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edmund
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giovedì 1 ottobre 2026
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ode al cane sempre che si distingua il vero cane
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Dunque, a mio parere film riuscito per un quarto e quel quarto è indubbiamente il cane anche se devo dire che non mi è sembrato il benemerito animale sempre ben calato nella parte. Tuttavia, trattasi di un dettaglio. Invece, cosa ben più grave, ho trovato il film traboccante di retorica. Sono davvero stanco di vedere soldati americani traumatizzati per le guerre portate in casa d'altri. Sinceramente vi dico che a mala pena oggi riesco a tollerare persino De Niro ne il "Cacciatore" come emblema insuperato del traumatizzato guerraiolo e nonostante stiamo parlando di un signor attore come De Niro e di un grande film di quell'incompreso di Cimino. Se poi le guerre di cui si parla sono quelle dell'Afganistan o dell'Iraq allora la mancanza di pudore è proprio sfacciata.
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Dunque, a mio parere film riuscito per un quarto e quel quarto è indubbiamente il cane anche se devo dire che non mi è sembrato il benemerito animale sempre ben calato nella parte. Tuttavia, trattasi di un dettaglio. Invece, cosa ben più grave, ho trovato il film traboccante di retorica. Sono davvero stanco di vedere soldati americani traumatizzati per le guerre portate in casa d'altri. Sinceramente vi dico che a mala pena oggi riesco a tollerare persino De Niro ne il "Cacciatore" come emblema insuperato del traumatizzato guerraiolo e nonostante stiamo parlando di un signor attore come De Niro e di un grande film di quell'incompreso di Cimino. Se poi le guerre di cui si parla sono quelle dell'Afganistan o dell'Iraq allora la mancanza di pudore è proprio sfacciata. Adesso scopriamo che persino i pastori tedeschi, naturalizzati americani, ovviamente, soffrono di disturbo post traumatico da stress con annessi incubi canini del tutto equiparabili a quelli degli animali umani (antropomorfizzazione spinta?). E Brad Pitt che nonostante l'età si rivela sempre un fisicaccio se proprio voleva fare il "one man show" forse faceva meglio a trovarsi un altro soggetto cinematografico.
In conclusione, una stella di incoraggiamento al regista (Indagini sporche e Fury. non erano male tutto sommato) ma non lo consiglierei. Parere personale, si capisce.
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eugenio
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mercoledì 30 settembre 2026
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natura, solitudine e sopravvivenza
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Classico survival movie, Heart of the Beast affida alla natura il ruolo di vera protagonista e segue un uomo e il suo cane, entrambi segnati dalla guerra, nel doloroso cammino verso la civiltà. Sopravvissuti allo schianto di un piccolo velivolo nelle regioni estreme e austere dell’Alaska, il sergente maggiore capo in congedo James Belmont (Brad Pitt) e Odino, cane addestrato delle forze speciali, cercano invano soccorso. Nessuno dei due, però, è invulnerabile: mutilati e affetti da sindrome post-traumatica, cadono e combattono contro un ambiente ostile fatto di fiumi in piena, passerelle di tronchi sospese nel vuoto, temperature prossime allo zero e animali feroci. Persino il povero Odino, già provato e dotato di una protesi, è costretto ad affrontare orsi e lupi. Nulla manca, come da copione: la libertà vagheggiata si scontra con la legge di un mondo primigenio, nel quale ogni passo falso può significare soccombere. E il ritorno non sarà semplice.
Heart of the Beast è un film di selvaggia bellezza, convincente per l’uso dei campi lunghi e per l’impostazione fisica e immersiva, nonostante una certa retorica tipicamente americana che appesantisce soprattutto il finale. La solitudine esistenziale del protagonista si riflette in quella del paesaggio: una natura che dovrebbe rimarginare le ferite, ma che finisce per renderle ancora più brucianti. La vera “bestia” evocata dal titolo è però Odino, legato al padrone da un rapporto simbiotico e autentico cuore della pellicola. La loro è un’incredibile storia di amicizia, capace di travalicare ogni asperità e di accomunare esseri umani e cosiddette “bestie”, piccoli e grandi campioni di resistenza nella vita di ogni giorno. Nel raccontare l’immensità minacciosa del paesaggio e la fatica della sopravvivenza, il film alterna efficacemente contemplazione e tensione; l’enfasi emotiva rimane marcata, ma nel complesso risulta coerente con il tono del racconto.
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wanda seghezzi
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domenica 27 settembre 2026
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molto bello
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Molto bello paesaggi magnifici e interessante la storia del rapporto tra Brad Pitt e il cane Odino
Fa commuovere soprattutto il finale
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massimo.luisetto@gmail.com
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sabato 26 settembre 2026
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film che tratta il rapporto uomo/cane
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Personalmente a me e' piaciuto. Inoltre l'ho visto in lingua originale ed essendo un film basato molto sugli sguardi, tra uomo e cane per me e' stato ben fatto ed era ininfluente il dialogo. La star e' sicuramente Odino il cane. Paesaggi molto suggestivi, ho ritrovato molta empatia similare al mio cane ora scomparso. E' un film che ti fa pensare tanto al rapporto uomo/cane e come esso ti metta al centro della sua vita e come tu debba essere responsabile di questo.
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