The Crown

Film 2016 | Drammatico, Storico, 50 min.

Regia di Stephen Daldry, Philip Martin, Julian Jarrold, Benjamin Caron, Philippa Lowthorpe, Samuel Donovan, Jessica Hobbs, Christian Schwochow. Una serie con Olivia Colman, Tobias Menzies, Helena Bonham Carter, Gillian Anderson, Victoria Hamilton. Cast completo Titolo originale: The Crown. Genere Drammatico, Storico, - Gran Bretagna, 2016, distribuito da Netflix. STAGIONI: 4 - EPISODI: 40

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La vita della regina Elizabeth II, dall'ascesa al trono fino allo scandalo Profumo del 1963, che finì per travolgere il governo di Harold MacMillan. La serie ha ottenuto 12 candidature e vinto 3 Golden Globes, 5 candidature e vinto un premio ai Satellite Awards, 11 candidature a Critics Choice Award, 10 candidature e vinto 4 SAG Awards, 3 candidature a Writers Guild Awards, 2 candidature e vinto un premio ai CDG Awards, 2 candidature a Producers Guild, La serie è stato premiato a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards,

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La storia di Elisabetta II, dal suo matrimonio nel 1947 ad oggi.

La storia di The Crown si svolge tra Buckingham Palace e il numero 10 di Downing Street, due luoghi di fama mondiale di cui verranno svelati i segreti, gli amori e gli intrighi che hanno plasmato i grandi eventi della seconda metà del XX secolo. Due edifici, due corti, un'unica Corona.

Una quarta stagione miracolosa, che aggira con classe il rischio agiografia e fa brillare un cast di interpreti sempre più in parte

Recensione di Ilaria Ravarino

Gli anni Ottanta di Margaret Thatcher e Lady Diana sono al centro della quarta stagione della serie, che prende le mosse dalle recrudescenze terroristiche dell'IRA a fine anni Settanta e attraversa il decennio successivo, il più difficile per la working class inglese stretta fra disoccupazione, svalutazione della sterlina e una lotta di classe tra le più dure e sofferte. Un decennio impegnativo anche per la Corona, soffocata dagli scandali, avversa alla politica tatcheriana e turbata dall'andamento ondivago del matrimonio tra Carlo e Diana, compromesso dall'onnipresenza della terza incomoda Camilla Parker-Bowles.

Una quarta stagione miracolosa, che aggira con classe il rischio soap opera confinando l'icona Diana sullo sfondo dell'Inghilterra tatcheriana.

Il segno tangibile del successo, la prova incontrovertibile della persistenza del talento dello showrunner Peter Morgan, arriva alla fine. Quando a premere il grilletto emotivo dello spettatore, dopo dieci puntate orchestrate in vista del gran finale, non è il drammatico sfascio del matrimonio della Principessa Triste - come sarebbe stato prevedibile in una qualsiasi soap opera seriale di medio livello - ma la composta disfatta della villain Lady di Ferro, una delle politiche più controverse della storia, nel momento dell'onorevole resa.

In questo arco di tempo - ascesa e caduta di Margaret Thatcher, sogno e incubo nuziale di Lady Diana: praticamente tutti gli anni Ottanta - si snoda la quarta stagione di The Crown, la più rischiosa per prossimità alla memoria storica dello spettatore, per l'inevitabile confronto con un'icona della cultura pop come Diana e per la sdrucciolevole materia della sua biografia, vergata pre e post mortem dall'inchiostro dei tabloid di tutto il mondo.

E però, va detto subito, questa non è "la stagione di Diana". O almeno non solo. La relazione tra la coppia reale - lui, Josh O'Connor, un Carlo sempre più perfetto; lei, Emma Corrin, la vera rivelazione - viene dosata nel corso degli episodi con moderazione, arrivando raramente a tematizzare: accade con la presentazione della fiaba nell'episodio tre (Come in una favola) e nel racconto del sogno che si spezza nell'episodio sei (Terra Nullius), per restare sullo sfondo, e riemergere con prepotenza, nel finale. È un racconto, quello di Morgan, che riesce a penetrare le pieghe più intime dei caratteri di Carlo e Diana, evitando l'agiografia pur concedendo alla Spencer lo status di parte lesa: donna resa infelice dal matrimonio ma non del tutto vittima, con un ego in cerca di un palco e una coscienza non esente dal calcolo, insensibile ai momenti di imbarazzo - al limite del cringe - inflitti al marito più vecchio di lei, dentro e fuori.

E se le schermaglie con Carlo testimoniano la grande sintonia fra la coppia di attori, l'unico duetto con Camilla Parker-Bowles (Emerald Fennell), nella terribile scena del pranzo, e il confronto finale con Filippo (l'ottimo Tobias Menzies), l'altro "estraneo" nella famiglia reale, sono i momenti che riassumono in un colpo solo il "tema" di Diana e della serie stessa: lo spasmodico bisogno di attenzione di un gruppo di individui costretti a girare intorno a un'unica persona, la regina, come pianeti intorno al sole.

Ieratica e maestosa nella sua performance, la regina di Olivia Colman ha tempi comici ormai perfetti (basti, su tutto, lo sguardo che riserva, tra orrore e sorpresa, a qualsiasi manifestazione di umanità), giocati in reazione alle tempestose passioni del mondo intorno a lei, che si agita all'arrembaggio di un posto al sole. Ora Filippo che contende al figlio Carlo l'attenzione di Dickie Mountbatten (Charles Dance), ora Carlo che cerca approvazione, per finire ogniqualvolta oscurato dalla scintillante Diana o dalla ragion di stato, ora la Principessa Margaret (Helena Bonham Carter) in crisi perché privata del suo ruolo, nell'episodio più debole della serie (Il principio ereditario).

Persino Thatcher, messa in scena da un'irriconoscibile Gillian Anderson, fin troppo imparruccata e mascherata (ma la parlata vale l'ascolto in lingua originale), è artefice consapevole di una rivincita nei confronti di un mondo maschile e maschilista: prendersi l'attenzione dei maschi è per la politica conservatrice una ragione di vita, anzi "l'unica vera passione". Una Thatcher che si prende con rabbia la leadership del mondo degli uomini, uomini per cui comunque spadella (il marito), si preoccupa (il figlio) e invade le Falkland (il partito), salvo poi perderla per il più banale dei motivi: il tradimento.

Ed è la sua Inghilterra, quella sopravvissuta a 11 anni di feroce thatcherismo, alla disoccupazione e agli scontri con i sindacati, all'IRA e all'evoluzione del Commonwealth, l'altra protagonista della quarta stagione di The Crown (vedi il quinto episodio, Fagan). Forse la migliore per colonna sonora (fra gli altri: The Clash, Depeche Mode, David Bowie), a tratti tentata dal fumettone, ma sempre magistralmente scritta e messa in scena - così come si deve al miglior prodotto che dal 2016 a oggi sia transitato sulla piattaforma Netflix.

Episodi: 10 (50 min.)

La stagione 3 prepara l'arrivo di Lady D. Gli episodi sono poco fluidi, ma il (nuovo) cast è da applausi

Recensione di Ilaria Ravarino

Ambientata tra il 1963 e il 1977, anno della celebrazione dei 25 anni dall'incoronazione, la terza stagione di The Crown segue una Regina Elisabetta più matura, alle prese con la svalutazione della sterlina e con le pene d'amore della sorella Margaret e del figlio Carlo, finito in un triangolo insieme alla bella Camilla Shand e il rampollo dei Parker-Bowles. Accanto a Elisabetta c'è sempre Filippo, apparentemente pacificato ma segretamente in crisi, mentre sulla poltrona del Primo Ministro siede il laburista Harold Wilson, con cui la Corona sembrerebbe non avere nulla da spartire.

Stagione di passaggio tra il pre e post Diana: l'andamento è meno fluido ma il cast è uno dei migliori visti in tv.

Si diceva - la stessa Olivia Colman, in una recente intervista, ha involontariamente contribuito al rumor - che The Crown fosse una serie, a suo modo, femminista. E che questa terza stagione, talmente indipendente dalle prime due da poter essere vista come un "a parte", fosse una celebrazione della Regina Elisabetta II come di una paladina delle donne ante litteram.

Invece, come diventa quasi subito evidente, se c'è qualcosa che questi nuovi dieci episodi aggiungono ai precedenti non è certo un approfondimento sull'autonomia femminile nell'Inghilterra tra gli anni Sessanta e Settanta, quanto uno sguardo interessato alla metà negletta del cielo: quella che a Buckingham Palace, in quei decenni, ha contato pochino..

Dall'Harold Wilson di Jason Watkins, figura maltrattata dalla storia cui lo showrunner Peter Morgan restituisce lucidità politica, passando per Louis Mountbatten, il Principe Filippo, Antony Armstrong e Carlo, quasi in ogni episodio troviamo un personaggio maschile la cui voce si stacca dal coro, per esibirsi - spesso - in uno struggente controcampo d'infelicità. Guadagna in spessore, rispetto alla versione precedente, il Principe Filippo del bravo Tobias Menzies, che all'asperità del carattere aggiunge qui l'inquietudine di una crisi di fede, coscienza e mezza età. .

Ma soprattutto ne trae vantaggio, fino a imporsi come protagonista degli ultimi episodi, il personaggio del Principe Carlo: amante infelice e figlio trascurato, impersonato dall'ottimo Josh O'Connor (il suo lavoro mimetico è impressionante), Carlo è condannato all'eterna attesa - della donna e della Corona - che lo rende l'antieroe ideale di questa stagione di passaggio. Cardine perfetto tra l'epoca che fu e quella che sarà, tra Elisabetta II e la sua più grande antagonista: Diana.

In attesa che la Principessa del popolo si manifesti nella quarta stagione, Morgan sistema il tavolo da gioco e apparecchia le carte per la partita finale, guidato più dalla visione d'insieme che dalla cura del dettaglio stagionale. La narrazione della terza serie si fa infatti più frammentata, senza una guida narrativa forte, e la stessa qualità degli episodi - sempre alta rispetto alla media - è disomogenea, con la prima parte "stretta" sulla Regina e i guai politici dell'Inghilterra, e la seconda aperta ai guai sentimentali della famiglia.

Ma se sul piano orizzontale la scrittura perde forse in potenza, a dare vigore anche agli episodi più deboli (tra cui il primo) restano la brillantezza dei dialoghi, la solidità dei personaggi, la riproduzione perfetta dell'epoca e un'armonia generale di stile che rende The Crown sempre riconoscibile e accogliente, stagione dopo stagione.

E se Olivia Colman, nella sua interpretazione di Elisabetta, riesce a eguagliare - se non oscurare - la performance precedente di Claire Foy, non deludono i più giovani O'Connor e Erin Doherty (la Principessa Anna), capaci di spiccare in un cast di altissimo livello pur avendo minor tempo scenico. Ha gioco facile, infine, Helena Bonham Carter, a stupire nei panni di una Margaret meno selvaggia e più dolente, pur sempre condannata a fare la scelta sbagliata: a lei il compito di movimentare i primi, più grigi episodi, e chiudere magistralmente l'ultimo chiamando, per sé e per il cast, gli applausi e le lacrime lungamente attesi.

Episodi: 10 (50 min.)

La stagione 2. La regina è tornata

Recensione di a cura della redazione

Dalla crisi del canale di Suez, che già incombeva al termine della prima stagione, i nuovi dieci episodi di The Crown proseguono nel raccontare la vita della regina Elizabeth II e della sua corte fino al 1963 e allo scandalo Profumo, che finì per travolgere il governo di Harold MacMillan, il terzo primo ministro del suo regno. In mezzo, come l'anno scorso, molti momenti che, seppur meno cruciali e drammatici, finiscono per dire a volte di più dei fatti storicamente molto noti.

C'è una linea narrativa che amo particolarmente in un episodio sul Duca di Windsor e le sue simpatie naziste. Billy Graham qui interpreta un affermato pastore evangelico americano ed Elizabeth cerca di approfondire la propria cristianità, riflettendo sul perdono, esattamente quando deve decidere se perdonare o meno lo zio per quello che ha fatto. Le due storie si intrecciano bene, è il miglior pezzo di scrittura di questa stagione. I film che ho scritto di cui sono più fiero sono proprio quelli che hanno a che fare con il perdono, è una cosa che sento profondamente, anche se non so perché.
Peter Morgan

Tra gli altri passaggi significativi spicca sicuramente l'incontro con John Fitzgerlad Kennedy, interpretato da Michael C. Hall, e con sua moglie Jackie, che tengono banco nell'episodio preferito da Claire Foy nonché uno dei due che quest'anno ha scelto di dirigere Stephen Daldry, il regista del pilot e supervisore dell'aspetto visivo della serie. Una puntata è poi dedicata a Lord Altrincham, che criticò la mancanza di modernità della regina e la invitò pubblicamente a cambiare, come stava del resto cambiando l'Inghilterra intera.

Le prime tre puntate della nuova stagione costituiscono poi una sorta di blocco tematico e affrontano la crisi matrimoniale tra Elizabeth e Philip, che lei stessa aveva incaricato di partire per un lungo viaggio nell'emisfero Sud del mondo, divenuto però per lui occasione per scappatelle extraconiugali. È proprio sul confronto tra Elizabeth e Philip, impossibilitati a divorziare come una coppia normale, che si apre la stagione, prima di riavvolgersi di sei mesi e raccontare la "crociera" di Philip e in parallelo la crisi di Suez.

Un'altra storyline di rilievo di questa seconda stagione riguarda ancora una volta Margaret, la sorella di Elizabeth, che già aveva sofferto per l'amore impossibile con il capitano Peter Townsend. Quest'anno conoscerà il carismatico fotografo Antony Armstrong-Jones, che flirta con la controcultura e soprattutto con la rivoluzione sessuale e non ha alcuna deferenza verso la Corona. Lo interpreta Matthew Goode, fattosi notare sul grande schermo per Watchmen, Stoker e The Imitation Game, mentre nei panni di Margaret ritroviamo Vanessa Kirby per cui Morgan ha solo parole di elogio: «Abbiamo sempre saputo che fosse una grande attrice, ma il suo talento quest'anno è esploso».

Un flashback permette di riportare brevemente in scena anche due glorie dell'annata precedente, Jared Harris e John Lithgow, e torna naturalmente Victoria Hamilton nei panni della Regina Madre. Così come si rivede Jeremy Northam in quelli di Anthony Eden, il primo ministro che si illude di poter risolvere la crisi del canale di Suez con una dimostrazione di forza. Anche Pip Torrens, che nel mentre è diventato il villain di Preacher, riprende il ruolo di Tommy Lascelles in alcuni episodi, mostrando lati sorprendenti del suo personaggio eppure a ben vedere del tutto coerenti con la sua rigidità militare.

Lo sceneggiatore inglese, che scrive tutti gli episodi della serie - solo occasionalmente insieme a qualche collaboratore, accreditato più che altro per le ricerche svolte - sogna di poter sceneggiare una lunga sparatoria come quella di Heat, senza parole dopo tanti dialoghi educati. The Crown però, pur se non ufficialmente confermata per le stagioni tre e quattro, sembra destinata a proseguire: è infatti già stata scelta l'attrice che sostituirà Claire Foy nei panni della regina, ossia Olivia Colman, amatissima dagli spettatori di Broadchurch e di The Night Manager.

Episodi: 10 (50 min.)

La stagione 1. Il destino di una regina

Recensione di a cura della redazione

Siamo nel 1947 e la Gran Bretagna si sta ancora riprendendo dalle devastazioni della Seconda guerra mondiale. Bisogna ancora ricostruire le strade e gli edifici dopo i bombardamenti aerei che hanno distrutto numerose città in tutto il Regno Unito. I beni di prima necessità vengono ancora razionati e le casse del governo sono pericolosamente vuote. Nonostante tutto questo, la nazione intera rimane momentaneamente incantata dalle nozze della giovane principessa Elisabetta con l'esuberante Philip Mountbatten.
Ecco come inizia The Crown, la serie originale Netflix che racconta i retroscena del regno di Elisabetta II, svelando gli intrighi personali, le relazioni romantiche e le rivalità politiche dietro agli eventi che hanno caratterizzato la seconda metà del XX secolo.

L'aspetto che ha reso così interessante scrivere la sceneggiatura non è stato questo o quell'evento storico, ma il fatto che si tratti di una famiglia all'interno della quale c'è la Corona. E la Corona è una bomba che sconvolge tutto.
Peter Morgan, autore

La Principessa Elisabetta si aspetta di trascorrere tanti anni di matrimonio felice prima di salire al trono. C'è quindi tutto il tempo per permettere al marito di percorre una sfolgorante carriera nella Marina e per consentire a lei di crescere i figli nello splendido isolamento di Malta. I suoi progetti di una vita semplice vengono però stravolti dalla morte improvvisa del padre, Re Giorgio VI. Così, a 25 anni, lei eredita la Corona e il suo terribile peso.

La serie vede Claire Foy (Wolf Hall) che affronta il duro compito di rappresentare la regina con tutto il peso della responsabilità della monarchia e Matt Smith (Doctor Who), nel ruolo di Filippo, Duca di Edimburgo, il quale per molti versi è agli antipodi rispetto alla moglie. Non vuole farsi intimidire dalla classe dirigente britannica e ha già le sue croci da portare, croci legate alla storia della sua famiglia. Filippo è emotivamente orfano fin da giovane e ciò che gli manca maggiormente è l'unità della famiglia, alla quale ha lavorato così tanto.

Margaret è una principessa, sia letteralmente sia metaforicamente, e viene portata sullo schermo da Vanessa Kirby (Un tram chiamato Desiderio). È la sorella più giovane e spensierata di Elisabetta. Margaret è una stella da palcoscenico nata, da sempre alla ricerca delle luci della ribalta. Il divario tra le due sorelle aumenta quando Elisabetta, in qualità di monarca, interviene per impedire a Margaret di sposare il colonnello Peter Townsend, braccio destro del padre e uomo divorziato, interpretato da Ben Miles (V per Vendetta).
Il padre di Elisabetta e di Margaret, Re Giorgio VI, noto anche come Albert e portato sullo schermo da Jared Harris (Mad Men), è un uomo stoico ma anche gentile e molto affabile. Re Giorgio VI non si è mai trovato a proprio agio con le pressioni derivanti dalla Corona. Tuttavia, proprio come la figlia, è guidato nel suo ruolo da sovrano da un senso del dovere verso il popolo.
Re Giorgio VI è a sua volta molto diverso dal fratello maggiore, il Duca di Windsor (noto anche come Re Edoardo VIII/David), impersonato da Alex Jennings (The Queen - La regina). Il Duca di Windsor era la pecora nera della famiglia e non è mai riuscito a superare la delusione e lo scandalo dopo la sua abdicazione.

La Regina madre Elisabetta, portata sullo schermo da Victoria Hamilton (Victoria & Albert), è di grande sostegno al marito mentre ricopre suo malgrado il ruolo di re. La Regina Madre, vedova a 51 anni, cerca di mantenere una posizione di potere e risolutezza. La Regina Mary, matrona della famiglia reale e impersonata da Eileen Atkins (Mansfield Park), rappresenta l'ultimo grande legame con l'era vittoriana. Era intelligente, risoluta, distante ma dedicata al dovere come ex monarca e consigliere della futura regina. Poi, naturalmente, c'è Winston Churchill, portato sullo schermo da John Lithgow (Una famiglia del terzo tipo). Churchill ritorna al potere a 78 anni e s'impegna nel ridefinire la propria immagine, da guerrafondaio a pacificatore. Quando, pochi mesi dopo la sua rielezione, vede una giovane regina accedere al trono, Churchill pensa che sia arrivata la sua occasione per dare un'impronta indelebile alla monarchia e alla nazione.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 5 febbraio 2019
only noize

La vita su Elisabetta II mi ha davvero coinvolto, il telefilm è fatto veramente bene e l'attrice Claire Foy è veramente brava. la storia della sua vita mi ha molto sorpresa e coinvolto, certi aspetti non li avrei mai immaginati come ad esempio il comportamento del marito il Principe Filippo (un vero stronzo) o della sorella la Principessa Margaret (eterna gelosa e insicura).

NEWS
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mercoledì 14 ottobre 2020
 

La serie The Crown racconta la storia di due dei più famosi indirizzi del mondo, Buckingham Palace e 10 Downing Street - e gli intrighi, gli amori e le macchinazioni dietro ai grandi eventi che hanno dato forma alla seconda metà del ventesimo secolo. La giovane principessa Elizabeth deve affrontare la prospettiva di diventare la futura regina d'Inghilterra in un'epoca di declino per l'Impero britannico e il mondo stesso.

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venerdì 2 ottobre 2020
 

La storia del regno decennale della regina Elisabetta II e della lotta tra il suo io privato e pubblico. La serie si concentra sugli intrighi personali, le storie d’amore e le rivalità politiche dietro i grandi eventi che hanno plasmato la seconda metà del XX secolo. La serie non riguarda semplicemente la monarchia, ma parla di un impero in declino, un mondo in disordine e l’alba di una nuova era.

Il film The Crown, diretto da Stephen Daldry, Philip Martin, Julian Jarrold, Benjamin Caron, Philippa Lowthorpe, Samuel Donovan, Jessica Hobbs, Christian Schwochow, è distribuito da Netflix. Uscita prevista su Netflix  domenica 15 novembre.

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giovedì 20 agosto 2020
 

Mentre gli anni ‘70 stanno volgendo al termine, la regina Elisabetta (Olivia Colman) e la sua famiglia sono occupati a salvaguardare la linea di successione, assicurandosi di trovare la sposa più adatta per il principe Carlo (Josh O'Connor), che a 30 anni è ancora celibe. La nazione inizia a risentire dell'impatto delle politiche di divisione introdotte da Margaret Thatcher (Gillian Anderson), la prima donna inglese investita della carica di primo ministro. Tra lei e la regina sorgono tensioni che peggioreranno quando la Thatcher guiderà il Paese nella guerra delle Falkland, generando conflitti all'interno del Commonwealth. Mentre la storia d'amore tra Carlo e una giovane Lady Diana Spencer (Emma Corrin) regala una favola estremamente necessaria all’unione del popolo britannico, a porte chiuse, la famiglia reale è sempre più divisa.

La quarta stagione di The Crown sarà su Netflix dal 15 novembre 2020.  
 

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lunedì 21 ottobre 2019
 

La serie The Crown racconta la storia di due dei più famosi indirizzi del mondo, Buckingham Palace e 10 Downing Street - e gli intrighi, gli amori e le macchinazioni dietro ai grandi eventi che hanno dato forma alla seconda metà del ventesimo secolo. La giovane principessa Elizabeth deve affrontare la prospettiva di diventare la futura regina d'Inghilterra in un'epoca di declino per l'Impero britannico e il mondo stesso.

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lunedì 4 dicembre 2017
Letizia Rogolino

"Questa serie mi ha dimostrato di essere capace di modificare la prospettiva delle persone sulle cose" ha dichiarato Claire Foy, riflettendo sul ruolo della Regina Elisabetta II che ha interpretato nella serie tv The Crown. L'8 dicembre andrà in onda su Netflix la seconda stagione della serie, ideata da Peter Morgan e prodotta da Stephen Daldry, regista di capolavori come Billy Elliot e The Hours. Sarà l'ultima occasione per l'attrice di vestire i panni della sovrana più longeva della Gran Bretagna, prima di passare il testimone ad Olivia Colman.

La prima stagione di The Crown ha affrontato l'ascesa al trono della giovane erede di Giorgio VI, raccontando la vita pubblica e privata della famiglia reale inglese all'insegna di un "empowerment femminile", oggi tema attualissimo.

I nuovi episodi ripartono dalla fine della prima stagione, invitando il pubblico a rivivere il periodo storico tra il 1956 e il 1964, in cui si respira un'aria di cambiamento, con disordini politici e sociali che interessano tutto il mondo, mentre i protagonisti della monarchia riflettono sul senso di famiglia, in una realtà in cui il sentimento è soffocato spesso dalle responsabilità.

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giovedì 10 agosto 2017
 

Lasciata la regina a dover fare i conti con la crisi di Suez nel 1956, la seconda stagione della serie che racconta i retroscena del regno di Elisabetta II, ha inizio con i soldati di Sua Maestà impegnati a combattere una guerra illegale in Egitto e si concluderà con la rovina del suo terzo Primo Ministro, Harold Macmillan, nel 1963, dopo un devastante scandalo conosciuto come "scandalo Profumo". Una scissione che ha determinato la fine dell'epoca del rispetto e l'ingresso nell'era rivoluzionaria degli anni Sessanta.

In attesa del lancio della serie, in programma l'8 dicembre, Netflix presenta il teaser trailer e le prime immagini dell'attesissima seconda stagione di The Crown.

La serie originale Netflix continua a documentare i maggiori eventi politici e globali che hanno definito e plasmato la seconda metà del ventesimo secolo. Basato sulla commedia vincitrice di molti premi "The Audience", la serie riunisce il creatore e scrittore Peter Morgan, il regista Stephen Daldry e il produttore Andy Harries.

Frasi
In un mondo sempre più complesso, tutti abbiamo bisogno di certezze.
La principessa Elisabetta (Claire Foy)
dalla serie The Crown - a cura di EMILIA
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mercoledì 14 ottobre 2020
 

Regia di Stephen Daldry, Philip Martin, Julian Jarrold. Una serie con Olivia Colman, Tobias Menzies, Helena Bonham Carter, Gillian Anderson, Victoria Hamilton. Dal 15 novembre su Netflix. Guarda il trailer »

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venerdì 2 ottobre 2020
 

La vita della regina Elizabeth II, dall'ascesa al trono fino allo scandalo Profumo del 1963, che finì per travolgere il governo di Harold MacMillan. Vai all'articolo »

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giovedì 20 agosto 2020
 

Per la Regina Elisabetta è arrivato il momento di trovare la sposa più adatta per suo figlio Carlo, l'erede al trono. Dal 15 novembre su Netflix. Guarda il trailer »

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lunedì 21 ottobre 2019
 

Una serie TV con Olivia Colman, Helena Bonham Carter, Gillian Anderson. Dal 17 Novembre su Netflix. Guarda il trailer »

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venerdì 20 settembre 2019
 

Regia di Stephen Daldry, Philip Martin, Julian Jarrold. Una serie TV con Olivia Colman, Tobias Menzies, Helena Bonham Carter, Gillian Anderson. Dal 17 novembre su Netflix.  Guarda il trailer »

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lunedì 4 dicembre 2017
Letizia Rogolino

"Questa serie mi ha dimostrato di essere capace di modificare la prospettiva delle persone sulle cose" ha dichiarato Claire Foy, riflettendo sul ruolo della Regina Elisabetta II che ha interpretato nella serie tv The Crown.

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giovedì 10 agosto 2017
 

Lasciata la regina a dover fare i conti con la crisi di Suez nel 1956, la seconda stagione della serie che racconta i retroscena del regno di Elisabetta II, ha inizio con i soldati di Sua Maestà impegnati a combattere una guerra illegale in Egitto e si [...]

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venerdì 4 novembre 2016
Lorenza Negri

Metà regina e metà... donna, moglie, madre, sorella. The Crown, biopic e period contemporaneo incentrato su Elisabetta II d'Inghilterra, sarà disponibile con i primi dieci episodi da oggi. Il Paese che a oggi ha sfornato i costume drama più memorabili [...]

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giovedì 27 ottobre 2016
Lorenza Negri

I retroscena di Buckingham Palace, i segreti, i drammi e le gioie accumulate nei sessant'anni di un regno lungo più di qualsiasi altro nella Storia dell'Inghilterra, quello di Elisabetta II. Grazie alla sceneggiatura del londinese Peter Morgan la monarca [...]

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miglior serie televisiva drammatica
Golden Globes
2017
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miglior attrice in una serie televisiva drammatica
Golden Globes
2017
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miglior attrice in una serie televisiva drammatica
Golden Globes
2020
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miglior attrice in una serie televisiva drammatica
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2021
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premio per il miglior cast serie tv drammatica
SAG Awards
2020
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miglior attrice in una serie televisiva drammatica
SAG Awards
2017
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miglior attore in una serie televisiva drammatica
SAG Awards
2017
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miglior attrice in una serie televisiva drammatica
SAG Awards
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miglior serie tv ambientata nel passato
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