LE 7 GIORNATE DI BERGAMO, UN'INCHIESTA CHE VUOLE ESSERE ATTO DI RINGRAZIAMENTO

L'esordio di Simona Ventura è la cronaca di un'impresa straordinaria che rischia però di essere banalizzata. Presentato alla Mostra.

Raffaella Giancristofaro, giovedì 9 settembre 2021 - Recensioni

18 marzo 2020. L’immagine di una fila di camion dell’Esercito Italiano che trasportano feretri fuori dalla città di Bergamo invade i media. Sintesi lugubre della forza devastatrice del virus, segno inequivocabile dell’epicentro del contagio nei primi giorni dell’emergenza sanitaria. Nel tentativo di reagire allo choc, società civile, imprenditori e volontari collaborano per realizzare un obiettivo apparentemente impossibile: costruire in tempo record alla Fiera di Bergamo un ospedale da campo che fornisca cure professionali e alleggerisca il carico di lavoro sulle altre strutture ospedaliere, già sature. 

L’inchiesta, che vuole essere un atto di ringraziamento nei confronti di privati e volontari, insiste sulla straordinarietà dell’impresa e sullo spirito patriottico, facendo leva sull’inevitabile emotività legata ai lutti subìti. 

Un immaginario visivo basico e molto poco cinematografico, però banalizza un racconto di straordinario valore umano.

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