Victim

Obeť

Regia: Michal Blaško

2.9 /5

Paese, anno: Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, 2022

Durata: 91 minuti

Una madre cerca giustizia per il figlio aggredito fino quasi alla morte. Quando però il ragazzo confessa ciò che è realmente accaduto, la donna deve affrontare la dura verità.

MICHAL BLASKO (Bratislava, 1989) è un regista e sceneggiatore slovacco. Ha studiato regia cinematografica e televisiva all'Academy of Performing Arts di Bratislava (VSMU). I suoi cortometraggi sono stati presentati in anteprima ai più prestigiosi festival cinematografici del mondo (Cannes, San Sebastián, Karlovy Vary, Varsavia) e hanno vinto numerosi premi. Il suo corto d’esordio, Atlantis (2003), ha vinto l'Academy Award ceco per il miglior cortometraggio. Presenta nella sezione Orizzonti Victim, una storia d’amore materno.

Tipologia: Film

Genere:

Dettagli

Irina è una madre single immigrata dall’Ucraina che vive in una piccola città della Repubblica Ceca. Il suo mondo crolla quando suo figlio Igor viene aggredito fin quasi alla morte. Dopo che il figlio si risveglia in ospedale, Irina pretende giustizia e per averla mobilita l’intera città. Quando sembra che la faccenda si stia risolvendo Igor confessa alla madre cosa è davvero accaduto quella notte e lei affronta la verità.

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Commenti

theates

Non un capolavoro, ma un buon film di sicuro.

Gentile Paglia

Un film che lascia l’amaro in bocca. Una lezione, antica ma ancora attualissima purtroppo, su come il populismo fomenta il razzismo e costruisce mostri.

no_data

Vicenda quasi kafkiana raccontata in modo scarno ed efficace. Convincente denuncia dei Salvini presenti in ogni paese.

Paola Baroni

Una riflessione sullo sfruttamento della menzogna poco prima dello scoppio del conflitto russo-ucraino: come mezzo di sopravvivenza economica e sociale da parte di una madre ucraina emigrata e non (ancora) integrata nella Repubblica Ceca; come mezzo per evitare il ridicolo da parte di suo figlio; come mezzo di tronfia propaganda da parte delle inefficienti autorità locali; come mezzo di istigazione al razzismo e alla xenofobia da parte di un movimento neo-fascista. Di elementi tra cui dipanare il racconto ce ne sarebbero stati tanti, forse persino troppi. Ma la narrazione è troppo piatta. E rimane in superficie.

bergman1963

opera intelligente sulle tensioni fra comunità e la delicatezza della diffusione di notizie…variazioni sul tema del venticello della calunnia…

Piero MiRa

Le inaspettate conseguenze di una ’comoda’ bugia...

Augusto Galli

E’ tutto un inganno basato sul pregiudizio. Un film coraggioso.

Luigi Rinaldi

Un film che non ha nessuna struttura narrativa, noioso e lento, meglio i film di epoca comunista…

no_data

davvero interessante

Victim

Michal Blaško | 91 minuti

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