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paolp78
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sabato 10 ottobre 2026
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doveri e responsabilit
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Pellicola tratta dall'omonimo romanzo bestseller dello scrittore americano Sloan Wilson, che affronta in modo estremamente convincente e coinvolgente le tematiche delle responsabilità e doveri quotidiani che un uomo è costretto ad affrontare, tra vita coniugale, famiglia e lavoro.
Il film è diretto e sceneggiato dall’ottimo Nunnally Johnson, più affermato come sceneggiatore (ricevette due nominations agli Oscar nella sua carriera), che come regista. Anche in questo caso Johnson, pur cavandosela bene nella direzione della pellicola, fa la differenza con la penna in mano, scrivendo una sceneggiatura straordinaria, con dialoghi di livello assoluto, che costituiscono l’elemento caratterizzante l’opera.
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Pellicola tratta dall'omonimo romanzo bestseller dello scrittore americano Sloan Wilson, che affronta in modo estremamente convincente e coinvolgente le tematiche delle responsabilità e doveri quotidiani che un uomo è costretto ad affrontare, tra vita coniugale, famiglia e lavoro.
Il film è diretto e sceneggiato dall’ottimo Nunnally Johnson, più affermato come sceneggiatore (ricevette due nominations agli Oscar nella sua carriera), che come regista. Anche in questo caso Johnson, pur cavandosela bene nella direzione della pellicola, fa la differenza con la penna in mano, scrivendo una sceneggiatura straordinaria, con dialoghi di livello assoluto, che costituiscono l’elemento caratterizzante l’opera.
Johnson descrive perfettamente la pesantezza e il senso di oppressione che le schiaccianti responsabilità quotidiane generano; in questa chiave sono riproposte benissimo le dinamiche moglie e marito e quelle in ambito lavorativo, con il capo ufficio e i vertici aziendali. Come numerose altre pellicole, anche questa affronta la questione del contrasto tra la carriera lavorativa e gli impegni familiari, che rischiano di essere sacrificati per inseguire la prima, anche il messaggio di Johnson si conforma alla sana critica dell’arrivismo, ma il tema viene comunque trattato in modo convincente e strutturato.
Oltre alla sceneggiatura, l’altro elemento di forza dell’opera è il cast, nutrito e di straordinaria qualità, con tutti gli attori adattissimi alla parte loro assegnata e diretti perfettamente da Johnson.
Gregory Peck nella parte dell’uomo onesto e retto che affronta gli ostacoli quotidiani senza derogare ai propri principi, trova un personaggio perfettamente nelle sue corde, molto simile ad altri che interpreterà in carriera (sin citano pellicole come “Il grande paese” e “Il buio oltre la siepe” che gli varrà l’Oscar); altrettanto a suo agio il grande Fredric March, anch’egli in un ruolo non inconsueto. Jennifer Jones ha la parte femminile in primo piano, mentre le altre attrici in evidenza sono Marisa Pavan e Ann Harding. Il cast è completato poi dal sempre incisivo Lee J. Cobb, e vari straordinari caratteristi come Keenan Wynn, Arthur O'Connell, Henry Daniell, Joseph Sweeney e Gene Lockhart.
Molte scene sono da manuale, scritte benissimo e recitate in modo altrettanto impeccabile.
Il film porta avanti un’idea di famiglia e di società molto tradizionale, fotografando perfettamente il comune sentire del tempo.
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samanta
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mercoledì 31 agosto 2022
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la famiglia o la carriera?
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Nunnally Johnson sceneggiatore e regista di questo film è stato un bravo artigiano di Hollywood scrivendo molte sceneggiature (Le chiavi del paradiso) e dirigendo diverse pellicole (L'amante sconosciuta, La sposa bella). Questo film uscito nel 1956 con una bella fotografia a colori in Tecnicolor, ha due temi: innanzitutto il rapporto tra le esigenze di famiglia e quelle del lavoro e della carriera, poi il peso del passato gravoso quando c'è stata una guerra.
Tom Rath (Gregory Peck) vive con la moglie Betsy (Jennifer Jones) e 3 figli, lavora in una fondazione con uno stipendio dignitoso, si accontenta del suo tenore modesto di vita, sono passati 10 anni dalla fine della guerra che l'uomo ricorda spesso (con vari flashback) in cui ha combattuto duramente uccidendo 17 nemici e perdendo il più caro amico per un incidente.
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Nunnally Johnson sceneggiatore e regista di questo film è stato un bravo artigiano di Hollywood scrivendo molte sceneggiature (Le chiavi del paradiso) e dirigendo diverse pellicole (L'amante sconosciuta, La sposa bella). Questo film uscito nel 1956 con una bella fotografia a colori in Tecnicolor, ha due temi: innanzitutto il rapporto tra le esigenze di famiglia e quelle del lavoro e della carriera, poi il peso del passato gravoso quando c'è stata una guerra.
Tom Rath (Gregory Peck) vive con la moglie Betsy (Jennifer Jones) e 3 figli, lavora in una fondazione con uno stipendio dignitoso, si accontenta del suo tenore modesto di vita, sono passati 10 anni dalla fine della guerra che l'uomo ricorda spesso (con vari flashback) in cui ha combattuto duramente uccidendo 17 nemici e perdendo il più caro amico per un incidente. A Roma dove soggiorna nel '45 ha avuto una relazione con una dolce ragazza: Maria (Marisa Pavan) che sa che è sposato e ritornerà dalla moglie, quando lui parte per il Pacifico lei comunica che forse è incinta. Tom ritorna a casa è innamorato della moglie con cui ha frizioni perché rimprovera che non ha ambizioni e di non cerca lavori più gratificanti, contro l'opinione, di Tom vanno a vivere in una villa ipotecata ricevuta in eredità dalla zia; anzi il maggiordomo rivendica lui l'eredità. Il notaio Bernstein (Lee J. Cobb) che ha validato il testamento lo appoggia scoprendo che il maggiordomo è un truffatore. Nel frattempo Tom ha trovato un lavoro importante: p.r. presso un network radiofonico di proprietà del finanziere Richard Hopkins (Fredric March). Tom entra nelle sue grazie, Richard lo apprezza confidando le sue traversie familiari: separato dalla moglie, contestato dalla figlia di 18 anni Susan (Gigi Perreau). Tom riuscirà a prevalere sui superiori che cercano di metterlo in cattiva luce, quando poi scopre tramite un amico che Maria ha avuto un figlio e chiede un aiuto economico, rivela la verità alla moglie che prima si infuria ma poi comprende che lei è l'unico amore di Tom ed è d'accordo ad aiutare il bimbo. Tom però fa capire a Richard che non è disposto a sacrificare la famiglia per la carriera.
E' un bel film, complesso nel contenuto, diretto con molta abilità dal regista, che affronta problemi che sono ancora adesso presenti in una versione peggiorata : la frustazione del lavoro spesso alienante epoco remunerato, il cercare di guadagnare il più possibile sacrificando alla carriera la vita personale, il problema della famiglia con il genitore (adesso entrambi i genitori) che lavorando non riesce a vivere con i figli... . Ottimo e tecnicamente efficace l'utilizzo del flashback che permette di svelare progressivamente le ciccatrici lasciate dalla guerra nell'animo di Tom, inappuntabile e completo l'inquadramento psicologico del personaggi sia quello di Tom che quello di Betsy i cui interpreti ricevettero entrambi l'Oscar (Jones per Bernadette e Peck per Il buio oltre la siepe). Lee J. Cobb è magistrale nell'interpretazione accattivante del notaio burbero e saggio, in una parte minore Marisa Pavan che con la sorella Anna Maria Pierangel cercò la fortuna ad Hollywood. Un film avvincente anche se lungo, purtroppo tagliato nella versione italiana ma nel DVD è integrale con i sottotitoli italiani per le scene inglesi.
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mercoledì 22 marzo 2006
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l'uomo dal vestito grigio
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Gran bel film con un forte messaggio sulla vita di un uomo qualunque, che pero' ha vissuto pienamente. Storia d'amore e di lealta' con valori familiari saldi. Di rottura per la mentalita' americana, dove il lavoro è l'unica cosa importante della vita, concetto che qui viene ribaltato. Grande Peck.
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