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kronos
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mercoledì 10 agosto 2016
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classico revenge western
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Primo western diretto da Giulio Petroni, col tempo ha consolidato fama di classico del western all'italiana, in particolare nel cosiddetto filone "revenge".
Molti anni dopo Tarantino lo omaggerà, riprendendone diversi stilemi, sia in Kill Bill volume 1 che nel successivo "Django unchained".
Rivisto oggi 'Da uomo a uomo' richiede un buon atto di fede sull'incipit: difficile credere che un bimbo di cinque o sei anni possa memorizzare i più piccoli dettagli di una banda d'assassini, al punto da ricordar tutto quindici anni dopo...
Ma alla distanza lo script di Vincenzoni funziona, così come ritmo e confezione.
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Primo western diretto da Giulio Petroni, col tempo ha consolidato fama di classico del western all'italiana, in particolare nel cosiddetto filone "revenge".
Molti anni dopo Tarantino lo omaggerà, riprendendone diversi stilemi, sia in Kill Bill volume 1 che nel successivo "Django unchained".
Rivisto oggi 'Da uomo a uomo' richiede un buon atto di fede sull'incipit: difficile credere che un bimbo di cinque o sei anni possa memorizzare i più piccoli dettagli di una banda d'assassini, al punto da ricordar tutto quindici anni dopo...
Ma alla distanza lo script di Vincenzoni funziona, così come ritmo e confezione. John Philip Law è legnoso, ma Lee Van Cleef e le altre facce da galera sono una garanzia.
Nell'insieme niente male.
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gianni lucini
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domenica 10 marzo 2013
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tra i più significativi film western all'italiana
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L’idea centrale del film, quella del bambino che assiste al massacro della sua famiglia, non è nuova nelle narrazioni western. Ricorre, per esempio in Notte senza fine di Raoul Walsh o in Nevada Smith di Henry Hathaway. Quello che fa di questo film uno dei più significativi dell’epopea del western all’italiana è il modo con il quale Giulio Petroni dirige un cast di tutto rispetto. La prima mezz’ora è quasi perfetta con tagli improvvisi di sequenza, un uso oculatissimo dello zoom e una narrazione stringente. Nella parte centrale diventa un po’ lento ma complessivamente la tensione tiene fino alla fine. Nella sceneggiatura c’è e si vede la mano di Luciano Vincenzoni, uno dei creatori della Trilogia del Dollaro di Sergio Leone.
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L’idea centrale del film, quella del bambino che assiste al massacro della sua famiglia, non è nuova nelle narrazioni western. Ricorre, per esempio in Notte senza fine di Raoul Walsh o in Nevada Smith di Henry Hathaway. Quello che fa di questo film uno dei più significativi dell’epopea del western all’italiana è il modo con il quale Giulio Petroni dirige un cast di tutto rispetto. La prima mezz’ora è quasi perfetta con tagli improvvisi di sequenza, un uso oculatissimo dello zoom e una narrazione stringente. Nella parte centrale diventa un po’ lento ma complessivamente la tensione tiene fino alla fine. Nella sceneggiatura c’è e si vede la mano di Luciano Vincenzoni, uno dei creatori della Trilogia del Dollaro di Sergio Leone. Tarantino lo ama moltissimo e lo inserisce tra le dieci pellicole che hanno ispirato il suo Kill Bill vol. 1. Non per caso il tema musicale Mystic and Severe composto da Ennio Morricone viene da lui utilizzato sia in Kill Bill nel capitolo "Resa dei Conti alla Case delle Foglie Blu" che in Bastardi senza gloria.
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gianni lucini
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lunedì 16 gennaio 2012
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per i "leoniani" è un capolavoro
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Gli appassionati di scuola “leoniana” lo ritengono un capolavoro inferiore solo alla “trilogia del dollaro” di Sergio Leone. Non a caso nel soggetto e nella sceneggiatura c’è la mano di quel Luciano Vincenzoni che è stato anche compagno d’avventure di Leone proprio nei film che compongono la trilogia stessa. Giulio Petroni si conferma un ottimo regista scegliendo un taglio narrativo di grande sapienza con ritmo serrato, azione e violenza ben distribuite e una gestione quasi perfetta degli attori. Lee Van Cleef è, come spesso accade, una spalla sopra tutti altri ma anche Luigi Pistilli è un cattivo spietato e perfetto. Meno legnoso del solito appare anche John Philip Law.
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Gli appassionati di scuola “leoniana” lo ritengono un capolavoro inferiore solo alla “trilogia del dollaro” di Sergio Leone. Non a caso nel soggetto e nella sceneggiatura c’è la mano di quel Luciano Vincenzoni che è stato anche compagno d’avventure di Leone proprio nei film che compongono la trilogia stessa. Giulio Petroni si conferma un ottimo regista scegliendo un taglio narrativo di grande sapienza con ritmo serrato, azione e violenza ben distribuite e una gestione quasi perfetta degli attori. Lee Van Cleef è, come spesso accade, una spalla sopra tutti altri ma anche Luigi Pistilli è un cattivo spietato e perfetto. Meno legnoso del solito appare anche John Philip Law. Una parte del merito del successo di questo film va anche alle splendide musiche di Ennio Morricone. Alla trama del film attinge ampiamente “Kill Bill vol. 1” di Quentin Tarantino che inserisce anche il tema principale della colonna sonora nel capitolo "Resa dei Conti alla Case delle Foglie Blu".
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