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venerdì 6 marzo 2020
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una realtà ingiusta
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Negli angoli nascosti degli edifici i topi vivono, proliferano e corrono continuamente inseguendo la loro vita precaria. Nelle zone nascoste della società borghese gli uomini e le donne vivono, sbagliano, cercano di riprendersi, falliscono e sono capaci di sentimenti, profondi e intensi, di divertimento e di bellezza che brillano tra le macerie e la sporcizia.
Loach tiene lo spettatore attaccato al malessere di una realtà ingiusta dove basta oltrepassare una parete perche il benessere e il lusso si mostrino nella loro disparità e le persone che lo abitano chiudano la porta e si rifiutino di vedere, nascondano la povertà, lo squallore, l'ingiustizia su cui si sostengono come si nascondono i rifiuti.
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Negli angoli nascosti degli edifici i topi vivono, proliferano e corrono continuamente inseguendo la loro vita precaria. Nelle zone nascoste della società borghese gli uomini e le donne vivono, sbagliano, cercano di riprendersi, falliscono e sono capaci di sentimenti, profondi e intensi, di divertimento e di bellezza che brillano tra le macerie e la sporcizia.
Loach tiene lo spettatore attaccato al malessere di una realtà ingiusta dove basta oltrepassare una parete perche il benessere e il lusso si mostrino nella loro disparità e le persone che lo abitano chiudano la porta e si rifiutino di vedere, nascondano la povertà, lo squallore, l'ingiustizia su cui si sostengono come si nascondono i rifiuti.
La rabbia e l'impotenza escono dallo schermo così come il dolore e la sconfitta di chi, come Steve, cerca di rifarsi una vita dopo aver sbagliato e incontra altri sbagli e altri dolori, in una società spietata dove per un attimo, un apparente senso di giustizia, esce dal fuoco liberatorio che brucia tutto e riporta gli uomini sullo stesso piano.
Il fuoco è catartico al punto da rendere felici i lavoratori solidali che avevano lasciato sulla strada un compagno licenziato per aver cercato di ottenere condizioni di lavoro più eque, un compagno morto per mancanza di sicurezza, un compagno arrestato per aver "rubato una telefonata".
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giulio andreetta
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martedì 19 novembre 2019
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loach un poeta dei nostri giorni
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Anche se forse non un capolavoro, questo film mi ha emozionato. Loach dimostra di inserirsi pienamente in quel filone del cinema d'autore di denuncia sociale, come aveva già fatto qualche anno addietro il grande Pasolini, solo per citarne uno. La vita dei reietti, degli emarginati, è protagonista del suo cinema. Qui come in molte altre sue pellicole narra la vita del sottoproletariato londinese. Un cantiere edile che non rispetta le norme di sicurezza, e che diventa la quinta teatrale dell'indifferenza di un mondo che non sembra comprendere le ragioni di chi lavora in mezzo alla sfruttamento e alla povertà. L'autore, a mio avviso, come già era stato per Pasolini, parte da una prospettiva ideologica.
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Anche se forse non un capolavoro, questo film mi ha emozionato. Loach dimostra di inserirsi pienamente in quel filone del cinema d'autore di denuncia sociale, come aveva già fatto qualche anno addietro il grande Pasolini, solo per citarne uno. La vita dei reietti, degli emarginati, è protagonista del suo cinema. Qui come in molte altre sue pellicole narra la vita del sottoproletariato londinese. Un cantiere edile che non rispetta le norme di sicurezza, e che diventa la quinta teatrale dell'indifferenza di un mondo che non sembra comprendere le ragioni di chi lavora in mezzo alla sfruttamento e alla povertà. L'autore, a mio avviso, come già era stato per Pasolini, parte da una prospettiva ideologica. Ciononostante, anche se la distinzione tra sfruttati/buoni e sfruttatori/cattivi appare sulla carta un poco ingenua, e ideologica, il film risulta molto ben costruito e soprattutto frutto di un'ispirazione sincera. Non a caso Loach è figlio di operai e si nota il suo amore per le cassi sociali più deboli e sfruttate. Loach appare inoltre un regista che rifiuta logiche di mercato: e ciò si può constatare anche dal taglio volutamente lento che dà al suo cinema, di certo non attraente per il grande pubblico. Appare comunque un cinema della disperazione, che mostra impossibile o comunque molto difficoltoso l'avviarsi di un mutamento sociale che porti anche ai proletari un poco di benessere. E tutto ciò non può che ferire lo spettatore, ma in senso buono, e farlo riflettere a lungo.
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i'm a monkey
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mercoledì 10 settembre 2008
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film operaio lontano da hollywood
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non è il massimo come film però l'atmosfera e le ambientazioni sono ottime! il finale mi ha lasciato così così.......
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marcello a.
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giovedì 17 aprile 2008
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bello
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Finalmente un'Inghilterra vista con occhi diversi.
Marcello A.
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v
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venerdì 4 gennaio 2008
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un ottimo film
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un ottima regia,un'ottima sceneggiatura , un ottimo cast, il risultato è un ottimo film
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bo
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venerdì 4 gennaio 2008
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un bel film
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bart
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venerdì 4 gennaio 2008
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da vedere
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lalli
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martedì 18 dicembre 2007
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loach il migliore
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non è uno dei suoi film più belli, ma come faccio a non dargli quattro stelle?? per il suo messaggio, per il suo essere dalla parte dei più deboli, degli operai, e nn dalla odiosa parte del padrone. MERAVIGLIOSO LOACH (COME SEMPRE)
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