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omero sala
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venerdì 11 marzo 2022
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ballando ballando
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L’australiano Scott Hastings è un fantasioso campione di ballo, ma la sua creatività e il suo carattere determinato lo spingono a inserire nelle sue esecuzioni alcune varianti che irritano e sconcertano i conservatori tradizionalisti, in primis sua madre (campionessa di liscio prima di lui) e poi i maestri della federazione che invocano regole e regolamenti (ma truccano la gara) perché non vogliono giocarsi l’opportunità di portare a casa il primo premio di una importante gara internazionale (la Pan-Pacific Grand Prix). Perfino la partner lo pianta. Ma lui tira dritto, convinto che il ballo è passione e istinto (Garcia Lorca parlerebbe di duende, il demone sacro che aggiunge il sangue, l’essenza emotiva e indicibile dell’atto artistico, sia esso danza, musica, pittura o poesia): trova un’altra partner (Fran, di famiglia spagnola) che lo incoraggia a vincere le paure (“Vivir con miedo es como vivir a medias: Vivere con paura è come vivere a metà:”) e a partecipare alla gara (con un travolgente paso dople ovviamente) nella quale vince, anzi trionfa.
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L’australiano Scott Hastings è un fantasioso campione di ballo, ma la sua creatività e il suo carattere determinato lo spingono a inserire nelle sue esecuzioni alcune varianti che irritano e sconcertano i conservatori tradizionalisti, in primis sua madre (campionessa di liscio prima di lui) e poi i maestri della federazione che invocano regole e regolamenti (ma truccano la gara) perché non vogliono giocarsi l’opportunità di portare a casa il primo premio di una importante gara internazionale (la Pan-Pacific Grand Prix). Perfino la partner lo pianta. Ma lui tira dritto, convinto che il ballo è passione e istinto (Garcia Lorca parlerebbe di duende, il demone sacro che aggiunge il sangue, l’essenza emotiva e indicibile dell’atto artistico, sia esso danza, musica, pittura o poesia): trova un’altra partner (Fran, di famiglia spagnola) che lo incoraggia a vincere le paure (“Vivir con miedo es como vivir a medias: Vivere con paura è come vivere a metà:”) e a partecipare alla gara (con un travolgente paso dople ovviamente) nella quale vince, anzi trionfa. La storiella è un po’ scontata col suo prevedibile andamento che presenta molti stereotipi come la coppia scombinata che poi si consolida (grazie anche alla metamorfosi della bruttina che rivela attitudini e attraenze nascoste); racconta di gelosie e i tradimenti, descrive la gara e le rivalità che scatena, scopre scheletri negli armadi, ridicolizza i conservatori delle tradizioni (il tavolo della giuria, il parruccone col parrucchino, le ipocrisie), esalta la trasgressione e sbeffeggi gli ortodossi del liscio, scivola nell’inevitabile il lieto fine. E anche l’argomento - il ballo come metafora della vita o della società - ha precedenti nobilissimi: basti pensare allo spietato Non si uccidono così anche i cavalli? (di Sydney Pollack, del 1969) o all’originalissimo Le bal - Ballando ballando (di EttoreScola, del1983). E Hastings ci offre un anticipo dei suoi due film successivi giocati uno sugli intrighi di Romeo + Giulietta (1996) e l’altro sulle coreografie melò di Moulin rouge (2001).
Il regista australiano esegue il suo compitino con dignità, garbo, capacità di coinvolgimento. Si diverte e ci diverte (nel senso letterale del termine che significa distrarre lo spirito da pensieri seri o preoccupati). È abile nel tratteggiare i personaggi di contorno. La trama prende qualche complicazione di troppo quando si perde a raccontare l’improbabile passato del padre che alla fine non risulta essere quell’ameba remissiva che pareva, bistrattato dalla moglie fino ad apparirci ammirabile nel suo martirio. E rasenta il misoginismo dando alle figure dei due padri un ruolo determinante nell’influenzare le scelte etiche e tecniche della coppia protagonista. La musica è gradevole, le riprese scivolano via lisce come la fluidità dei ballerini, li colori sono accesi come si addice agli sfarzi campagnoli di fiere e balli; acconciature e trucchi pacchiani caricano l’insieme di ironia barocca; la favoletta risulta perfino emozionante, oltre che edificante: senza il timore di apparire kitsch.
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carla67
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lunedì 8 ottobre 2007
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lo consiglio!
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Questo film,secondo me,è assolutamente da vedere.Originalissimo anche se la storia può sembrare banale si ride e ci si emoziona...lo consiglio a tutti!!!
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vero.ni.k@hotmail.it
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mercoledì 13 settembre 2006
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gara di ballo
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Buon giorno,io penso che questo sia stato ed è un film che ancora ora nel 2006,riesce ad affascinare giovani come me,ho 18 anni e fin da piccola ho sempre avuto una grande passione per il ballo,e questo a parer mio è il film che più rappresenta il mondo meraviglioso del ballo a livelli agonistici.arrivederci
[+] ballo e dintorni
(di koside)
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daniele'80
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venerdì 23 settembre 2005
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perhaps...scacciapensieri.
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Il talento visionario e rutilante del regista australiano Baz Luhrman è già evidente dal suo esordio avvenuto con questa pellicola dei primi anni '90.Il soggetto e la sceneggiatura sono un banale pretesto per mostrare una serie di numeri musicali in cui spicca soprattutto la bravura del regista nelle riprese e nel montaggio:il resto è ben poca cosa.I personaggi non sono ben caratterizzati,sono piatti,sono più che altro dei 'tipi' vestiti e pettinati in modo strano,un pò pulp e un pò postmoderno(gusti tra l'altro che caratterizzeranno anche le successive prove di Luhrman,'Romeo+Juliet' e soprattutto quel festival di colori per gli occhi e di musica per le orecchie che sarà 'Moulin Rouge').Tornando ai personaggi,quelli femminili,tranne la protagonista,sono donne isteriche con i capellli ossigenati e pettinati in modo strano nonchè vestite in modo improbabile.
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Il talento visionario e rutilante del regista australiano Baz Luhrman è già evidente dal suo esordio avvenuto con questa pellicola dei primi anni '90.Il soggetto e la sceneggiatura sono un banale pretesto per mostrare una serie di numeri musicali in cui spicca soprattutto la bravura del regista nelle riprese e nel montaggio:il resto è ben poca cosa.I personaggi non sono ben caratterizzati,sono piatti,sono più che altro dei 'tipi' vestiti e pettinati in modo strano,un pò pulp e un pò postmoderno(gusti tra l'altro che caratterizzeranno anche le successive prove di Luhrman,'Romeo+Juliet' e soprattutto quel festival di colori per gli occhi e di musica per le orecchie che sarà 'Moulin Rouge').Tornando ai personaggi,quelli femminili,tranne la protagonista,sono donne isteriche con i capellli ossigenati e pettinati in modo strano nonchè vestite in modo improbabile.Tutto questo conferisce un'aura surreale all'atmosfera,tra l'altro abbastanza insolita e quindi originale.Molto buone le musiche:si ricordano fra le altre una cover di 'Time after time' di Cindy Lauper e 'Love is in the air' di John Paul Young che scorre sulla scena finale,scena che fra l'altro sembra strizzare l'occhio in maniera fin troppo palese a 'Dirty Dancing'.Il film ha riscosso un discreto successo anche negli Stati Uniti dove ha incassato oltre dieci milioni di dollari:non si tratta di una cifra stratosferica ma comunque sufficiente per spalancare al regista le porte di Hollywood.Comunque nel complesso trattasi di un film leggero,scorrevole e scacciapensieri.Scena-cult:i due protagonisti ballano dietro le quinte la splendida 'Perhaps,perhaps,perhaps' dell'indimenticabile Doris Day.Voto:Sei-.
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franco
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domenica 25 novembre 2001
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film esempare nel mondo del ballo
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Scott Hustings è un ragazzo venticinquenne con un fortissimo amore ed un’altrettanto forte abilità verso il ballo, elementi questi che lo portano all’abbandono della meccanica riproduzione di passi obbligatori freddi e banali per lasciare tutto all’espressività degli assoli, delle variazioni. Dopo un litigio con la sua partner proprio a causa del suo modo di ballare, Scott si trova a ballare con una ragazza di livello tecnico estremamente inferiore al suo ma, a poco a poco, mediante furtive lezioni, i due arrivano ad un buon livello. La prima parte del film passa quindi tra le esagerate preoccupazioni della madre (esageratamente oppressiva) e dell’ insegnante di ballo di Scott per la gara ormai prossima.
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Scott Hustings è un ragazzo venticinquenne con un fortissimo amore ed un’altrettanto forte abilità verso il ballo, elementi questi che lo portano all’abbandono della meccanica riproduzione di passi obbligatori freddi e banali per lasciare tutto all’espressività degli assoli, delle variazioni. Dopo un litigio con la sua partner proprio a causa del suo modo di ballare, Scott si trova a ballare con una ragazza di livello tecnico estremamente inferiore al suo ma, a poco a poco, mediante furtive lezioni, i due arrivano ad un buon livello. La prima parte del film passa quindi tra le esagerate preoccupazioni della madre (esageratamente oppressiva) e dell’ insegnante di ballo di Scott per la gara ormai prossima. Il capolavoro incomincia dal momento in cui Scott, scoperto dal padre della sua partner insieme alla figlia, è costretto a dire che il ballo che provavano insieme era il paso double. Ecco che si esprime la più alta filosofia del film: una famiglia di bassa estrazione sociale ma con la musica nel cuore riesce ad insegnare a Scott un ballo a dir poco spettacolare, che nessun maestro di ballo sarebbe stato in grado di replicare (esagerata, forse, l’estrema velocità con cui Scott e la sua partner riescono ad imparare). Per una serie di equivoci ed ostacoli creati da un perfido presidente di federazione, consapevole della rivoluzione che si sarebbe creata, a Scott viene impedito di ballare. In questo punto si arriva all’apice della bellezza: il padre, figura fragile, sottomessa alla moglie ed impotente in ogni scelta riesce a far ballare comunque il figlio sopperendo eroicamente la mancanza della musica. Alla fine del ballo di Scott il padre, mettendo da parte tanti rancori invita la moglie a ballare una stupenda samba (love is in the air, Jhon Paul) alla quale poi si unisce tutto il pubblico ed i partecipanti presenti alla gara, elemento questo che lascia intendere come, da quel momento in poi, il ballo fosse diventato un fenomeno di massa. Tuttavia in questo delizioso film australiano diretto da un regista tanto abile quanto giovane, non mancano delle contraddizioni, come ad esempio l’atteggiamento nella parte finale dell’ex partner di Scott e quello tenuto dalla madre durante tutta la durata del film. Nessuna critica per i costumi né per la splendida colonna sonora. Nel complesso, un film meraviglioso.
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