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martedì 23 luglio 2019

Articoli e news Ridley Scott

81 anni, 30 Novembre 1937 (Sagittario), South Shields (Gran Bretagna)

Sebbene caricato di maggiore azione del precedente, sembra chiaro che al regista e agli sceneggiatori interessa più che altro l'aspetto filosofico del problema.

Alien: Covenant, il rischio di Scott è di perdersi nelle origini

sabato 13 maggio 2017 - Roy Menarini da FOCUS

Alien: Covenant, il rischio di Scott è di perdersi nelle origini Quando, ormai quarant'anni fa, Ridley Scott ebbe l'idea di mettere in cantiere il primo Alien (poi uscito nel 1979), gli umori della New Hollywood erano ancora in circolazione. Certo, il sogno - covato da alcuni - di una sorta di regno della fantasia al potere dentro la Mecca del cinema, si era già incrinato. Ma i blockbuster come Lo squalo e film come la saga del Padrino stavano dimostrando che il cinema popolare era in grado di partire dalla lezione autoriale e spingersi in zone molto commerciali senza essere per forza sospettato di loschi compromessi. Anzi, oggi che quel cinema spettacolare a cavallo tra anni Settanta e Ottanta sembra difficile da riproporre (ed ecco perché viene costantemente rievocato) ne abbiamo tutti forte nostalgia. Alien, infatti, era prima un perfetto meccanismo di gotico applicato alla fantascienza, di raffinatezze art-house e di design contemporaneo esibite dentro un orologio svizzero (come la nazionalità dell'inventore del mostro, H.R. Giger) di tensione e avventura. Poi la saga si è sviluppata e ramificata; il suo interesse sta proprio nell'aver attraversato le varie epoche del cinema americano postmoderno. Dopo la fine degli anni Settanta, è stata la volta degli anni Ottanta catastrofisti di James Cameron, dei Novanta decadentisti di David Fincher, dei Duemila globalizzati euro-statunitensi di Jean-Pierre Jeunet, senza contare la proliferazione di spin off o di imitazioni non troppo riuscite.

Le cronache marziane di Sopravvissuto.

Diario di un astronauta

domenica 4 ottobre 2015 - Roy Menarini da APPROFONDIMENTI

Diario di un astronauta La rinascita della fantascienza americana è sotto gli occhi di tutti. Si tratta di una fantascienza particolarmente umana, probabilistica (nel senso che immagina sviluppi al limite del possibile), legata fortemente alla Nasa e al tema dell'esplorazione, lontana dalle poetiche extraterrestri e molto concentrata sul nostro mondo anche quando se ne visitano altri.
Già da subito Sopravvissuto - The Martian si candida a ideale trilogia insieme a Gravity e Interstellar. Col primo condivide alcuni snodi narrativi (la bufera che innesca la crisi, le operazioni di aggancio e recupero di astronauti vaganti nello spazio), col secondo due attori in ruoli che orbitano nella stessa galassia narrativa (Matt Damon e la sempre più accecante Jessica Chastain). Non è un caso, poi, che la parte più appassionante del film di Ridley Scott - anche se il vero autore ci sembra Drew Goddard, sceneggiatore di talento cristallino - sia quella del diario filmato di Watney, botanico colonizzatore di un mondo inospitale.

Lo stile di un regista che mescola neoclassicismo e sentimenti avveniristici.

La politica degli autori: Ridley Scott

mercoledì 19 settembre 2012 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Ridley Scott Maggio 1977. L'allora presidente di giuria del Festival di Cannes, Roberto Rossellini, non poteva certo dirsi contrario all'assegnazione della Palma d'oro a un film italiano (Padre padrone dei fratelli Taviani) ma era noto quanto fosse entusiasta di un altro concorrente. Un'opera prima battente bandiera britannica, tratta da un racconto di Joseph Conrad: I duellanti. Che infatti vinse il premio per il migliore esordio, inaugurando in gloria la fulgida carriera del suo autore, Ridley Scott. Scott aveva esattamente 40 anni, un diploma al Royal College of Art di Londra, studi artistici a Firenze, un intenso lavoro in pubblicità insieme al fratello Tony, Alan Parker e Hugh Hudson, con i quali aveva fondato un'agenzia specializzata in spot. Mescolando neoclassicismo e sentimenti avveniristici si era già inventato uno stile rimasto pressoché costante fino Prometheus, il suo ultimo film prequel di Alien attualmente nelle sale.

Steve Zaillian è in trattative per scrivere lo script.

Ridley Scott adatterà per il grande schermo la miniserie Red Riding

venerdì 16 ottobre 2009 - Marlen Vazzoler da NEWS

Ridley Scott adatterà per il grande schermo la miniserie Red Riding La Columbia Pictures ha annunciato di aver acquistato i diritti dei romanzi e della miniserie inglese Red Riding, una trilogia andata in onda sugli schermi televisivi inglesi questo marzo diretta da Julian Jarrold, James Marsh ed Anand Tucker. La miniserie interpretata da Peter Mullan, Andrew Garfield, David Morrissey, Paddy Considine, Sean Bean e Mark Addy verrà distribuita nei cinema americani a fine anno dalla IFC Films ed è stata presentata il mese scorso al Telluride Film Festival.
Lo studio è in trattative con Steven Zaillian (American Gangster) per scrivere la sceneggiatura e con Ridley Scott per fare un remake della trilogia. Variety riporta che Scott e Zaillian produrranno la pellicola con le loro rispettive compagnie, Scott Free e Film Rites.
1974,1980 e 1983 sono stati basati sui quattro romanzi scritti da David Peace, uno studio sul potere e sulla corruzione della polizia durante l'investigazione sulla scomparsa di diverse ragazzine nell'est dello Yorkshire in Inghilterra, basato su fatti realmente accaduti. Il remake verrà ambientato in America.

Esce in sala il nuovo film di Ridley Scott, "impegnato" in Medio Oriente contro il terrorismo.

Nessuna verità: American Spies

venerdì 21 novembre 2008 - Marzia Gandolfi da APPROFONDIMENTI

Nessuna verità: American Spies Dopo la luce noir di New York e dei sui american gangsters, che l’eroina se l’andavano a prendere direttamente nel Sud-Est asiatico, dopo i poliziotti corrotti e quelli integerrimi, dopo l’affresco iperreale e il documento antropologico della faccia buia del sogno americano, Ridley Scott sposta i suoi (ennesimi) duellanti nell’assolato e luminoso Medio Oriente. Gli “americani” questa volta sono agenti della CIA, uomo in action Roger Ferris e stratega perennemente al telefono Ed Hoffman, che devono fare fronte a una lunga serie di attentati terroristici e stanare Al-Saleem, cuore e motore di una letale cellula islamica. Ispirato al romanzo omonimo di David Ignatius, in Nessuna verità c’è qualcosa che non va, qualcosa che non funziona. Se nella New York nera e noir di Frank Lucas e Richie Roberts, personaggi speculari eppure necessariamente complici, l’osservazione e gli appostamenti diventavano illuminazione e messa a fuoco e il soggetto sfuggente finiva per cadere nella trappola della luce, in Nessuna verità non c’è corpo da riportare alla luce. Dietro al cinema di patina e di solleticamento del nervo ottico non c’è niente (di nuovo). Da vero (ex) pubblicitario, Ridley Scott si illude che si possa vedere meglio e sempre di più ma da molto tempo ad Hollywood girare bene non è più un merito. Nessuna verità è un ottimo blockbuster che si regge su temi e strutture visive tipiche del regista inglese e su due attori, anzi tre, incomparabili ma che riprende, senza reinventare, situazioni stereotipate del genere. Niente di nuovo sul fronte orientale, insomma: l’agente della CIA Di Caprio ha un problema da risolvere in un contesto spaziale, la Giordania, sterminato e disseminato di amici, nemici e antagonisti. Se l’imbolsito Hoffman di Russell Crowe ordisce le sue strategie al computer, il più giovane Di Caprio sviluppa il suo personaggio attraverso l’azione. Scott dimostra in questo senso di aver imparato la grande lezione della serialità televisiva, capace di costruire personaggi tanto profondi quanto costantemente calati nell’azione. Nonostante ciò in Nessuna verità non c’è nulla che non sia già stato visto, non c’è storia che non sia già stata raccontata, non c’è personaggio che non abbiamo già incontrato, senza (però) l’eroismo del gladiatore, senza l’aura epica di Frank Lucas.

Nuove foto dal set del nuovo film diretto da Ridley Scott.

Robin Hood: le foto di Russell Crowe in Wales

mercoledì 17 giugno 2009 - Marlen Vazzoler da GALLERY

Robin Hood: le foto di Russell Crowe in Wales Previsto per il 14 maggio del 2010, il nuovo film prodotto dalla Universal e diretto da Ridley Scott, Robin Hood, sta al momento continuando le riprese nel sud del Wales.
Russell Crowe di cui si possono vedere alcune immagini, interpreta Robin di Loxley, in una storia sulle origini del personaggio di Robin Hood molto vicina ai fatti storici in cui si svolge la storia.



La Conseguenza

Una difficile convivenza all'indomani della seconda guerra mondiale
Data uscita: 21/03/2019
Regia di James Kent. Genere Drammatico, produzione USA, Gran Bretagna, 2019.

Una coppia va a vivere ad Amburgo dopo la seconda guerra mondiale. La convivenza con un vedovo tedesco comprometterà la loro vita.
La Conseguenza

Assassinio sul Nilo

Regia di Kenneth Branagh. Genere Drammatico, produzione USA, 2020.

Mentre è in vacanza sul Nilo, Hercule Poirot deve indagare sull'omicidio di una giovane ereditiera.

The Force

I poliziotti sono peggio dei mafiosi?
Regia di James Mangold. Genere Thriller, produzione USA, 2019.

Tratto dal romanzo "Corruzione" di Don Winslow, il film racconta il lato oscuro di New York.

Raised By Wolves

Cos'è che ci rende umani?
Regia di Ridley Scott. Genere Fantascienza, produzione USA, 2019.

La serie si domanda cosa accadrebbe se potessimo ricominciare e cancellare i problemi che abbiamo causato al nostro pianeta.

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