Luke Cage

Film 2016 | Azione +13 55 min.

Regia di Paul McGuigan, Andy Goddard, Marc Jobst, Clark Johnson, Salli Richardson-Whitfield, Phil Abraham, Magnus Martens, Sam Miller, Vincenzo Natali, Guillermo Navarro, Tom Shankland, Stephen Surjik, George Tillman Jr., Neema Barnette, Alex Garcia Lopez, Steph Green, Lucy Liu. Una serie con Mike Colter, Rosario Dawson, Simone Missick, Alfre Woodard, Mustafa Shakir. Cast completo Titolo originale: Luke Cage. Genere Azione - USA, 2016, Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 STAGIONI: 2 - EPISODI: 26

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Dotato di una forza e di una resistenza sovrumane, un ex detenuto lotta per riscattare il proprio nome. Non cerca popolarità, ma la città ha bisogno di un eroe.

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Luke Cage, gioie e dolori della notorietà.
Lorenza Negri
giovedì 14 giugno 2018
Lorenza Negri
giovedì 14 giugno 2018

Dopo una prima stagione incentrata sul bisogno di riscatto e sulla presa di coscienza di se stesso del protagonista, Luke Cage torna con una seconda annata - tredici episodi, di cui uno diretto dall'attrice di Elementary Lucy Liu - sviluppata sulla seconda fase del percorso evolutivo del supereroe dalla pelle inscalfibile: il riconoscimento sociale, la responsabilità come modello di riferimento della sua comunità (quella del quartiere di Harlem) e la gestione della fama.

L'ex galeotto ha debuttato due anni fa sulla piattaforma digitale, il terzo super eroe Marvel con una serie monografica a lui dedicata su Netflix dopo Daredevil e Jessica Jones. Dopo di lui, Iron Fist, il miliardario maestro di arti marziali che nei comics originali formava una partnership inconsueta con l'energumeno di Harlem e che rivediamo nelle nuove puntate.

Collante di questi personaggi, la città di New York di cui i Difensori si ergono a protettori, e il personaggio di Claire, infermiera che il fato fa imbattere in ognuno di loro in frangenti diversi. Nella prima stagione Luke cerca di rifarsi una vita (da zero, anche cambiando nome) dopo aver sofferto (ingiustamente) la galera. Mantiene un profilo basso, non cerca guai, ma gli esperimenti a cui è stato sottoposto in prigionia gli hanno conferito resilienza e forza da supereroe che Cage non potrà far a meno di mettere al servizio della sua comunità. Alla fine della prima stagione il duello per le strade di Harlem con l'avversario Diamondback ne decreta lo statuto di difensore locale e gli dona fama, rispetto e responsabilità, con cui farà i conti nella seconda.

Luke, la celebrità e i selfie.
giovedì 14 giugno 2018

Nella prima stagione Luke era più che restio nei confronti della notorietà; nella seconda, non più costretto a mantenere l'anonimato, è pronto per accettare la nuova condizione, a suo agio con i ragazzini che gli chiedono i selfie, disinvolto con i passanti che si complimentano con lui, fiero di essere il vigilante benvoluto del quartiere che riceve manifestazioni di ammirazione e riconoscenza dai membri della sua comunità.

Come accennato, uno dei temi fondamentali dell'annata è la celebrità nel XXI secolo, la fama che spoglia della vita privata e che, nel caso, di Luke è accolta con piacere e perplessità.

Cage è diviso tra la soddisfazione di essere un punto di riferimento e il fastidio nei confronti delle declinazioni più estreme della popolarità (come fare l'ospite d'onore alle feste). Altrettanto centrali, il senso responsabilità soverchiante che il protagonista sperimenta, il peso della notorietà che influenza gli affetti più cari, la prospettiva della corruzione cui questa può condurre e il limite da superare prima della perdita di obiettività.

Luke e la famiglia.
giovedì 14 giugno 2018

La bella e premurosa Claire, (ex) infermiera interpretata dalla splendida Rosario Dawson, e Luke coltivano un rapporto che nella seconda stagione è particolarmente intenso. In un periodo di profondi cambiamenti come quello che attraversa l'eroe, la presenza di una figura saggia, umile e pragmatica di Claire è fondamentale per l'evoluzione del personaggio.

Cage è un individuo tutto sommato solitario, dedito a considerare come la propria famiglia i membri più vicini della comunità. La sua famiglia è anche quella figura di amica, amante e angelo custode di Claire che entra in contrasto con l'immagine del padre, parente con cui Luke è stato a lungo in conflitto.

I nuovi episodi segnano un'evoluzione dei legami coi consanguinei fino a quel momento disertati, proprio attraverso la presenza del padre predicatore di Luke Cage, al secolo Carl Lucas. L'ultimo ruolo del compianto Reg E. Cathey è infatti quello dell'ingombrante figura del genitore che si è rifiutato di mantenere il rapporto col figlio dietro le sbarre; Lucas è il contraltare di Claire, lei emblema di amorevolezza e calma, lui di passionalità e conflitto. Entrambi sono fondamentali per indirizzare l'evoluzione di Cage, in bilico tra il bisogno di gratificazione e il desiderio di fare la cosa giusta.

Misty Knight.
giovedì 14 giugno 2018

Forte, determinata e incorruttibile, la poliziotta Misty, eroina della blaxploitation dei giorni nostri batte, segue un percorso accidentato nei nuovi episodi, costretta ad affrontare la riabilitazione dopo la traumatica perdita del braccio.

Una carriera e una vita potenzialmente rovinate che forniscono alla serie i mezzi per affrontare un altro tema connesso alla comunicazione nell'era dei social: il bullismo.

Come i social abbiano persuaso la società contemporanea dell'inestimabile autorità della propria opinione e delle necessità di dar voce a ogni pensiero, informa la seconda stagione dello show Netflix e in particolare il caso di Misty. Se per questa, per quanto resiliente, è dura affrontare la menomazione, lo è ancora di più sottostare ai commenti espressi ad alta voce sulla sua condizione.

L'evoluzione del villain.
giovedì 14 giugno 2018

Nella prima stagione la parte dei 'cattivi' se la spartivano la manipolatrice Mariah, lo scaltro Cottonmouth e il folle Diamondback. Il palcoscenico dei villain della seconda annata se lo dividono, invece, Mariah e il nuovo arrivato Bushmaster.

Se due anni fa lo show si è concentrato sulla timida - all'inizio - ascesa del personaggio interpretato da Alfre Woodward, nelle puntate in arrivo questa figura fragile e aggressiva, divorata dall'ambizione non può far altro che raggiungere la maturità come degna antagonista.

Scostante e amorale, influenzata di volta in volta dall'amante e dalla figlia, sempre corrotta dal lato oscuro, è destinata a imbattersi, come Cage, nel nuovo villain di Harlem, giamaicano con capacità simili a quelle del vigilante, governato da scopri personali misteriosi e da un inarrestabile anelito alla vendetta.

NEWS
NETFLIX
venerdì 22 giugno 2018
Lorenza Negri

Quando Luke Cage debuttò su Netflix, la piattaforma digitale fu letteralmente presa d'assedio dagli abbonati che "mandarono in crash" il servizio. Il personaggio dell'imponente eroe con il cappuccio, che un esperimento ha reso indistruttibile, alla fine della prima stagione veniva eletto unanimemente dagli abitanti di Harlem il protettore benvoluto del quartiere newyorkese. Nella seconda stagione, su Netflix dal 22 giugno, Luke Cage non è più il fuggitivo costretto a nascondersi ma il vigilante osannato della sua comunità.
"Se per Luke Cage la vita fino a quel momento era stata all'insegna dell'anonimato, adesso si aggira per le strade di Harlem come una star" ha spiegato il suo interprete Mike Colter. Secondo l'interprete del supereroe Marvel, il terzo dopo Daredevil e Jessica Jones a guadagnarsi un adattamento seriale tutto suo targato Netflix: "Nell'era dei social, la gente segue le sue gesta tramite app e commenta i video delle sue prodezze in tempo reale. Quali sono le conseguenze che tutta questa popolarità può avere su di lui e come possa cambiarlo è uno degli argomenti principali dei nuovi episodi".

Che tipo di reazione ti aspettavi nei confronti di Luke Cage da parte del pubblico?
Francamente non lo so. Posso dire che quando stavamo realizzando la prima stagione e dovevamo girare sequenze per le strade di Harlem dovevamo praticamente pagare la gente per strada per mostrare un po' di entusiasmo al passaggio del personaggio, mentre quando abbiamo girato la seconda eravamo letteralmente sommersi dalle urla dei presenti che invocavano il nome di Luke Cage a ogni angolo della strada. Dovevamo pagarli per fare meno baccano! Questo per dire che le reazioni sono state molto meglio di quanto ci aspettassimo. Nessuna pressione quindi per la seconda stagione...

??Qual è la cosa che spaventa di più Luke Cage a questo punto?
?Luke è invincibile, è talmente forte che neanche lui sa bene quali siano i limiti dei suoi poteri, ma questo non lo rende un individuo che non ha paura di niente. Essere come lui vuol dire vivere un'esistenza potenzialmente solitaria, avendo sempre il timore di poter fare del male agli altri. Luke è una persona molto protettiva nei confronti di chi ama, e se all'inizio si è tenuto lontano dai guai, alla fine ha prevalso il suo senso di giustizia e il desiderio di aiutare le persone in pericolo del suo quartiere. Ma quando può finalmente godere i frutti dei suoi riconoscimenti, liberarsi dei fantasmi del passato e guardare al futuro, le cose si complicano di nuovo. Come può reagire un individuo da sempre nell'ombra che improvvisamente è amato e ammirato da tutti? Come questo può trasformarlo?

??Quindi qual è l'obiettivo di Luke a questo punto?
?Forse di poter dimostrare di valere ed essere utile alla sua comunità senza necessariamente essere un individuo con dei super poteri. Avere una famiglia, qualcuno che lo ama, e non essere solo il vigilante superforte da chiamare quando ci si sente in pericolo.

?Harlem è l'altra grande protagonista di Luke Cage, un quartiere dove hai vissuto anche tu.
?Esatto, oggi puoi trovarti Starbucks dietro ogni angolo di Harlem, puoi imbatterti addirittura in un supermercato bio, ma è sempre la stessa Harlem. Ho vissuto per alcuni anni a pochi isolati da dove effettuiamo le riprese e l'ho vista evolversi subendo un processo di gentrificazione evidente, ma in questo luogo il tempo, a ben vedere, è immutato: ci sono ancora i locali leggendari come il Cotton Club e l'Apollo Theater. Per questo, anche se la serie è ambientata 3-4 decenni dopo i fumetti di riferimento, la sua magia è rimasta intatta, il suo spirito è sempre lo stesso e gli argomenti che tocchiamo - come il razzismo - restano ancora validi.

??strong>Quale sarebbe la soddisfazione più grande che potresti trarre dalla partecipazione a questa serie?
?Le serie televisive hanno sempre più influenza sulla realtà e sugli spettatori che le seguono. C'è una larga parte di pubblico che ha una conoscenza delle minoranze solo attraverso cinema e tv: non interagisce con persone della comunità Lgbt, o di altre religioni, e tantomeno con americani di origine africana o portoricana e così via. Sarebbe bello che potessimo aiutare il pubblico a conoscere e capire - per esempio - appartenenti alla comunità nera attraverso personaggi realistici.

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venerdì 22 giugno 2018
Lorenza Negri

La seconda stagione di Luke Cage debutta il 22 giugno su Netflix con 13 episodi inediti che, come vedremo, seguono il protettore di Harlem scontrarsi con un nuovo villain, il risoluto Bushmaster. Diventato l'acclamato eroe del suo quartiere, l'ex galeotto dalla pelle impenetrabile è destinato a confrontarsi con la nuova dimensione della sua popolarità. Accanto a lui, paziente e comprensiva, c'è un personaggio ricorrente delle altre serie Marvel targate Netflix - da Daredevil a The Defenders -: l'infermiera Claire, il cui destino è intrecciato con quello dei supereroi newyorkesi delle quattro rispettive serie, elemento accomunante di produzioni altrimenti molto diverse tra loro.
Nei panni della coraggiosa e intraprendente Claire, Rosario Dawson, esuberante ed estroversa attrice cinematografica già icona degli amanti dei fumetti grazie a Sin City, trasposizione per il grande schermo dei graphic novel pulp di Frank Miller (dove era era la seducente e aggressiva prostituta killer Gail). Ecco le dichiarazioni dell'attrice che durante la promozione dello show ha rivelato una storica passione per i comics.

Hai partecipato ha quasi tutte le serie Marvel di Netflix, immaginavi questa popolarità?
Né io né gli altri della produzione sapevano che reazione aspettarci. Qualche anno prima il film di Daredevil aveva lasciato il pubblico con, diciamo, qualche perplessità, per cui il massimo cui aspiravamo era non fare schifo. Abbiamo girato tutta la prima stagione nel riserbo più assoluto, complice il fatto che Matt Murdock non indossa ancora il riconoscibilissimo costume. C'era buona parte della crew che ignorava totalmente che cosa stessimo girando.

Ti aspettavi che il tuo personaggio diventasse il collante delle serie Marvel di Netflix?
Assolutamente no, mi ritenevo destinata a permanere poco nel franchise perché il mio contratto durava solo una stagione. Di solito quando si firma per uno show televisivo - è successo così anche per gli altri attori delle serie Marvel di Netflix - è richiesta all'attore la disponibilità per 4 o 5 anni, a prescindere o meno che lo show venga rinnovato. A me è stato chiesto di tornare di volta in volta: dopo Daredevil mi hanno proposto di comparire in Jessica Jones, Luke Cage e così via.

Perché ti è stato chiesto di tornare più volte?
Credo fosse importante salvaguardare quello che avevamo creato con la prima stagione della prima serie: Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist non sono solo personaggi molto diversi, sono anche serie che si differenziano sostanzialmente per i toni. Ognuno di questi piccoli mondi è stato sviluppato in modo diverso e Claire è la costante che li accomuna. Inoltre, essendo un personaggio privo di poteri ed essendo ricorrente in tutte le serie, rappresenta anche il filtro tra il pubblico e il supereroe: è la voce delle persone normali, è quella pragmatica che commenta "Ma come ti vesti?" se il supereroe di turno va a combattere il crimine con un costumino ridicolo.

Qual è il responso circa la tua esperienza nelle serie tv, dopo una carriera prevalentemente cinematografica?
È stato interessante per me: faccio questo lavoro da 24 anni ed è solo da 4 che esperimento il mondo della serialità. È stato strano per me scoprire che avere un ruolo in una serie TV vuol dire non sapere che cosa succederà al proprio personaggio. Quando fai film, ti arriva tutto il copione e ti fai un'idea del percorso del tuo personaggio ma, nel caso della televisione, ricevi un copione del primo episodio da leggere, una nota con su scritto: "Ti piace?" e se accetti la parte scoprirai il resto piano piano.

Cosa puoi dirci della seconda stagione, in particolare dei personaggi femminili?
Claire ha una parte essenziale, la sua presenza è fondamentale in questa fase della vita di Luke, ma vedrete molto anche il personaggio di Misty, che nella seconda stagione torna più tosta di prima. Misty ha perso un braccio in battaglia, ma, lo avete visto nel trailer, ne guadagnerà uno meccanico che la renderà ancora più forte. Comunque sappiate che Luke Cage ama la sua tazza di tè in tutti i colori e i sapori, per cui aspettatevi una stagione movimentata dal punto di vista delle relazioni.

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venerdì 22 giugno 2018
Andrea Fornasiero

Abbiamo incontrato a Roma lo showrunner di Luke Cage, Cheo Hodari Coker, e Lucy Liu che partecipa alla serie in veste di regista del primo episodio della seconda stagione. Inevitabile iniziare con il chiedere a Cheo Hodari Coker di come il mainstream hollywoodiano sia sempre più attento alla "diversity" etnica: «Il progressismo dell'intrattenimento americano è in espansione, perché il successo di una cosa, come Luke Cage o Black Panther (guarda la video recensione), rende possibili altre e nuove idee. Giustamente permette che siano raccontate storie diverse da persone diverse».

"Credo che personaggi a cavallo e pistola ci sono da sempre ma si fanno ancora film western e sarà così fino alla fine dei tempi. Riguardo i supereroi sento le stesse considerazioni che fin da bambino sentivo riguardo l'hip hop, che sarebbe stata una cosa passeggera ma ora ha 50 anni e va ancora alla grande. Il pubblico è affascinato dalle abilità sovrumane, ma soprattutto gli interessa che questi film e serie raccontino una buona storia. Certo ci saranno sempre brutti film di supereroi, ma ce ne saranno anche di buoni, capaci di vitalizzare il genere: non credo sparirà".

Voi vi siete conosciuti sul set della serie Southland, ma come si è sviluppata questa collaborazione?
? Liu: Cheo era supervising producer e sceneggiatore, e io ero una guest actor nella quarta stagione. Qualche mese fa il mio agente mi ha detto che Cheo mi cercava, ci siamo parlati su Skype e mi ha fatto alcune domande molto specifiche su come avrei lavorato con gli attori da regista e come avrei gestito gli stunt. Ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d'onda e così tutto è andato a buon fine.
? Cheo Hodari Coker: Produttivamente Southland era davvero dura da realizzare, è stata una prova del fuoco per imparare a scrivere per gli attori e prepararmi a lavorare con diversi registi. Quello che ho visto di Lucy, il modo in cui interagiva con il resto del cast e come si preparava alle scene, mi hanno convinto che avesse lo spirito giusto per Luke Cage. Anche nelle risposte che mi ha dato quando ne abbiamo parlato e in seguito, sul set, mi ha impressionato perché era scrupolosa nella preparazione, aveva un'idea precisa per ogni scena, ma allo stesso tempo era aperta agli imprevisti. E se si va per le lunghe sa quando dire basta, che è la cosa più difficile da fare, perché tutti ti chiedono se non vuoi per caso un'altra prospettiva di ripresa e cose del genere: un regista deve essere sicuro di sé e lei lo è di certo.
?Come showrunner è importante il casting degli attori quanto quello dei registi, a cui vanno poi assegnati i vari episodi. Voglio che abbiano visione e passione e devo sentire che aggiungeranno qualcosa. Voglio essere sorpreso da quello che realizzano, perché se invece si fa come in una dittatura e si cerca di imporre la propria prospettiva tutto diventa dello stesso colore.

Del resto non si tratta di un debutto: aveva già diretto alcuni episodi di Elementary
? Liu: Farmi assegnare la prima regia su Elementary è stata dura, ma ci tenevo davvero a provarci almeno una volta, e poi anche se non l'ho più chiesto me ne hanno assegnati altri, tanto che ora ne ho fatti sei. Credo sia un passaggio naturale, se uno è appassionato e curioso. Non si tratta di avere più di controllo, ma di essere più vicino alla troupe e agli attori, perché altrimenti si va solo sul set quando molta parte del lavoro è già stata fatta, senza poter discutere di certe cose. Credo mi abbia aiutato a crescere come attore e come persona, perché vedi tutto da una prospettiva più larga. Come regista cerco di essere attenta alle energie che si hanno a disposizione: non obbligo la troupe a usare tutto il tempo delle riprese ogni singolo giorno, a volte se si è fatto in fretta ci si può riposare perché altre volte sicuramente servirà correre per fare una cosa in più. Vorrei dirigere un lungometraggio il prima possibile, ne ho parlato anche con Netflix e mi sono sembrati molto aperti, hanno molte sceneggiature per le mani..

Cosa potete dirci delle riprese delle scene di lotta?
? Liu: Credo che avere fatto scene di lotta in passato mi abbia aiutato a capire meglio le coreografie, quando mi hanno mostrato a cosa stavano lavorando ho chiesto che fossero inquadrate un po' più da lontano, con meno dettagli e più spettacolo, più energia..
? Cheo Hodari Coker: Su questo avevo completa fiducia in lei, che del resto è stata O-Ren Ishii in Kill Bill - volume 1.
? Liu: Credo sia meglio usare l'attore in un combattimento solo quando serve, di modo che sia più intenso e non inizi a sentirsi come una bambola, non venga spremuto eccessivamente, mentre nel resto delle scene si possono usare gli stuntmen. .

Luke Cage è una serie dove la musica è molto importante, cosa possiamo aspettarci per la nuova stagione?
? Cheo Hodari Coker: KRS-One, Rakim, Stephen Marley, Gary Clark Jr., Ghostface Killah e altri ancora: abbiamo un incredibile gruppo di artisti al loro meglio e il pubblico sarà entusiasta delle performance. Inoltre Rakim ha scritto un pezzo specificamente per noi, come l'anno scorso aveva fatto Method Man e siccome lui è un po' il Terrence Malick dell'hip hop, un uomo inafferrabile, credo farà parlare molto della serie e susciterà un sacco di curiosità. Per me la musica è molto importante e non è soltanto una cosa mia, è una cosa di Harlem. Ho sempre detto che Harlem è sia la Washington D.C. sia la Las Vegas della cultura nera per come convivono musicisti, gangster e politici, è un insieme storicamente unico che volevo fosse raccontato nella serie.

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venerdì 30 settembre 2016
Lorenza Negri

"Ho sempre cercato di evitare i ruoli che richiedevano specificatamente un attore grosso, nero, pelato e minaccioso, perché di solito a queste parti non era associato un grosso sviluppo del personaggio", così il quarantenne interprete lanciato da Million Dollar Baby Mike Colter, che di fatto è grosso, nero, pelato e massiccio, ha spiegato la sua iniziale resistenza ad accettare il ruolo di Luke Cage, imponente super eroe dalla pelle inscalfibile che debutta su Netflix con la serie monografica eponima il 30 settembre. Aveva già debuttato in Jessica Jones, altra show originale della piattaforma online incentrato su un eroe Marvel.

A Luke Cage è, in effetti, concesso ampio margine di approfondimento nei tredici episodi della prima stagione ambientata ad Harlem, il quartiere originario del protagonista, nel quale il fuggitivo con la pelle a prova di proiettile fa ritorno dopo gli eventi di "Luke vuole a tutti i costi mantenere un profilo basso e si rifugia nel luogo dove sa di avere degli amici e qualcuno che può aiutarlo. Sbarca il lunario con mansioni modeste presso un barbiere e in un nightclub e non vuole essere coinvolto in nessun tipo di bega, ma naturalmente sarà messo di fronte a fatti che lo costringeranno a chiedersi se vuole davvero accantonare le proprie capacità quando potrebbe, invece, fare del bene" ha spiegato Colter, che abbiamo intervistato.

Frasi
"Non ho amici, non ne ho mai avuti e non ne voglio"
Luke Cage (Mike Colter)
dalla serie Luke Cage - a cura di bronx
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venerdì 22 giugno 2018
Andrea Fornasiero

Abbiamo incontrato a Roma lo showrunner di Luke Cage, Cheo Hodari Coker, e Lucy Liu che partecipa alla serie in veste di regista del primo episodio della seconda stagione. Inevitabile iniziare con il chiedere a Cheo Hodari Coker di come il mainstream [...]

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venerdì 30 settembre 2016
Lorenza Negri

"Ho sempre cercato di evitare i ruoli che richiedevano specificatamente un attore grosso, nero, pelato e minaccioso, perché di solito a queste parti non era associato un grosso sviluppo del personaggio", così il quarantenne interprete lanciato da Million [...]

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giovedì 22 settembre 2016
Lorenza Negri

Cresce ad Harlem, finisce ingiustamente dietro le sbarre e lì acquisisce una forza sovrumana, una pelle inscalfibile e l'invincibilità. Uscito di prigione, Luke Cage si rifà una vita mantenendo un profilo il più basso possibile, ma l'esigenza di intervenire [...]

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