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pedo4
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lunedė 31 ottobre 2016
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grande opera di follia e violenza
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In un motel trasandato e fatiscente il proprietario Judd uccide uno alla volta i suoi clienti per poi gettarli nella palude sottostante,in pasto ad un coccodrillo gigante. L'atmosfera del film č cupa e sporca,il motel č circondato da una nebbia costante e gli interni sono sudici e tutt'altro che ospitali. L'ottima regia di Tobe Hooper alterna sapientemente violente sequenze girate in modo grezzo,che ricordano lo stile di Non aprite quella porta e sequenze un po' pių raffinate,spesso caratterizzate da una fotografia tendente al rosso negli interni e cupa e torbida all'esterno,che lasciano sempre trasparire le principali tematiche del film: la perversione,la follia e l'istinto violento e passionale dell'uomo sulla donna.
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In un motel trasandato e fatiscente il proprietario Judd uccide uno alla volta i suoi clienti per poi gettarli nella palude sottostante,in pasto ad un coccodrillo gigante. L'atmosfera del film č cupa e sporca,il motel č circondato da una nebbia costante e gli interni sono sudici e tutt'altro che ospitali. L'ottima regia di Tobe Hooper alterna sapientemente violente sequenze girate in modo grezzo,che ricordano lo stile di Non aprite quella porta e sequenze un po' pių raffinate,spesso caratterizzate da una fotografia tendente al rosso negli interni e cupa e torbida all'esterno,che lasciano sempre trasparire le principali tematiche del film: la perversione,la follia e l'istinto violento e passionale dell'uomo sulla donna. Degna di nota l'interpretazione di Neville Brand nei panni del folle proprietario del motel e allevatore del coccodrillo.
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paolp78
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mercoledė 27 aprile 2022
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truculento e orribile, ma spaventa poco
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Questa pellicola del 1977, decisamente malriuscita, rappresenta un esempio della cinematografia horror a basso costo che negli anni '70 riuscì ad affermarsi prendendo sempre più piede dapprima nel mercato statunitense e poi anche fuori dai confini nazionali. A firmarla è Tobe Hooper, uno dei nomi più importanti del cinema horror americano, che con questo film prosegue il filone slasher inaugurato dallo stesso Hooper con il ben più noto “Non aprite quella porta”, girato solo pochi anni prima e capace di riscuotere un tale successo da generare nel tempo un vero e proprio franchise con sequel, prequel, remake, fumetti e videogiochi.
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Questa pellicola del 1977, decisamente malriuscita, rappresenta un esempio della cinematografia horror a basso costo che negli anni '70 riuscì ad affermarsi prendendo sempre più piede dapprima nel mercato statunitense e poi anche fuori dai confini nazionali. A firmarla è Tobe Hooper, uno dei nomi più importanti del cinema horror americano, che con questo film prosegue il filone slasher inaugurato dallo stesso Hooper con il ben più noto “Non aprite quella porta”, girato solo pochi anni prima e capace di riscuotere un tale successo da generare nel tempo un vero e proprio franchise con sequel, prequel, remake, fumetti e videogiochi.
Al successo di “Non aprite quella porta” si deve anche la realizzazione di questa pellicola, che costituisce chiaramente il tentativo del regista americano di dare seguito alla sua precedente pellicola con un’opera che ne riproponesse gli elementi caratterizzanti, che poi sono appunto quelli del sottogenere slasher, ovvero il personaggio centrale del maniaco omicida che uccide in modo cruento una quantità di vittime, utilizzando generalmente armi da taglio.
La pellicola, come detto, è però palesemente non riuscita.
Il personaggio del maniaco non è per nulla accattivante, tanto che a fronte di tanti altri simili personaggi divenuti maschere horror arcinote dappertutto, di questo invece se ne è perso ogni ricordo.
Le riprese realizzate da Hooper non seguono le tecniche classiche adoperate per creare scene piene di tensione e suspense, né in questo senso vengono in soccorso le musiche, che sono anch’esse totalmente inadatte a tale scopo.
Ci sono gli ammazzamenti truculenti, l’ambientazione classica in un motel squallido e degradato (anche troppo, tanto che viene davvero da chiedersi chi sia realmente disposto a dormire in una topaia del genere, pagando per giunta) e c’è pure una specie di “creatura mostruosa” (un enorme coccodrillo), manca però l’effetto terrorizzante: lo spettatore anziché spaventarsi, sbadiglia.
Grazie al buon successo della precedente pellicola, Hooper si trova a poter disporre di un cast con qualche nome di richiamo, che però viene mal utilizzato: su tutti va citato Mel Ferrer, che fa davvero un brutto effetto vedere in un film di così scarso livello e per di più in una parte trascurabile. La parte del protagonista è coperta dal buon caratterista Neville Brand; c’è poi Stuart Whitman nella parte dello sceriffo, una invecchiata Carolyn Jones, la Morticia della serie televisiva “La famiglia Addams”, ed infine un ancora sconosciuto Robert Englund che già frequentava il genere horror prima di ottenere la celebrità nei panni del terribile Freddy Krueger di “Nightmare”.
Sono presenti alcune scene di nudo femminile con qualche bella ragazza, che costituiscono un classico e piacevole diversivo in film del genere.
L’ambientazione in un motel e la figura del padrone/gestore psicopatico sembrano essere una specie di omaggio a “Psyco” di Hitchcock.
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