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venerdì 15 novembre 2019

Interviste a Diego Abatantuono

64 anni, 20 Maggio 1955 (Toro), Milano (Italia)
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Salvatores dirige la commedia firmata da Alessandro Genovesi.

Happy Family: dal teatro al cinema con un po' di sperimentazione

mercoledì 17 marzo 2010 - Marianna Cappi da NEWS

Happy Family: dal teatro al cinema con un po' di sperimentazione Otto personaggi in cerca d’autore e un autore in cerca di una storia. Nel film di Gabriele Salvatores Happy Family i personaggi fanno il film, esattamente come, fuor di finzione, gli attori fanno il (suo) cinema. È una commedia alla Woody Allen, ambientata interamente a Milano, uscita dalla penna di Alessandro Genovesi, finalista al premio Solinas 2008 per sceneggiature, inscenata con successo al Teatro dell’Elfo e rivisitata in chiave cinefila e visivamente appassionante dal più eclettico dei nostri registi, uno che non ha mai avuto paura di sperimentare.

Il film è visivamente molto curato, gioca con i colori, con il bianco e nero e con le citazioni iconografiche, come l’inquadratura che cita la copertina di Abbey Road. Come motiva questa scelta?
Salvatores: La citazione di Abbey Road è casuale ma di certo è così, ci sono immagini che rimangono nella nostra memoria, nella memoria della nostra generazione. Il film è fatto tutto in questo modo, con alcune scene che contengono dominanti di uno stesso colore, perché volevo che niente fosse realistico e che le immagini fossero molto ricercate. C’è stato un lavoro grande e importante da parte della scenografia e dei costumi. Per la sequenza in bianco e nero, mentre Caterina (Bilello) suona un "Notturno" di Chopin, mi sono lasciato ispirare dai tasti bianchi e neri del pianoforte e mi è venuto in mento che potevo riprendere i notturni di Milano: sono luoghi e volti veri della Milano di notte. In tutto il resto del film, la città è sempre inquadrata un po’ dal basso, a tagliare fuori la strada, che non è controllabile.

Petriccione (DoP): In questo film ci ha mosso una volontà di invenzione e ricerca che dovrebbe essere perseguita più spesso, perché troppe volte il cinema italiano insegue invece la televisione e si perde, finisce per assomigliarle.

Avati e il suo cast presentano Gli amici del bar Margherita.

Eravamo tanti amici al bar

Eravamo tanti amici al bar Ha fatto quasi quaranta film in quarant'anni, eppure il materiale a Pupi Avati sembra non mancare mai. Quello migliore ce l'ha nascosto in casa, nel baule delle cose vecchie, dei ricordi da bar. Da lì ha estratto Gli amici del Bar Margherita, dalle memorie di quando era sedicenne e sognava di poter avere un soprannome e un posto al tavolo del biliardo vicino ai suoi eroi. Quelli, tra gli altri, come Al, il duro del quartiere, come Manuelo, il "linfomane" o come Gian, che è andato a Sanremo per cantare anche se non l'avevano chiamato. Quelli che oggi hanno hanno le facce di Diego Abatantuono, Luigi Lo Cascio e Fabio De Luigi.

Dopo I Mostri e I nuovi mostri arriva in sala il terzo capitolo in sedici episodi, diretto da Enrico Oldoini.

I mostri oggi: a volte ritornano

I mostri oggi: a volte ritornano Dopo una serie di film "usa e getta" da dimenticare appena visti (l'ultimo è La fidanzata di papà), Enrico Oldoini raccoglie l'eredità di Age e Scarpelli e la loro Italia rampante, cinica e amorale. Aggiornando la commedia italiana del boom anni Sessanta, il regista ligure si confronta con le commedie "a episodi" più riuscite dell'epoca (I Mostri e I nuovi mostri) per scovare nell'Italia del quarto governo Berlusconi i nuovi(ssimi) mostri. Terzo capitolo in sedici episodi e sei attori protagonisti (Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Giorgio Panariello, Carlo Buccirosso, Angela Finocchiaro e Sabrina Ferilli) in azione tra Roma, Milano e Napoli. Senza la finezza del linguaggio e dei ritratti al vetriolo, firmati dal bresciano Age e dal romano Scarpelli, Oldoini e compagni provano a raccontare le mostruose perversioni dell'italiano contemporaneo e a demolirne le storture sociali, i privilegi e le ipocrisie. A Roma per presentare il loro film, regista e attori ci confessano la cattiveria dei mostri oggi.

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Tutto il mio folle amore

Un viaggio in moto on the road per 3 mesi
Data uscita: 24/10/2019
Regia di Gabriele Salvatores. Genere Drammatico, produzione Italia, 2019.

Vincent ha 16 anni e un grave disturbo della personalità. Will è suo padre, ma lo ha abbandonato prima della nascita. La vita li porterà a condividere un viaggio in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda.

Compromessi Sposi

Una commedia che strappa qualche sorriso ma non evita il rischio più grande: la sensazione di déjà-vu
Data uscita: 24/01/2019
Regia di Francesco Miccichè. Genere Commedia, produzione Italia, 2019.

Una giovane fashion blogger di Gaeta e un ragazzo milanese che aspira a fare il cantautore sembrerebbero avere poco in comune, ma quando scocca la scintilla dell'amore ogni differenza scompare.
Compromessi Sposi

10 Giorni con Babbo Natale

Regia di Alessandro Genovesi. Genere Commedia, produzione Italia, 2020.

La mia Banda Suona il Pop

Regia di Fausto Brizzi. Genere Commedia, produzione Italia, 2020.

La storia della réunion dei "Popcorn", un mitico e immaginario gruppo musicale degli anni '80 a San Pietroburgo.

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