Dolente presa di coscienza dell'immane tragedia di un popolo, quello iracheno, provato da anni di violenza e di morte.
Nel 2003, poco dopo la caduta di Saddam Hussein, un'anziana donna curda si mette alla ricerca del figlio, prelevato forzosamente dieci anni prima e portato nelle prigioni di Nassiriya, La donna, in compagnia del nipote (l'adolescente figlio dello scomparso), intraprende un difficile e pericoloso viaggio in un mondo che non capisce e che non la capisce (lei parla solo curdo, ed è il ragazzino a fare da interprete, conoscendo un po' di arabo), un mondo caotico, dissestato e sconvolto, percorso da donne nerovestite in lamento per i parenti scomparsi, e dove si incontrano continuamente file di macchine che trasportano bare o fosse comuni scavate di recente e dalle quali spuntano teschi di ignoti.
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Dolente presa di coscienza dell'immane tragedia di un popolo, quello iracheno, provato da anni di violenza e di morte.
Nel 2003, poco dopo la caduta di Saddam Hussein, un'anziana donna curda si mette alla ricerca del figlio, prelevato forzosamente dieci anni prima e portato nelle prigioni di Nassiriya, La donna, in compagnia del nipote (l'adolescente figlio dello scomparso), intraprende un difficile e pericoloso viaggio in un mondo che non capisce e che non la capisce (lei parla solo curdo, ed è il ragazzino a fare da interprete, conoscendo un po' di arabo), un mondo caotico, dissestato e sconvolto, percorso da donne nerovestite in lamento per i parenti scomparsi, e dove si incontrano continuamente file di macchine che trasportano bare o fosse comuni scavate di recente e dalle quali spuntano teschi di ignoti. Giunta a Nassiriya, la donna non trova che i resti delle prigioni, e per tutto morte e desolazione e nessuna traccia del figlio. Persa la speranza di trovarne traccia, celebra il rito funebre del figlio sul teschio di uno qualsiasi, per poi lasciarsi morire, priva ormai di qualsiasi speranza nel futuro. Speranza che resta affidata all'adolescente, che nella scena finale stringe in mano e suona il suo flauto, che è tutto ciò che gli resta del padre inghiottito dal nulla.
Un "Iraq anno zero" struggente, di indubitabile forza e privo di retorica.
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