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giovedì 2 luglio 2020

Interviste a Giovanni Veronesi

57 anni, 31 Agosto 1962 (Vergine), Prato (Italia)
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Carlo Verdone racconta il suo Manuale d'amore 3.

Manuale d'amore, male d'amore

Manuale d'amore, male d'amore Com’è stato avere De Niro sul set? Beh, alla fine non ce stavamo tanto a pensare: vero Michè?”. Accanto a Carlo Verdone, nel treno che lo porta a Roma, per la presentazione di Manuale d'amore 3 alla stampa, c’è Michele Placido. “Michè” annuisce. Nun ce stavano tanto a pensà, alla fine.
De Niro sembra già, in qualche modo, l’ospite venuto da lontano, quello per cui si mette la tovaglia buona, e si porta in tavola il buon vino. Ma la famiglia, sono loro. Michè, per esempio, che è passato da Genitori & figli a Manuale d'amore. O Carlo, che solo a Giovanni Veronesi concede il privilegio di impiegarlo come attore puro. È accaduto già altre tre volte: nei primi due Manuali d'amore e in Italians. E non era, praticamente, mai accaduto prima.
Eccolo, insomma, il "Ma(nua)le d’amore". Manuale d’amore, male d’amore. Perché l’amore fa male, perché le donne del film, quelle che bussano alla porta degli uomini, quelle che fanno innamorare, hanno sempre addosso un male, un tarlo nella mente, il tic tac di una bomba che sta per scoppiare. O semplicemente, una pace da tempo perduta.
Ma torniamo al film. Placido è il portiere del palazzo dove De Niro, americano a Roma, ha preso casa. Lui, professore di anticaglie, uno che ha trasformato tutta la sua rabbia in calma, per poi trasformare di nuovo tutto in amore. Carlo Verdone incontrerà l’attore feticcio del cinema americano soltanto in una scena, una specie di passaggio del testimone tra un episodio e l’altro.
"Però, durante le riprese abbiamo passato qualche sera insieme”, dice Verdone. “De Niro aveva visto i primi due Manuali d’amore, e quando mi ha fatto i complimenti per l’umanità del mio personaggio, mi è sembrato veramente qualcosa di straordinario. Non me lo sarei mai immaginato, nella vita”.

Parliamo del tuo personaggio in Manuale d’amore 3. Chi è? Cosa fa? Qual è il suo “male d’amore”?
"È un anchorman, un conduttore televisivo. Un mezzobusto molto tronfio, perbenista, vigliacco. Tutto gli va bene, finché non incontra una donna che lo fa svalvolare. E ci casca con tutte le scarpe, in questo rapporto”.

E il problema qual è?
"Il problema è che lui, innamorandosi, abbassa le sue difese immunitarie, le difese immunitarie della sua ragione. Solo perché una persona lo lusinga. E perde la sua dignità, col rischio di finire come un miserabile”.

C’è più di un’attinenza con il presente…
“Ma no, non c’è nessun riferimento preciso alla cronaca. È solo la tragedia di un uomo che perde la dignità”.

La morale?
“Che bisogna stare attenti, quando ci si innamora. O forse, che non si riesce mai a stare attenti abbastanza. E che ci innamoriamo di chi ci può distruggere la vita”.

Per te come è stato affrontare il terzo Manuale d’amore?
"Devo dire la verità: mentre con i miei film sono costretto a fare insieme il regista e il protagonista, quando faccio i Manuali con Giovanni mi sento molto libero, molto leggero. Non dico che sia una vacanza, ma certo non mi sento addosso il peso della regia. Riesco a pensare solo alla psicologia del personaggio”.

Ma che cos’è che fa, nel film, la donna di cui ti innamori, per far perdere la dignità al tuo personaggio?
"È bipolare. All’inizio pare dolce, intelligente, ironica, brava, buona. Poi rivela l’altra parte di sé. Si rivela praticamente una stalker, e… beh, il resto lo devi vedere ”.

A te è mai capitato un amore di quel genere?
“Mi sono capitati incontri del genere. E non è una passeggiata. Il disturbo bipolare è grave, nei casi più estremi sfocia in un comportamento ossessivo compulsivo. È una malattia pericolosissima”.

Il tuo episodio è, in pratica, un lungo “a tu per tu” con Donatella Finocchiaro. Che cosa hai scoperto di lei?
"È stata sorprendente. La conoscevo come attrice drammatica, ma è stata una vera sorpresa nella commedia. È un’attrice completa: una tra le migliori con cui ho lavorato”.

Arriva in sala il terzo Manuale di Veronesi, deliziato da Robert De Niro.

Innamorarsi ad ogni età

Innamorarsi ad ogni età Arriva in sala il terzo e attesissimo capitolo di Manuale d’amore, impreziosito dalla carismatica presenza di Robert De Niro, che parla italiano, pensa in inglese e innamora la bella Viola di Monica Bellucci. Tre episodi, corrispondenti a tre stagioni dell’amore (Giovinezza, Maturità, Oltre), compongono questa volta le ‘istruzioni per l’uso’ di Giovanni Veronesi, che offre nuovi campioni rappresentativi di una più ricca sociologia del comportamento sentimentale. Matrimonio e adulterio per Riccardo Scamarcio, conteso dalla mediterranea Valeria Solarino e dalla bionda Laura Chiatti in terra toscana e a due passi dal mare. Tradimento anche per Carlo Verdone, affermato anchorman televisivo, sedotto e ricattato in città da un'avvenente e ‘bipolare’ Donatella Finocchiaro. Corteggiamento e tanto sentimento invece per il professore americano di Robert De Niro, stregato in terrazza dalla bellezza di Monica Bellucci, figlia emigrata (a Parigi) di Michele Placido. A raccordare gli sguardi e le vite dei tanti protagonisti ci pensa addirittura Cupido, interpretato da Emanuele Propizio, che arco alla mano scocca frecce e infatua i cuori.

A Roma per presentare il suo film, Giovanni Veronesi promette di girare altri capitoli del suo prontuario sentimentale: “Non ho nessuna intenzione di fermarmi qui, sogno di realizzare un pentagono perché sull’amore continuo ad essere confuso. È un argomento inesauribile e misterioso, per questa ragione i miei manuali non danno risposte piuttosto suggeriscono delle domande”. Domande che si pongono confusi tutti i protagonisti, accompagnati nelle loro vicende sentimentali dalle note remote di Luigi Tenco, quelle introverse di Morgan e quelle jazzate di Raphael Gualazzi, che con “Follia d’amore” ha travolto una manciata di giorni fa il palco dell’Ariston e ha battuto la concorrenza, aggiudicandosi il premio del pubblico e quello della critica. “Siamo contenti”, dice Aurelio De Laurentiis, “di aver portato fortuna a questo ragazzo che a soli ventisette anni compone, suona, canta e gira il mondo con la sua musica straordinaria. Adesso spero sarà lui a portarla a noi. È stata Caterina Caselli a proporcelo, si è presentata un giorno sul set e ci ha invitati ad ascoltare questo giovane artista che ha impreziosito la nostra commedia con la versione in lingua inglese della canzone sanremese”.

Manuale d’amore ricomincia da tre e riconferma immancabilmente Carlo Verdone, maschera comica graditissima al pubblico italiano che il regista toscano ama (letteralmente) mettere a nudo: “Nella vita non sto mai così tanto in mutande come nelle commedie di Veronesi, che in ogni capitolo si diverte a maltrattarmi. Anche questa volta sono vittima di una donna che ha deciso a suo modo di farmela pagare. Nel terzo Manuale interpreto un uomo di successo che lavora in televisione e vive in adorazione di se stesso. Un emerito ruffiano che merita assolutamente di cadere in miseria per mano di una donna che non è affatto chi dice di essere. È funzionale al racconto che io ceda al suo fascino e alla sua autorità con le conseguenze disastrose che vedrete sullo schermo”. A corteggiare il bellimbusto e mezzobusto di Carlo Verdone è la finta psichiatra di Donatella Finocchiaro, soddisfatta del suo debutto comico a fianco dell’attore romano: “Quando Giovanni mi ha proposto il ruolo di Eliana ero terrorizzata, fino a quel momento avevo interpretato soltanto dei drammoni e temevo per questo di non essere all’altezza delle aspettative. Poi invece tutto è andato magnificamente. Esordire nella commedia accanto a Carlo Verdone era un sogno che si realizzava. Carlo sul set è un ciclone, è avvolgente, è un’esplosione di idee, un grande improvvisatore alla continua ricerca di qualcosa di speciale".

Mentre la Finocchiaro è occupata a vessare il marito traditore di Verdone, a Monica Bellucci spetta il privilegio di irretire il cuore trapiantato del professore di De Niro: “Sono davvero felice di aver preso parte a questo progetto e di aver lavorato con due attori del calibro di Michele Placido e Robert De Niro, che nonostante l’età mantiene intatto il suo fascino. Tutte le donne sul set erano innamorate di lui come il mio personaggio. Baciarlo certo è stata una bella emozione ma lo è stata anche per lui…”. Ma non di soli baci ha vissuto Bob De Niro, che ha stretto una bella amicizia col portiere di Placido, personale pusher di mozzarelle: “Bob è strepitoso, un vero professionista. Ogni mattina si presentava preparatissimo, non ha mai perso una battuta, né ha mai avuto bisogno di suggerimenti, l’unica cosa che veramente riusciva a confonderlo era la mozzarella di Battipaglia, ne va matto. Mi ha fatto promettere di garantirgli a Cannes un carico quotidiano”. Confessate pene e gioie d’amore, consumati amplessi e mozzarelle, Veronesi e cast ci danno appuntamento al manuale prossimo venturo.

L'attore presenta a Roma Manuale d'amore 3.

L'amore è qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro.

mercoledì 20 ottobre 2010 - Edoardo Becattini da NEWS

L'amore è qualcosa di fantastico. Parola di Robert De Niro. Sarà un caso che, dopo un (non)giovane di nome Dante (Francesco Mandelli) e un disc-jockey interpretato da Claudio Bisio, il narratore che sfoglierà per noi i nuovi capitoli del compendio amoroso di Giovanni Veronesi sia un tassista chiamato Cupido (Emanuele Propizio)? Forse no, considerando che il protagonista di Manuale d'amore 3 è il taxi driver per eccellenza della storia del cinema, l'uomo più emulato da varie generazioni di attori posti davanti a uno specchio in cerca di uno sguardo paranoico ed esaltato. C'è voluta una conferenza stampa allestita durante una pausa di lavorazione per vedere e credere ciò che era stato già da tempo annunciato: Robert De Niro protagonista dell'ultima delle ricette sentimentali di Giovanni Veronesi e Aurelio De Laurentiis. I quali, dopo le "appendici" sugli italiani all'estero (Italians) e sul gap generazionale (Genitori & Figli), tornano così alla manualistica più rodata (35 milioni di euro gli incassi complessivi dei primi due film) con un terzo tomo che si porta dietro molti degli attori delle puntate precedenti (Verdone, Scamarcio, Bellucci) più qualche nuova entrata (Michele Placido, Donatella Finocchiaro, Laura Chiatti e Valeria Solarino), tutti uniti a sostenere e controbilanciare la mole del mostro sacro newyorkese.
Dopo il ricco proprietario terriero di Novecento di Bertolucci e il gangster Noodles di C'era una volta in America di Sergio Leone, De Niro rientra in Italia dopo più di venticinque anni per assecondare il genere che da un po' di tempo gli risulta più congeniale (sta per uscire in America la terza parte di Ti presento i miei) e per interpretare (in italiano!) un maturo professore di storia dell'arte destinato a innamorarsi delle forme giunoniche di Monica Bellucci. L'episodio in questione si intitola "Oltre" (in merito a quella fase del percorso amoroso che segue "Giovinezza" e "Maturità", gli altri due episodi previsti del film), ma è davvero difficile anche per gli altri attori presenti andare "oltre" e parlare liberamente, al di là della presenza di De Niro al loro fianco. Così che anche le loro parole si concentrano sugli aneddoti riguardanti l'attore italo-americano. Il quale, a sua volta, ricambia la stima con molta umiltà e qualche lacrima, a dispetto di un'atmosfera a dir poco festante.

Come è stato coinvolto in questo progetto?
Robert De Niro: Avevo sentito dire che Giovanni Veronesi era interessato a farmi interpretare un ruolo in un suo nuovo film. Per convincermi, mi ha mandato i primi due Manuali. Li ho visti e mi sono piaciuti molto, così come mi è piaciuta l'idea del ruolo scritto per me. Così, mi ha mandato la storia e quando ci siamo incontrati in Sicilia l'estate scorsa, mi sono reso conto che era una persona intelligente e ho deciso di accettare il ruolo.

È stato molto difficile recitare in italiano?
Robert De Niro: Un po' d'italiano lo parlo in realtà, ma la qualità dell'italiano richiesto dalle mie battute era davvero difficile e sofisticato, così ho dovuto imparare a memoria la giusta pronuncia. Non che sia stato difficilissimo, ma devo anche ammettere che non è stato sempre semplice, mi auguro solo di aver recitato con un italiano sufficientemente buono da non dover essere doppiato. Molto dell'umorismo sta anche nel fatto che il mio personaggio deve parlare un accento un po' strano.

Cos'è per lei l'amore?
Robert De Niro: L'amore è sempre lo stesso, a ogni età, ed è sempre meraviglioso: solo che, invecchiando, si è più consapevoli del fatto che tutte le cose hanno una fine. Giovanni Veronesi ha scritto il mio episodio con tanta dolcezza, dando al personaggio una seconda possibilità. D'altronde l'amore è qualcosa di fantastico. Di dolce e di fantastico.

Cosa la attira così tanto nella commedia contemporanea?
Robert De Niro: Le commedie generalmente hanno meno restrizioni. Nella commedia puoi provare su ogni cosa, puoi osare di più. Puoi essere molto più spregiudicato rispetto a un dramma. Mi piace fare commedie e devo dire che recitare in una commedia italiana è stato ancor più piacevole, grazie a una grande tradizione che gli permette in modo unico di coniugare comico e drammatico.

Le tre fasi evolutive dell'amore: Oltre
Giovanni Veronesi: Con "Oltre", volevo parlare di quella fase dell'uomo dopo la maturità, quella fase molto delicata e molto dolce, in cui non si chiede più molto dalla vita. L'idea vincente dell'episodio con Bob è stata quella di affiancargli Michele Placido e Monica Bellucci: assieme li ho resi davvero un trio esplosivo! Standogli vicino, ho imparato molto cercando di osservare la sua dedizione: all'interno di un piccolo film italiano con attori a lui sconosciuti, lui dà il massimo e passa anche ore a imparare una singola battuta. Diciamo che sono andato a scuola e ho imparato abbastanza.
Monica Bellucci: Finalmente un ruolo femminile così bello e due grandi accompagnatori. Inizialmente ero molto stupita dall'idea di lavorare con questi attori: non sapevo cosa poteva venirne fuori. Inoltre eravamo tutti in qualche modo intimiditi dal De Niro star. Fortunatamente siamo presto riusciti a conoscere anche l'uomo e ce ne siamo davvero tutti innamorati. Si tratta davvero di una bellissima esperienza di cinema.
Michele Placido: Credo che siamo a un'età in cui si comunica molto di più fra colleghi parlando della vita e dei nostri piaceri che del nostro lavoro. A casa De Laurentiis, Bob ha rotto il ghiaccio subito facendosi una foto con tutti quanti. Poi abbiamo passato serate intere a dissertare sulla qualità delle mozzarelle del Sud, si è creata una grande atmosfera amichevole.

Giovinezza
Valeria Solarino: La giovinezza è quella fase in cui non si è ancora presa una direzione, quando ci ferma a pensare e si cerca di crescere oppure si cambia improvvisamente percorso di vita per una svolta esistenziale. Per quanto riguarda me stessa, sento di essermi arricchita molto in questi ultimi anni e anche grazie a questa esperienza.
Riccardo Scamarcio: Interpreto un giovane avvocato, un uomo che si trova in quella fase della vita in cui occorre fare scelte importanti, ma poi per una cosa di lavoro vengo mandato in un paesino di provincia della Toscana. A Castiglion della Pescaia vivrò grazie a una sbandata per il personaggio di Laura Chiatti un ritorno adolescenziale che metterà in crisi le mie prospettive sulla stabilità.
Laura Chiatti: Sono davvero molto onorata di partecipare a questo film, fin dalla prima volta in cui ho conosciuto De Niro non ho avuto il coraggio di dire niente. Tuttora credo di dover ancora realizzare. Il mio personaggio è una ragazza energica e brillante, con un carattere forte. Sono tuttavia il seme della discordia, quello che creerà problemi alla coppia Scamarcio-Solarino.

Maturità
Carlo Verdone: Ho preso parte a Manuale 3 un po' in extremis. Dovevo cominciare a girare il mio nuovo film in questo periodo ma mi sono reso conto che non sarei riuscito a finire di scriverlo per tempo. Così, di comune accordo col produttore De Laurentiis, mi sono preso un po' di tempo e ho trovato qualche spazio libero che ho cercato subito di impiegare chiedendo a Giovanni di poter occupare con una partecipazione al suo film. Mi ha risposto subito sì e ha creato un episodio alla Attrazione fatale con Donatella Finocchiaro, tanto bella e simpatica, quanto pericolosa e compulsiva. Lavorando a stretto contatto con De Niro, abbiamo avuto il privilegio di incontrare un grandissimo attore, una grandissima persona dotata di signorilità e di grande umiltà. Quando l'ho conosciuto avrei voluto parlargli per ore di Taxi Driver o Il cacciatore e invece siamo finiti a mostrarci le foto delle vacanze con la famiglia sul cellulare! Abbiamo creato un legame attraverso il telefonino.
Donatella Finocchiaro: Nell'episodio interpreto una donna affetta da una sindrome bipolare, una tendenza ossessivo-compulsiva. La sua ossessione per Carlo diventa follia vera, finché non divento per lui una minaccia seria. Ma non abbiamo voluto banalmente ridicolizzare una malattia seria, vedrete che l'episodio ha anche una sua complessità.

Giovanni Veronesi incontra il giovane pubblico di Giffoni Experience.

Cinque "manuali" sul sentimento dell'amore

Cinque Non voglio essere rivalutato. Se mi invitano a Venezia da vecchio, col catetere e con la bava alla bocca, m'incazzo". Non ha usato mezzi termini Giovanni Veronesi nel toccare lo spinoso argomento della Mostra del Cinema di Venezia. Il regista, ieri ospite al Giffoni Film Festival, durante la Masterclass che ha tenuto per i ragazzi, ha lanciato più di un frecciatina alla kermesse organizzata da Marco Müller.
“Se decidono di darmi il Leone alla Carriera ad ottant'anni, giuro che glielo tiro dietro!” ha continuato “Ma se me lo danno domani, lo prendo subito!”.
Veronesi ha poi parlato della stesura del soggetto per Manuale d’amore 3. “Tratterò sicuramente ancora l’amore giovanile” ha spiegato alla stampa “Ho in mente di fare cinque manuali, quindi continuerò ad affrontare il sentimento dell’amore in tutte le sue sfaccettature. È un qualcosa di inesauribile. Con i vari capitoli cerchiamo di schedarlo ma è impossibile. In particolare nel terzo vorrei parlare delle epoche dell’amore”. Nessuna rivelazione ancora per il cast. “Ma ci sono degli attori a cui sono affezionato che rivorrei” ha precisato il regista che a marzo comincerà a scrivere anche il nuovo film di Leonardo Pieraccioni “Nessun interprete straniero per ora. Robert De Niro non ci sarà”. E Valeria Solarino, la sua compagna? “Ogni tanto provo a dargli qualche foto e il curriculum” ha scherzato l’attrice presente a Giffoni “Aspetto che mi faccia sapere qualcosa”.

La nuova commedia di Veronesi, che riflette col sorriso sul confronto generazionale.

Genitori & figli: manuale generazionale

Genitori & figli: manuale generazionale Esaurita la vena dei film “a episodi”, Giovanni Veronesi affronta una commedia “organica” che suo malgrado tradisce e svolge due storie. Storie che finiscono per confluire nel tema assegnato alla protagonista adolescente da un padre (e professore) in crisi col figlio diciottenne e deciso a partecipare alle selezioni per il Grande Fratello. Col sorriso e un cast in stato di grazia, Genitori & figli affronta l’eterno confronto e le immancabili incomprensioni che da sempre vedono schierati e contrari genitori e figli. A Roma per presentare il suo film, Giovanni Veronesi racconta la sua idea di famiglia e confessa l’amore per i suoi attori “accordati”.

Leonardo Pieraccioni torna in sala e invoca lo spirito di Marilyn.

Io e Marilyn: a qualcuno piace bionda (e irreale)

Io e Marilyn: a qualcuno piace bionda (e irreale) Lo avevamo lasciato innamorato di una moglie bellissima, lo ritroviamo due anni dopo a Firenze separato da una consorte altrettanto avvenente. Leonardo Pieraccioni torna sullo schermo con una nuova commedia che evoca addirittura lo spirito e il corpo morbido di Marilyn Monroe. “Riparatore” di piscine col cuore spezzato e una figlia adolescente, Gualtiero Marchesi (come il cuoco) vorrebbe riconquistare il cuore della consorte, rapito dallo sguardo magnetico di un tiratore di coltelli napoletano. Ad aiutarlo nell’impresa, e a superare l’idiosincrasia all’azione e l’allergia alla polvere del circo, ci penserà il seducente e “carnale” fantasma della diva americana. Pieraccioni, più introverso e riflessivo, conferma Ceccherini e la Tabita, e arruola Izzo, Pannofino e Laurenti per uscire dal regionalismo e dare respiro nazionale alla sua ultima fatica. A Roma per presentare Io e Marilyn, l’ex laureato ci ha confessato il suo amore per la bionda Marilyn e la nostalgia per gli affetti perduti.

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Si vive una volta sola

La nuova beffarda radiografia dei nostri tempi firmata da Carlo Verdone
Regia di Carlo Verdone. Genere Commedia, produzione Italia, 2020.

Tre uomini e una donna. Un quartetto di medici tanto abili in sala operatoria - visto che persino il Papa si affida alle loro cure - quanto inaffidabili, fragili e maldestri nella vita privata.

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