|
Film biografico che racconta con toni fortemente celebrativi la vita e le imprese del politico e condottiero britannico Robert Clive, noto in patria anche col nome di Clive of India, che è appunto il titolo eponimo della pellicola in lingua originale.
Come detto non si tratta di una biografia imparziale, bensì è un’opera attenta a esaltare la figura e le imprese del protagonista, di cui viene ricostruita la personalità e il carattere, fortemente volitivo e coraggioso. Si tratta inoltre di un’opera che richiama al valore del patriottismo e alla grandezza dell’Impero Britannico, di cui viene ricostruita una parte importante e gloriosa della propria storia: emblematica ed emozionante, in questa chiave, la scena finale.
La regia è del polacco Richard Boleslawski, formatosi nella Russia zarista e poi approdato negli Stati Unti, dove si dedicò dapprima all’insegnamento fondando a New York una scuola di recitazione da cui in seguito nacque l’Actors Studio. La pellicola è tratta da un’opera teatrale, per cui Boleslawski, che aveva una formazione di tale genere, si trova perfettamente a suo agio, con una regia pulita, pur senza distinguersi con scelte di particolare pregio.
Nella parte del protagonista c’è Ronald Colman, che sfrutta al meglio i molti monologhi, di chiara impronta teatrale, per conferire un tono solenne al personaggio, assecondando perfettamente lo spirito dell’opera, che trova nella performance del grande attore il suo elemento più significativo. La moglie del condottiero è interpretata da Loretta Young, bravissima nei duetti con Colman e anche lei autrice di un’interpretazione di livello. Nel cast sono poi presenti altri ottimi interpreti e caratteristi, come Colin Clive, C. Aubrey Smith, Montagu Love e un giovane e poco riconoscibile Cesar Romero che con il suo aspetto esotico, dovuto alle origini cubane, è utilizzato per ricoprire il ruolo di uno dei leader indiani, alleato del protagonista.
Le scene delle battaglie scontano gli scarsi mezzi dell’epoca e non sono rese in modo adeguatamente suggestivo.
La pellicola è sicuramente impostata e poco genuina, ma la solennità molto spinta dell’opera non risulta mai stucchevole, bensì a tratti persino galvanizzante.
[+] lascia un commento a paolp78 »
[ - ] lascia un commento a paolp78 »
|