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mercoledì 21 ottobre 2020

Interviste a Federico Moccia

57 anni, 20 Luglio 1963 (Cancro), Roma (Italia)
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Il gran finale della storia di Niki e Alex.

Scusa ma ti voglio sposare: non dire no

Scusa ma ti voglio sposare: non dire no Alex e Niki sono cresciuti. Ora lui sfiora i quarant’anni e lei ha raggiunto i venti, ma soprattutto è cresciuto il loro rapporto: nato da un incidente stradale, si è reso sicuro sulle proprie gambe, al punto che si dice pronto a salire i gradini dell’altare. È così?
A pronunciarsi con un (fatidico) sì o un no, sarà il finale di Scusa ma ti voglio sposare, che nasce naturalmente dal successo di Scusa ma ti chiamo Amore, riproponendo la squadra vincente che vede Federico Moccia alla regia e lo stesso Moccia con Luca Infascelli e Chiara Barzini alla sceneggiatura.
Complice San Valentino alle porte, il film esce distribuito da Medusa in ben 560 sale.

Quali sono le novità maggiori rispetto al film precedente?
Moccia: Ho voluto questo seguito all’insegna della continuità con il primo film. Le novità maggiori riguardano i nuovi interpreti, lo spazio dato ai genitori di Alex, che nel precedente si intravedevano appena, e la collaborazione con gli Zero Assoluto che questa volta si è ampliata all'intera colonna sonora. Ci siamo incrociati sul “campo matrimoniale”, perché stavano già lavorando su questo tema proprio mentre io mi accingevo a portare sullo schermo il grande passo di Alex e Niki.

È un film sul fallimento sentimentale dei quarantenni?
Moccia: Sì, è un’interpretazione corretta, credo. Soprattutto, è un film nel quale una generazione si può riconoscere. La settimana scorsa ero in Spagna e parlavo di una vicenda di coppia del film; all’improvviso il mio traduttore ha smesso di tradurre, turbato dalla rassomiglianza della sua storia personale con quella che stavo raccontando. Quello che dico nel film è che la difficoltà più grande è quella di trovare nella relazione di coppia il tempo di costruire. Ho cercato di declinare quest'idea sia nella storia di Niki, che ha una sana paura di sposarsi, sia nelle storie di chi era già sposato ed è entrato in crisi.

Pochi nomi noti, molta musica e molto sesso (a parole).

Amore 14: torna Moccia

Amore 14: torna Moccia Due cose su tutte dovrebbe spiegare la forza dei prodotti targati Federico Moccia, i 150.000€ spesi per la sola colonna sonora di quest'ultimo Amore 14 e ancora una volta degli sconosciuti nei ruoli dei ragazzi. Nel film ci sono brani noti e meno noti che cambiano in continuazione come i gusti della protagonista. Cambiano come i vestiti e i ragazzi in quello che fino ad oggi è il più smaccatamente snob dei capitoli mocciosi.
Si abbassa l'età della protagonista e cresce la leggerezza e la voglia di fare sesso. In Amore 14 il rapporto sessuale (sempre in attesa di essere consumato per la prima volta) ha una preponderanza inedita e le incertezze ad esso legate trovano posto quasi quanto il sentimentalismo spinto a cui ci ha abituato l'autore di 3 metri sopra il cielo.
Come dice l'autore: "Nei miei libri e film ricordo con delicatezza quel momento che vivono i 14enni anche oggi. E' come l'apertura di una finestra verso un mondo che è fatto di scoperte personali. Mi sono ispirato ai silenzi degli occhi di queste ragazze che vedo quando vado a presentare i miei libri, occhi che parlano di un mondo tutto loro in cui è difficilissimo entrare".

Esce Scusa ma ti chiamo amore: ritratto "moccioso" e fantasioso degli adolescenti romani di Federico Moccia.

Adolescenti "mocciosi"

Adolescenti Il ritratto dei giovani nel cinema americano è (nei casi migliori) preciso, puntuale e vitale, merito di una tradizione letteraria rilevante e solidissima. Una tradizione lontana che annovera tra i grandi classici della letteratura anche i "libri per ragazzi" ("Moby Dick", "Huckleberry Finn", "La capanna dello zio Tom"), che nel Novecento ha prodotto "Il giovane Holden" e in tempi recenti ha concepito i sorprendenti "Middlesex" e "Ogni cosa è illuminata". Per il cinema americano raccontare gli adolescenti significa confrontarsi con questi modelli, rielaborare questa tradizione alta. Il confronto con la narrativa è tutt'altro che remissivo e molto spesso riflette una serie di affinità trasversali che ben rappresentano il "carattere" di una o più generazioni. Emergono da questo immaginario letterario gli adolescenti "belli e dannati" di Gus Van Sant o quelli radicali e diversi di Todd Solondz. In Italia potremmo fare lo stesso, gli scrittori non mancano e non sono certo inferiori a quelli americani, ma la questione è un'altra, è un blocco produttivo e culturale, un empasse dell'immaginario difficilmente sormontabile. Per questa ragione i "figli" del e nel cinema italiano non patiscano i drammi della crescita o della fine dell'innocenza, non si interrogano sul sesso e sulla sua inquieta esplorazione, non sono mai infinitamente tristi o smisuratamente spensierati, non hanno mai voglia di giocare, non hanno mai voglia di ribellarsi. Sono monodimensionali e reazionari, baldanzosi e griffati, pienamente ottusi e dannatamente ricchi, esclusivamente romani e definitivamente "mocciosi". Federico Moccia traduce in prima persona pagine e pagine di sapiente retorica dedicate ai Misteri del Cuore e dell'Amore. Il film di Moccia, come i suoi romanzi, propaganda la medesima visione del mondo adolescenziale: lo stile di vita del ceto medio delle sue Niki, Babi, Gin e Pallina è l'unico orizzonte visibile, al centro dell'universo c'è il "privato" e il soddisfacimento del proprio desiderio con una totale rimozione del sociale e del politico (figuriamoci!). Sia detto con una certa durezza, Scusa ma ti chiamo amore possiede la necessità di una serata su Canale 5 (o su Rai Uno, è lo stesso), perché lo sguardo è televisivizzato e incapace di assumere i giovani come sfida, come centro o punto di vista, come "qualcosa" che mostri cosa non tiene nel sistema.

Visita sul set di Scusa ma ti chiamo amore.

Federico Moccia: ciak si gira!

Federico Moccia: ciak si gira! Il trentasettenne Alex (Raoul Bova) è in crisi da quando è stato lasciato da Elena (Veronika Logan), la fidanzata storica. Le sorelle e gli amici più cari (Enrico - Luca Angeletti, Flavio - Ignazio Oliva e Pietro - Francesco Apolloni) si sono tutti sistemati e lui è l'unico a essere tornato single. Proprio quando sembra aver perso qualunque speranza di trovare il suo ruolo nella società conosce Niki (Michela Quattrociocche), una giovane studentessa all'ultimo anno di scuola, e se ne innamora. Anche Niki si è lasciata da poco con Fabio (interpretato da Davide Rossi, figlio di Vasco Rossi), un amante della musica che vuole fare il rapper e si fa chiamare Fabio Fobia. Nonostante i loro mondi siano apparentemente così distanti (la vita di Niki si divide tra la scuola, la famiglia e le amiche del cuore le Onde, che si fanno chiamare così per via delle iniziali dei loro nomi, Olly, Niki, Diletta, Erica), con lei Alex riscoprirà il gusto della vita. Dopo aver dato vita ai successi letterari giovanilistici Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te Federico Moccia si cimenta alla regia del suo ultimo romanzo, Scusa ma ti chiamo amore. Siamo andati sul set a conoscere il cast.

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Summertime - Stagione 1

Primi amori estivi
Regia di Francesco Lagi, Lorenzo Sportiello. Genere Commedia, produzione Italia, 2020.

Summer, Ale, Dario, Edo e Sofia: tre mesi sotto il sole della costa adriatica destinati a far rompere con il passato, mettere in discussione le certezze e portare a scoprire chi sei.

Summertime - Stagione 2

La seconda stagione della serie
Regia di Francesco Lagi, Marta Savina. Genere Commedia, produzione Italia, 2021.

La seconda stagione dlla serie che ha visto protagonisti quattro amici alle prese con i primi amori.

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