Oscar

Lei

Her

Regia: Spike Jonze

4.08 /5

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Paese, anno: USA, 2013

Durata: 126 minuti

Audio: IT, EN

Sottotitoli: IT

OSCAR - MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Disponibile fino: ven 31 dicembre 2027 alle 23:39

Scarlett Johansson la voce dell'intelligenza artificiale

Theodore non riesce ad accettare la fine della storia d'amore con sua moglie. Tutto cambia quando la voce di un'intelligenza artificiale entra nella sua vita. 

Tipologia: Film

Dettagli

Theodore è impiegato di una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro grottesco che esegue con grande abilità e a tratti con passione. Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato però non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando una nuova generazione di sistemi operativi, animati da un'intelligenza artificiale sorprendentemente 'umana', arriva sul mercato, Theodore comincia a sviluppare con essa, che si chiama Samantha, una relazione complessa oltre ogni immaginazione.

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Premi

Winner Miglior sceneggiatura originale Premio Oscar 2014

Winner Miglior sceneggiatura Golden Globes 2014

Winner Miglior attrice Roma Film Festival 2013

Winner Miglior sceneggiatura originale Critics Choice Award 2014

Winner Film dell'anno AFI Awards 2014

Commenti

Walt Joyss

film toccante molto. Paradossalmente con un OS ci si può asciar andare più che con un essere umano, se ci si sente accettati ed amati incondizionatamente. MA poi emerge la parte possessiva umana. Film che fa riflettere molto sulle reali capacità di amare sé e altri. E l’essere OS richiaiama anche una parte spirituale di “angelo” che vorrebbe incarnarsi (v. Wenders “il cielo sopra Berlino” Film notevole così come l’interpretazione dolce e maschile del protagonista. Sì meritato premio per la sceneggiatura e non solo.

Walt Joyss

Il passato è ciò che ci raccontiamo della nostra storia, io amo te e inseme molti altri e così il mio amore diviene più grande. Io sono distaccato per paura di soffrire. Paura di soffrire per essere rifiutato. E questa paura di essere rifiutato in generale di perdere in ocompetizione con altri sia come competitori sessuali cehe coeme competitori di guide capi leader. Mi tengo in disparte, faccio il counselor, il saggio, ma mai il re il capo con altri. E fatico a stare nel gruppo. Voglio essere il saggio il primus inter pares di un capo. E lo stesso è col genere femminile. Non mi espongo più di tanto lascio intendere , come una donna invece cehe un uomo, non oso abbastanza. E questo in parte gioca così perché io spengo la mia passione il desiderio, divengo distaccato appunto e caldeggio questo modo “buddista”, “saggio”, ma in verità è solo un paravento per giustificare la mia paur di desiderare profondamente qualcuno (ha ragione Riel; la paura a esibirmi, ma non come a teatro, di mostrare chi sono con le mie debolezze, ad essere autentico, per paura di essere ferito, allora ho sviluppato la ia conoscenza che in effetti è una dppia lama, da un lato è un mio tlento e dall’altro è la mia migiore (e quindi peggiore) difesa dall’essere ferito. Miè tutto molto chiaro. Certo so anche che la vera forza è accettare fino in fondo le proprie debolezze. Già a parole io sono veramente saggio. Almeno molto più che con la ia qutotidianetà: non ho metabolizzato la mia saggeza teorica. C’è un gap enorme. E le esperienze divita aiutano a rendermi conto di questo gap. Specilemnte le esperienze coinvolgentei. Come i conflitti eozionali. Come le coinvolgenti storie d’amore. Coinveolgermi così tanto e a lungo, e nella sofferenza, con Laura (come con Samantha e poche altre, forse Christine a un certo punto) è stata per me un’esperienza fondamentale per cercare di toccare i miei punti fragili, di mettermi a nudo e sentire il corpo sensibile, feribile. Sì Laura con te ho toccato con mano la rabbbia di sentirmi rifiutato, la incapacità di amare in modo incondizionato (e che dubbi potevo avere di essere nemmeno lontanamente capace di amare in modo incondizinato). Ora i è chiaro. Quindi incapacità a accettare quelli che canonicamente sono “tradimenti” che quindi il mio piccolo io, che sono, non poteva perdonare, così fisato enl possesso, anche se la mente si crede molto emancipata (c’è il piccolo homino poco sapiens). E poi l’incapacità di gestire la fine di un amore da parte tua Laura. LA volontà di andare fino in fondo al baratro di essere rifiutao, di sentersi rifiutato. LA verità è che ancora ti penso e ti sento in un misto di rifiuto vendicativo e di volontà forte di perdonare e voltare pagina. E’ incredibile che scriva questo – allmeno la parte “evoluta di me” lo pensa – incredibile che scriva questo nel nov25 a ormai 5anni dalla fine della ns storia, anche se abbiamo avuto ancora vicinanze forti e non sopite di attrazione – almeno da parte mia. Ho creduto di averti perdonata molto tempo fa, la prima volta. Poi ho sentito che ancora nel profondo c’era un senso di volere vendetta, per il modo in cui mi sono sentito tradito, per il modo in cui ho sentito di aver fatto di tutto per amarti, per stare in relazione con te, nonostante i tuoi sengi di contrapposizione forte di attrazione-repulsione, il tuo senterti fragile e il mio credere di essere di poter essere il tuo salvatore. Ricordo un giorno da me in cu mi venne da piangeree e dissi”perché ti fai così male”. Quando tu gettavi merda su te stessa, e mi pareva che non fossi capace di voltlerti bene. E io mi sono sentito così impotente. Stupidamente impotente perché chiaramente non potevo essere, come nessun altro, il tuo salvatore. Mentre invece, a lungo, lo volevo essere e inseme dti desideravo come amante. E tu eri perfetta nel rifiutarmi al momento giusto, con dolore fisico oltre che sofferenza per me. Io avevo bisogno di vivere questo. Per il mio karma direi. Perché da un lato forse volevo salvare te così come volevo fin da bmbo salvare mia madre dalla sua depressione disperazione sofferente, e così come con mia madre volevo nello stesso tempo sentirmi amato per come ero, stimato ma non solo (per la mia intelligenza, culturam, etc… e come con mia madre, forse, quando mostravo da bimbo la aparte sensulae, probabilmente e inconsapevolmente da mia madre sessuofoba e bigotta e repressa, mi sentivo rifiutato. MA non er me che rifiutava, era lei che non era in grado di accettare questo desiderio che sentiva arrivare .Io mi perdono per tutto questo. E sono contento di aver vissuto queste relazioni forti. Perché solo attraverso esse io posso crescere. Lo dico con sincerità autenticità profonda. Quindi grazie a chi me le ha fatte vivere. Grazie Laura, gazie mamma. Ho imparato che potevo avere successo con le femmine solo attraverso il fatto di essere stimato intellettualmente (primo della classe, of course): cosìho fatto con le maestre che forse erano sedotte dalla mia intelligenza, dal mio essere vivo e sveglio e così mi sentivo amato. Così da mia madre lemno da piccolo prima di mio fratello, di un amore esclusivo.. E stimato per essere serio, responsabile, diligente, meglio serioso e attento al dovere e non al iacere “becero e volgare” di mio padre, disprezzato da lei, che forse è stato il iomo amore di bmbo, insieme a nonna. Da loro volevo essere amato e cercavo la loro approvazione (primus inter pare s” con Stefano. Chissà, forse è così. Eì qui c’è l’aggancio con l’ego orgolgioso, con l’ego feribile e atento a non essere ferito. Ed è lil mio orgoglio che mi tiene a freno il desiderio, la passione, che piuttosto che cadere nella sofferenza – e solo raramente si bypassano le sue difese – mi chiude, mi fa essere giudicante oltre misura con le donne che si approcciano a me che mi desiderano e anche con quelle che desidero io. Come se avessi una paura folle di essere amato e di amare, per paura di soffrire.questo è quanto Questo è quanto Riassunto di tante cose che conosco, ma che ancora mi abitano nonostante io mi cred ormai un evcchio saggio 56enne. E invece o ancora buschi infantili o massimo adolescenziali. Che io mi perdoni. Che io mi perdoni. Che io perdoni mamma, Laura, E che io possa essere perdonato da loro e da Samantha e da Christine e da ttutte le donne che mi hanno desiderato e che io ho rifiutato o non sono stato in grado i di aare.

gerardomarletto@yahoo.it

Agghiacciante (e ahinoi realistico). Phoenix al top.

Irene Aliverti

cazzata

nadia

Solito film all'americana! Dialoghi superficiali, solo belle immagini’

un'orrida pagliacciata

Nihr

Bellissimo film, bella sceneggiatura, bella interpretazione

Sara Vio

Ottimo. E abbondante. Ci penserò su

Max Fini

Dialoghi che non convincono

Carusi Federica

complesso ed emozionante

ElenaGir

molto malinconico, poetico e straziante a tratti

no_data

molto interessante

Ospite

Stupendo

Swm

Un film delizioso..sussurrato.

Ospite

dolce e inquietante

no_data

Davvero notevole una finestra nel futuro.

Ospite

favoloso, innovativo, Phoenix sensazionale. peccato perdersi la voce di Scarlett Johansson nella versione italiana. uno sguardo garbato e senza giudizi su una relazione con un sistema operativo di intelligenza artificiale

kutxo

Interessante

Ospite

bellissimo

Christel Gherbezza

carino!

Lei

Spike Jonze | 126 minuti

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