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venerdì 23 agosto 2019

Interviste a Eli Roth

Nome: Eli Raphael Roth
47 anni, 18 Aprile 1972 (Ariete), Boston (Massachusetts - USA)
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Quentin Tarantino uccide Hitler e brucia la storia del cinema dentro una sala d'essai e a capo di un esercito di "cacciatori professionisti".

Bastardi senza gloria: una passione infiammabile

Bastardi senza gloria: una passione infiammabile Uccidere Hitler, vendicare gli ebrei, risarcire i vinti, bruciare la storia degli uomini e quella del cinema, per questo combattono l'esercito e la resistenza apache di Quentin Tarantino, appostati e agguerriti dietro le linee nemiche e dietro lo schermo. Dopo il cinema vintage di Grindhouse, il regista americano si sposta ancora più indietro nel tempo e interviene con le parole e le immagini sul passato, facendo esplodere gli equilibri della memoria e rigenerando l'immaginario. Brucia 350 pellicole al nitrato di cellulosa per farne una sola e per "fare giustizia". Dietro alla sua sporca dozzina, che arruola attrici capaci di "improvvisare" dentro il cinema tedesco degli anni Quaranta e critici cinematografici abili ad interpretarlo, c'è una sala d'essai che protegge Shosanna Dreyfus, una giovane donna ebrea scampata alla morte, e che accoglierà una pellicola di propaganda nazista.
Archiviato, almeno in trincea, il pulpismo e deluso qualche effimero (e svogliato) adepto, Tarantino gira il suo capolavoro e riconferma la sua passione infiammabile per il cinema, tracciando un bilancio, sia pure provvisorio, delle tematiche affrontate e delle proprie soluzioni estetiche. Sfidando le nostre pigrizie mentali e visive, Bastardi senza gloria smentisce e contraddice magnificamente il cinema di Tarantino. Impossibile rimanere delusi dal fascino esplosivo e insinuante del film, radicale e provocatorio, armato e disarmato, riconoscibilissimo (come film di Tarantino) ma nudo. Lasciati decantare gli entusiasmi apologetici di Kill Bill e Grindhouse, Tarantino si rimette in discussione, fino a bruciare. Dietro allo schermo, dentro le trincee e sotto la pellicola si nasconde (ancora e sempre) l'ardente investigazione del cinema, della sua natura e della sua pratica. A Roma con Eli Roth, Tarantino non trattiene energia e passione e si confessa, con grazia struggente, ardente.

Torna sugli schermi l'indimenticata professoressa del cinema italiano. L'abbiamo incontrata insieme al regista di Hostel: Part II.

Hostel 2, Eli Roth e la sua venerazione per Edwige Fenech

Hostel 2, Eli Roth e la sua venerazione per Edwige Fenech Se ne parlava già da tempo, di un possibile cameo di Edwige Fenech nel sequel di Hostel, il film che ha fatto in(h)orridire milioni di spettatori in tutto il mondo. Finalmente il conto alla rovescia sta raggiungendo l'ora zero, quando cioè il prossimo venerdì 22 giugno Hostel: Part II arriverà sugli schermi italiani. Tutti si saranno chiesti quale ruolo ha ritagliato Eli Roth alla bella attrice di origini algerine, e possiamo anticiparvi che i suoi ammiratori non rimarranno delusi. Abbiamo incontrato Roth e la Fenech in occasione dell'anteprima alla stampa dell'attesissimo horror prodotto da Quentin Tarantino e ci siamo fatti raccontare come è nata l'idea del cameo, scoprendo così che il giovane regista ha una passione folle e una sorta di venerazione per la bella attrice.

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Haunt

Regia di Scott Beck, Bryan Woods. Genere Horror, produzione USA, 2019.

Un gruppo di amici si ritrova coinvolto in un gioco spaventoso che mette in scena le paure più profonde.

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