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davide_chiappetta
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lunedì 22 agosto 2011
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sguardo ferocemente ironico di dancer
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Questo film colpisce per la sua violenza brutale e psicologica e per la sua modernità in alcune scene d'azione difficili a vedersi in altri film che parlino sui 'killer a contratto' e similia.
Si passa da una scena di antologia a sequenze di due detective che indagano vanamente sul caso fino ad approdare al vero motivo di interesse: i due killer che arrivano con un aereo.
Vedendo i primi venti minuti sembrerebbe una qualsiasi storia che parli su un indagato e i poliziotti detective. Siegel filma queste scene con brio, la formazione stessa, che si svolge su un set straordinariamente luminoso, è visivamente interessante, ma non è possibile mascherare il fatto che il realismo, a volte, può essere molto noioso.
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Questo film colpisce per la sua violenza brutale e psicologica e per la sua modernità in alcune scene d'azione difficili a vedersi in altri film che parlino sui 'killer a contratto' e similia.
Si passa da una scena di antologia a sequenze di due detective che indagano vanamente sul caso fino ad approdare al vero motivo di interesse: i due killer che arrivano con un aereo.
Vedendo i primi venti minuti sembrerebbe una qualsiasi storia che parli su un indagato e i poliziotti detective. Siegel filma queste scene con brio, la formazione stessa, che si svolge su un set straordinariamente luminoso, è visivamente interessante, ma non è possibile mascherare il fatto che il realismo, a volte, può essere molto noioso.
Dopodichè senza cerimonie, Siegel si concentra ai nuovi arrivi di nome Dancer (Eli Wallach, nel suo secondo lungometraggio dopo il suo debutto in Baby Doll) e Julian (Robert Keith padre di Brian Keith).
Essi sono una coppia insolita. Dancer è un sociopatico, un killer che forse gode un pò di troppo del suo lavoro. Il suo sguardo congela chiunque sia sul suo cammino. Julian, al contrario, è un uomo più anziano, colto e riservato, che mantiene imbrigliata quel tanto che basti, l'energia di Dancer. Il loro autista personale Sandy (Richard Jaeckel, l'autista personale sarà ricopiato nel film di Mann nel notturno Collaterl) osserva a un certo punto, che il vecchio piu che un killer sembri al "coach" di Dancer, e come istruttore (prossimo al pensionamento dalla mala) incoraggia e assicura che Dancer non vadi alla deriva. Egli infatti incoraggia al killer giovane di studiare bene dei libri di grammatica tra un volo e un altro, dicendogli che è la strada per il successo. Il vecchio sembra essere un letterario piegato su se stesso: egli registra "le ultime parole famose" delle vittime di Dancer, raccogliendo materiale per un libro, uno studio psicologico di quelli di affrontano la morte (il tanto sopravvalutato pulp-fiction ha attinto molto da questo film e da altri quando hollywood prolificava di storie di killer gangster e mob).
È come se il film prendesse vita una seconda volta, irradiando minacce quasi lynchiane; si adatterebbe benissimo come un paio di teppisti stravaganti in uno dei film di Lynch; un pubblico intelligente anche non avvezzo a tali storie o in cerca di emozioni si sveglierebbe subito appena entrano in scena i due killer.
Dopo che questi due assassini vengono introdotti, il film ci fa vedere i loro tentativi, che provocano morte e violenza a degli ignari turisti che hanno la droga nascosta nei loro souvenir, l'ultimo turista è una donna con sua figlia, sarà la causa della loro rovina. Ogni sequenza del lavoro dei due killer è a dir poco perfetta, e sarebbe un capolavoro se non fosse stata inserita a mò di cornice la ministoria dei due detective che cercano di sbrogliare la matassa, è perfetta anche la morte dello sconosciuto chiamato "l'uomo", che Dancer gli fa fare un volo di una decina di metri fino al pavimento ghiacciato per pattinare, cosi come perfetto l'inseguimento finale a dimostrazione della loro vana via di fuga. Non c'è nulla in questo di lasciato al caso ed è opportuno che Siegel non avendo più nulla da dire faccia parlare le immagini nel finale: la macchina da presa passa dai due detective che hanno fermato la folle corsa dei due killer, e mentre rimettono silenziosamente le loro pistole nei rispettivi foderi, in panoramica orizzontale viene inquadrata in lontananza tutta la città di San Francisco.
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dandy
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venerdì 6 settembre 2013
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quando la droga era solo merce.
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Dall'omonima serie televisiva "The Lineup"(Siegel aveva diretto l'episodio pilota),un efficace poliziesco d'atmosfera.Siegel privilegia il rapporto fra i due criminali rispetto al duo di agenti che li braccano(su cui era incentrata la serie)tra ambiguità e tocchi inconsueti(Julian cerca sempre di indottrinare il collega inesperto,e annota sempre le ultime parole delle sue vittime).E traccia un parallelo tra la prassi delle procedure della polizia e i codici che regolano il crimine,cui Dancer,psicopatico irascibile rifiuta di adeguarsi(cosa che finirà per costargli cara).Regia sicura e ottima interpretazione di Wallach.Da antologia l'omicidio nella sauna e l'incontro con il capo di Dancer nello storico padiglione Sutro's(distrutto 8 anni dopo da un incendio).
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Dall'omonima serie televisiva "The Lineup"(Siegel aveva diretto l'episodio pilota),un efficace poliziesco d'atmosfera.Siegel privilegia il rapporto fra i due criminali rispetto al duo di agenti che li braccano(su cui era incentrata la serie)tra ambiguità e tocchi inconsueti(Julian cerca sempre di indottrinare il collega inesperto,e annota sempre le ultime parole delle sue vittime).E traccia un parallelo tra la prassi delle procedure della polizia e i codici che regolano il crimine,cui Dancer,psicopatico irascibile rifiuta di adeguarsi(cosa che finirà per costargli cara).Regia sicura e ottima interpretazione di Wallach.Da antologia l'omicidio nella sauna e l'incontro con il capo di Dancer nello storico padiglione Sutro's(distrutto 8 anni dopo da un incendio).Assai violente per l'epoca,certe scene(la fine di Dancer;la liquidazione del capo).
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figliounico
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lunedì 21 agosto 2023
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senza tempo
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Se non fosse per la voce di Arnoldo Foà, che doppia uno dei due detective interpretato da Warner Anderson, in quel tempo felice in cui il doppiaggio italiano era affidato a grandi attori teatrali dell’epoca e per un dirigibile che si scorge in lontananza sullo sfondo, in una delle sequenze finali, nel cielo sopra la baia di San Francisco, questo thriller d’azione del 1958 di Don Siegel, nonostante abbia più di settant’anni, sembrerebbe essere stato girato ieri. Tempi serrati, dialoghi essenziali e mai banali, personaggi caratterizzati con poche decise pennellate, rendono questo film un modello di cinema d’azione valido a tutt’oggi. Non c’è un attimo di pausa, il ritmo è frenetico, dalla prima all’ultima scena.
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Se non fosse per la voce di Arnoldo Foà, che doppia uno dei due detective interpretato da Warner Anderson, in quel tempo felice in cui il doppiaggio italiano era affidato a grandi attori teatrali dell’epoca e per un dirigibile che si scorge in lontananza sullo sfondo, in una delle sequenze finali, nel cielo sopra la baia di San Francisco, questo thriller d’azione del 1958 di Don Siegel, nonostante abbia più di settant’anni, sembrerebbe essere stato girato ieri. Tempi serrati, dialoghi essenziali e mai banali, personaggi caratterizzati con poche decise pennellate, rendono questo film un modello di cinema d’azione valido a tutt’oggi. Non c’è un attimo di pausa, il ritmo è frenetico, dalla prima all’ultima scena. Il plot è semplice, basato su una doppia caccia, quella dei due sicari, un quasi esordiente ma già grande Eli Wallach, al suo secondo lungometraggio, e Robert Keith, che devono a tutti i costi recuperare la droga trasportata da ignari turisti, a loro volta inseguiti dai due detective che si mettono sulle loro tracce, fino al rocambolesco e spettacolare inseguimento finale in auto Sulle strade di San Francisco, in uno scenario che rinvia all’omonima serie televisiva degli anni ‘70 con Karl Malden e Michael Douglas.
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