La seconda stagione della serie con gli 8 individui uniti da un'inspiegabile connessione mentale. Ora disponibile su Netflix.
Personaggi che provengono da vari angoli del mondo, dotati di poteri speciali e legati dall'idea di fondo che tutti siamo connessi, ne abbiamo già visti per esempio in Heroes e in una certa misura anche in Touch, ma Sense8, più che riprendere queste serie, è una sorta di evoluzione di uno dei precedenti film di the Wachowskis.
Infatti mentre in Heroes i personaggi finiscono necessariamente per incontrarsi in vari luoghi reali, in Sense8 non ne hanno bisogno perché sono perennemente connessi dal punto di vista mentale, inoltre ognuno può chiedere aiuto agli altri e attingere alle loro competenze. Il superpotere dei sensati non è di essere sovrumani ma più umani.
Tutti loro infatti continuano a vivere la propria esistenza e la condividono con gli altri, un punto cruciale perché non dissolve nella globalizzazione le esperienze particolari, all'insegna di una vita ovunque simile, bensì valorizza le specificità come una ricchezza. Sia perché ognuno può risolvere problemi diversi, sia perché è dalle diverse esperienze che tutti imparano a crescere e ad affrontare le difficoltà emotive della vita, come il lutto e la depressione.
La serie chiede se c'è un'universalità della condizione umana. Ci sono tutte queste differenze tra noi, ma siamo fondamentalmente connessi?
Le differenti linee narrative dei singoli personaggi, danno luogo anche a sottotrame molto diverse tra loro, che fanno di Sense8 uno dei titoli più variegati del panorama televisivo.
Produrre un titolo del genere, con personaggi che sono all'interno di una stessa scena pur se si trovano fisicamente in un'altra zona del mondo, mantenendo oltretutto la continuità al montaggio, è davvero una grande avventura. In questa stagione poi ancora più che nella prima, perché i personaggi sono già stati introdotti e così il loro rapporto mentale, dunque si entra immediatamente nel vivo sia dei drammi personali sia della loro lotta collettiva contro il villain Whispers.
La serie infatti ha vissuto alcuni cambiamenti dietro le quinte: Lilly Wachowski, dopo il suo coming out come transgender, ha sentito di dover prendere del tempo per se stessa; dalle parole di Clayton sembra poi che Straczynski, pur accreditato come sceneggiatore di molti episodi, non sia stato sui set; infine l'attore che interpretava il ruolo di Capheus, Aml Ameen, è stato sostituito da Toby Onwumere. Rimangono comunque coinvolti gli altri abituali collaboratori di the Wachowskis come James McTeigue, Tom Tykwer e il fotografo John Toll, inoltre esordisce alla regia il mago degli effetti speciali Dan Glass.