica per persone esaurite dove incontra una giovane donna che ha anche lei dei problemi interiori lasciati in sospeso e con cui stringe amicizia. Il film ruota intorno alla scomparsa della amata moglie Irene che non ritornerà più, visto che verrà data notizia della sua morte dalla sorella, lasciando Guido in uno stato di solitudine che lo porterà a morire, solo e triste, in un vagone di un treno, lasciando al figlio una lettera scritta sul suo stato emotivo riguardo alla perdita della donna amata. Film che ha un ottimo cast e un ottima sceneggiatura tra l'altro scritta dallo stesso Del Monte, si avvale della bravura di un attore come Alain Cuny e di Sibilla Seat che aveva lavorato con Fellini in "Fellini Satyricon" che offrono allo spettatore una recitazione stupendamente intesa e drammatica.
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daniele'80
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lunedì 25 ottobre 2004
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ambienti
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L'esordio alla regia di Peter Del Monte è un impeccabile (almeno formalmente) esercizio stilistico che denota già alla prima prova una certa dimestichezza con il mezzo cinematografico.La trama,se di trama vera e propria si può parlare,è un pretesto escogitato per inscenare un dramma psicologico tutto interiore che porta il protagonista ad affrontare un viaggio tra le pieghe della memoria e del rimpianto per la moglie amata che lo ha inspiegabilmente abbandonato.Questo dramma risulta però poco risolto,poco 'palpabile' perchè troppo cerebrale,troppo intellettualistico,troppo interiorizzato per coinvolgere lo spettatore che rimane affascinato e colpito soprattutto dagli ambienti (i veri protagonisti del film) e dall'atmosfera decadente,straniante,enigmatica in cui i personaggi(altrettanto decadenti,straniati e decadenti)sono immersi e si muovono quasi come fantasmi,sospesi fra sogno e realtà,indecisi se lasciarsi morire o sopravvivere.
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L'esordio alla regia di Peter Del Monte è un impeccabile (almeno formalmente) esercizio stilistico che denota già alla prima prova una certa dimestichezza con il mezzo cinematografico.La trama,se di trama vera e propria si può parlare,è un pretesto escogitato per inscenare un dramma psicologico tutto interiore che porta il protagonista ad affrontare un viaggio tra le pieghe della memoria e del rimpianto per la moglie amata che lo ha inspiegabilmente abbandonato.Questo dramma risulta però poco risolto,poco 'palpabile' perchè troppo cerebrale,troppo intellettualistico,troppo interiorizzato per coinvolgere lo spettatore che rimane affascinato e colpito soprattutto dagli ambienti (i veri protagonisti del film) e dall'atmosfera decadente,straniante,enigmatica in cui i personaggi(altrettanto decadenti,straniati e decadenti)sono immersi e si muovono quasi come fantasmi,sospesi fra sogno e realtà,indecisi se lasciarsi morire o sopravvivere.Gli attori sono tutti molto bravi ma non sono per nulla valorizzati da una sceneggiatura piatta,che si inceppa;il loro dramma,quindi,non emerge in modo efficace agli occhi dello spettatore che non riesce ad appassionarsi più di tanto alle loro sorti...anche Juliette Binoche in 'Film Blu' viveva il dramma dell'abbandono e della solitudine ma Kieslowskij aveva escogitato ben altre soluzioni a livello di sceneggiatura!Non era possibile nn appassionarsi alla vicenda della protagonista che tentava disperatamente di aggrapparsi ad un motivo per vivere...Comunque il film nel complesso è discreto anche se un pò lento e noioso;interessanti sono alcune soluzioni registiche che prediligono inquadrature fisse,nitide e precise o comunque movimenti di macchina lenti e suadenti;nota di merito per il commento musicale che accompagna l'itinerario fisico ma soprattutto spirituale del protagonista.Voto:sei+.
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L'esordio alla regia di Peter Del Monte è un impeccabile (almeno formalmente) esercizio stilistico che denota già alla prima prova una certa dimestichezza con il mezzo cinematografico.La trama,se di trama vera e propria si può parlare,è un pretesto escogitato per inscenare un dramma psicologico tutto interiore che porta il protagonista ad affrontare un viaggio tra le pieghe della memoria e del rimpianto per la moglie amata che lo ha inspiegabilmente abbandonato.Questo dramma risulta però poco risolto,poco 'palpabile' perchè troppo cerebrale,troppo intellettualistico,troppo interiorizzato per coinvolgere lo spettatore che rimane affascinato e colpito soprattutto dagli ambienti (i veri protagonisti del film) e dall'atmosfera decadente,straniante,enigmatica in cui i personaggi(altrettanto decadenti,straniati e decadenti)sono immersi e si muovono quasi come fantasmi,sospesi fra sogno e realtà,indecisi se lasciarsi morire o sopravvivere.
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L'esordio alla regia di Peter Del Monte è un impeccabile (almeno formalmente) esercizio stilistico che denota già alla prima prova una certa dimestichezza con il mezzo cinematografico.La trama,se di trama vera e propria si può parlare,è un pretesto escogitato per inscenare un dramma psicologico tutto interiore che porta il protagonista ad affrontare un viaggio tra le pieghe della memoria e del rimpianto per la moglie amata che lo ha inspiegabilmente abbandonato.Questo dramma risulta però poco risolto,poco 'palpabile' perchè troppo cerebrale,troppo intellettualistico,troppo interiorizzato per coinvolgere lo spettatore che rimane affascinato e colpito soprattutto dagli ambienti (i veri protagonisti del film) e dall'atmosfera decadente,straniante,enigmatica in cui i personaggi(altrettanto decadenti,straniati e decadenti)sono immersi e si muovono quasi come fantasmi,sospesi fra sogno e realtà,indecisi se lasciarsi morire o sopravvivere.Gli attori sono tutti molto bravi ma non sono per nulla valorizzati da una sceneggiatura piatta,che si inceppa;il loro dramma,quindi,non emerge in modo efficace agli occhi dello spettatore che non riesce ad appassionarsi più di tanto alle loro sorti...anche Juliette Binoche in 'Film Blu' viveva il dramma dell'abbandono e della solitudine ma Kieslowskij aveva escogitato ben altre soluzioni a livello di sceneggiatura!Non era possibile nn appassionarsi alla vicenda della protagonista che tentava disperatamente di aggrapparsi ad un motivo per vivere...Comunque il film nel complesso è discreto anche se un pò lento e noioso;interessanti sono alcune soluzioni registiche che prediligono inquadrature fisse,nitide e precise o comunque movimenti di macchina lenti e suadenti;nota di merito per il commento musicale che accompagna l'itinerario fisico ma soprattutto spirituale del protagonista.Voto:sei+.
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