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domenica 18 aprile 2021

Articoli e news Roman Polanski

Nome: Roman Liebling
87 anni, 18 Agosto 1933 (Leone), Parigi (Francia)

Un esordio che viene da lontano e che, dopo un anno di successi, può dimostrare molto anche nel nostro Paese. Premiato al Festival di Cannes e ora in streaming su MioCinema. GUARDALO SUBITO SU MIOCINEMA

I Miserabili, un film dalla tante vite e dalla potente carica sovversiva

mercoledì 20 maggio 2020 - Tommaso Tocci da FOCUS

I Miserabili, un film dalla tante vite e dalla potente carica sovversiva È passato ormai un anno dall’apparizione incendiaria di I miserabili (guarda la video recensione) al Festival di Cannes del 2019, quando il film di Ladj Ly animò il concorso con un’energia particolare nel contesto di un festival, fatta di scintille di genere e politiche che si attivano a vicenda. Nei mesi successivi, questo thriller di droni e di banlieue, questo incrocio di massa critica contemporanea e stratificazione storica, si è inserito con profitto all’interno del sistema. 

Prima i buoni risultati al botteghino, poi il riconoscimento della selezione come rappresentante del cinema francese agli Oscar (la prima volta che la Francia sceglie l’opera di un regista di colore) e l’inclusione nelle nomination come Miglior titolo internazionale. Infine il sigillo definitivo sul percorso condotto in patria, con la nomination ai premi César e la vittoria tra gli altri come miglior film, che però è stata un po’ oscurata da fattori esterni.

Già, perché è curioso come la carica sovversiva di I miserabili - problematica, provocatoria, e attaccata all’oggi - sia per un anno intero finita invischiata nelle battaglie socio-cinematografiche altrui. A Cannes e poi agli Oscar ha trovato sul suo cammino il fenomeno inarrestabile Parasite (guarda la video recensione), che ha dominato non soltanto la categoria internazionale dell’Academy ma addirittura i premi principali, con la sua indagine di classe in una Corea globalizzata. Domestico laddove I miserabili è pienamente urbano, allegorico invece che collettivo, verticale come alternativa al topografico; Parasite è per molti versi l’opposto del film di Ly

E per quanto riguarda i César, il miglior film francese dell’anno non ha potuto far altro che assistere a un’altra resa dei conti politica, più bianca e privilegiata ma non meno urgente né complessa: quella interna all’industria culturale d’oltralpe, ormai avviluppata in una matassa che lega insieme parità di genere, violenza sessuale e come gestire l’eredità artistica degli uomini coinvolti, oltre a una più ampia frattura generazionale tra progressisti e conservatori. 

Adèle Haenel (voce principale non soltanto per le esperienze personali ma in quanto protagonista di un film simbolo del cambiamento come Ritratto della giovane in fiamme (guarda la video recensione) di Céline Sciamma) e Roman Polanski (vincitore in absentia per la Miglior regia e figura ormai ultra-compromessa) non sono che punte di un iceberg, ma hanno certamente dominato la serata e il momento storico, spingendo di nuovo I miserabili verso la periferia mediatica, e riaffermando il dominio di quell’élite che spesso tiene a distanza registi dalla pelle e dal curriculum come quelli di Ladj Ly.

Nulla può comunque togliere a questo figlio di immigrati del Mali il merito di aver colto nel segno dello zeitgeist con il suo film d’esordio, riuscendo nell’impresa di aggiornare e rendere rilevante il “film di banlieue” in modo organico e per nulla didattico, non attraverso una distante opera a tesi ma mediante un tessuto eterogeneo e radicato nel territorio del suo Montfermeil, che soprattutto appare un naturale prodotto del suo tempo e non un oggetto di cronaca tarda.

Ciò che a I miserabili è stato tolto dall’attenzione mediatica è stato poi restituito sotto forma di risonanza nel reale, essendo questo un film sulla violenza della polizia, sul disagio di una moltitudine sociale capace di far collassare le istituzioni, e sulle disparità economico-culturali che specialmente in Francia sono giunte a un punto di non-ritorno - tanto da segnarne l’intero periodo storico, dai gilet gialli agli scioperi che hanno fermato Parigi a fine 2019. 

Tutti sono punti dolenti, tutti sono riflessi cinematografici che rimandano a eventi della cronaca recente del paese, senza contare la più profonda e strutturale questione razziale, da cui nasce tutto il resto. È qui, dunque, la resilienza di I miserabili, film dalle tante vite che sembra dover continuare a vincere le stesse battaglie più e più volte; un esordio che viene da lontano e che, dopo un anno di successi, può dimostrare molto anche nel nostro paese.


Le autorità svizzere non estraderanno il regista americano.

Roman Polanski è un uomo libero

lunedì 12 luglio 2010 - Marlen Vazzoler da NEWS

Roman Polanski è un uomo libero Ieri il ministro della giustizia della Svizzera, Eveline Widmer-Schumpf ha dichiarato che il suo ufficio non estraderà Roman Polanski e che il regista potrà lasciare il paese da uomo libero: “Non è stata una decisione sul fatto che il signor Polanski fosse colpevole o meno, ma sul fatto che ci fossero delle prove evidenti che giustificassero un'estradizione”.
Polanski era stato accusato di aver drogato e stuprato una tredicenne il 10 marzo del 1977, durante un servizio di moda a casa di Jack Nicholson. Inizialmente il regista fu accusato di 6 capi d'accusa, ma si dichiarò colpevole di aver violato la legge per un solo capo d'accusa: quello di aver avuto un rapporto sessuale con una minorenne.
Il regista, che era stato arrestato lo scorso settembre dalle autorità svizzere a Zurigo su richiesta del pubblico ministero americano, dopo due mesi di prigione è rimasto fino ad oggi agli arresti domiciliari nel suo chalet a Gstaad. Per le autorità svizzere un fattore chiave nel prendere questa decisione è stata la possibilità di non poter accedere alla testimonianza sigillata del caso originale del pubblico ministero Roger Gunson. Secondo gli avvocati di Polanski quella testimonianza mostrava che il giudice Laurence J. Rittenband aveva dato come sentenza al regista un valutazione psichiatrica di 90 giorni. Successivamente il giudice cambiò idea e Polanski lasciò gli Stati Uniti e se ne andò in Francia, dove non viene applicata l'estradizione nei confronti dei propri cittadini.

Per le autorità c'è il pericolo che il regista si dia alla fuga.

Roman Polanski rimarrà in prigione

mercoledì 7 ottobre 2009 - Marlen Vazzoler da NEWS

Roman Polanski rimarrà in prigione Martedì è stato stabilito in Svizzera dal ministro della giustizia che il regista Roman Polanski rimarrà in prigione, respingendo così le richieste dei legali che avevano suggerito la liberazione di Polanski, su cauzione o meno. "Continuiamo ad essere dell'opinione che c'è un alto rischio di fuga" ha spiegato il portavoce del ministro Folco Galli.
Polanski è stato arrestato il 26 settembre all'aeroporto di Zurigo sotto richiesta delle autorità di Los Angeles che hanno emesso un mandato internazionale sul regista risalente al 2005. Galli ha spiegato alla Associated Press che la cauzione non è una possibilità e anche se il regista possiede uno chalet in Svizzera, pensano che scapperà ancora. Nel frattempo i legali di Polanski si stanno appellando ai tribunali più alti ma come spiega un ex procuratore svizzero "In pratica non mi ricordo alcun caso dove un fuggitivo è stato rilasciato su cauzione mentre aspetta di essere estradato in un paese straniero", difficilmente il regista americano verrà liberato.
Infine Martina Zenovich regista di Roman Polanski: Wanted and Desired ha risposto di essere rimasta scioccata dopo aver sentito che David Wells le ha mentito durante le riprese del suo documentario "Sono sconvolta dal fatto che ora lui ha cambiato la sua storia. È triste per un regista di un documentario quando capita una cosa del genere".

Il regista potrebbe essere estradato negli Stati Uniti d'America.

Roman Polanski arrestato

lunedì 28 settembre 2009 - Marlen Vazzoler da NEWS

Roman Polanski arrestato Dopo essere atterrato sabato in Svizzera per il Zurich Film Festival il regista Roman Polanski è stato arrestato dalla polizia, ricercato dalle autorità americane in tutto il mondo dal 2005 per l'accusa di aver avuto sesso con una ragazzina di tredici anni nel 1977. Le autorità svizzere riportano che il loro arresto è avvenuto a causa di un trattato straordinario che lo stato ha con gli Stati Uniti che risale agli anni cinquanta ed è ancora valido.
Polanski era giunto a Zurigo per ricevere al festival il Golden Eye award per i risultati raggiunti nella sua carriera, gli organizzatori del festival sono rimasti scioccati e dispiaciuti dall'arresto ma hanno deciso di tenere lo stesso domenica la cerimonia di premiazione "A Tribute to Roman Polanski" e la retrospettiva sui suoi lavori. "Ovviamente non avevamo nessuna conoscenza sui piani per l'arresto di Roman Polanski. La giuria ha deciso mesi fa di onorarlo. Non ci sono mai stati suggerimenti dagli accompagnatori di Polanski o dalle autorità svizzere che Polanski sarebbe stato arrestato" racconta Karl Spoerri.
Se Polanski accetta l'estradizione potrebbe essere portato in pochi giorni in America ma se non accetta l'ordine potrebbero essere necessari diversi mesi prima che il caso si presenti di fronte alla corte svizzera. Inoltre l'arresto è avvenuto due giorni dopo la morte di uno degli assassini della moglie incinta, l'attrice Sharon Tate uccisa nell'agosto del 1969 con altre quattro persone dai membri della famiglia Manson mentre Polanski stava girando in Europa.
Il regista era scappato nel 1978 dagli Stati Uniti dopo un anno in cui si era dichiarato innocente dell'accusa di aver avuto sesso con una ragazzina di tredici anni e per il quale era stato condannato a 42 giorni di prigione. Gli avvocati erano stati d'accordo che quella sarebbe stata la sua pena ma il giudice ha cercato di rinegoziare il patteggiamento. Dopo essersi reso conto che il giudice l'avrebbe mandato in prigione per altro tempo e avrebbe richiesto al sua volontaria deportazione il regista è scappato in Francia, dove ha vissuto tutti questi anni e non è più ritornato sul suolo americano. La vittima Samantha Geimer ha dichiarato che vuole che il caso venga chiuso. La storia era tornata recentemente alla ribalta con il documentario della HBO dell'anno scorso Roman Polanski: Wanted and Desired.
Ad inizio anno Polanski aveva cercato di far cadere le sue accuse ma i procuratori americani hanno richiesto invece al regista di arrendersi per la sentenza. In maggio il giudice Peter Espinoza ha ufficialmente rifiutato la richiesta di Polanski ed ha dichiarato che secondo lui il caso originale presieduto dal giudice Lawrence Rittenband, ora morto, presenta un caso di cattiva condotta. Ma per risolvere questi problemi Polanski deve consegnarsi alla polizia. Al momento il regista aveva da poco finito di girare The Ghost con Ewan McGregor e Pierce Brosnan un thriller politico di cui era uscito un teaser trailer a metà agosto.

Intervista a Ewan McGregor e clip in anteprima.

L'uomo nell'ombra: due video in esclusiva

martedì 23 marzo 2010 - a cura della redazione da VIDEO

L'uomo nell'ombra: due video in esclusiva Ghostwriter britannico con il compito di completare le memorie dell'ex Primo Ministro Adam Lang, l'attore Ewan McGregor è il protagonista del nuovo film di Roman Polanski, L'uomo nell'ombra. In uscita il prossimo 9 aprile, il film è una storia di inganni e tradimenti che promette di far rimanere con il fiato sospeso grazie al genio di Polanski e alle esemplari interpretazioni del duo McGregor- Brosnan. In un mondo in cui niente e nessuno sono quello che sembrano, il ghostwriter scoprirà rapidamente che il passato può risultare mortale e che la Storia dipende da chi riesce a rimanere vivo per scriverla.
In questa intervista esclusiva, Ewan McGregor descrive la propria soddisfazione nel lavorare con il regista americano (noto ultimamente soprattutto per i guai con la legge): "Roman è uno dei pochi grandi del cinema contemporaneo, per un attore è fantastico poter lavorare con lui. Tutto quello che si impara recitando per lui è impareggiabile. Credo che subiamo tutti il suo fascino per il suo modo di farci vedere la realtà". A seguire anche una clip inedita in anteprima.

Il ghostwriter di Roman Polanski.

L'uomo nell'ombra: il trailer italiano in esclusiva

mercoledì 10 marzo 2010 - Lisa Meacci da VIDEO

L'uomo nell'ombra: il trailer italiano in esclusiva Vincitore dell'Orso d'argento all'ultima edizione del Festival di Berlino, è in arrivo in Italia L'uomo nell'ombra, l'ultimo lavoro del regista polacco Roman Polanski ancora agli arresti domiciliari nel suo chalet di Gstaad, nell'Oberland bernese.
Lontano più di vent'anni dai gialli ambientati ai giorni nostri, Polanski torna con un thriller politico pieno di tensione tratto dal bestseller del romanziere e giornalista britannico Robert Harris ("Il ghostwriter"). Interpretato da Ewan McGregor, il film racconta di un bravissimo autore professionista che accetta di completare le memorie dell'ex Primo Ministro britannico Adam Lang. Ben presto però, quella che pareva essere l'occasione della vita, si trasforma in un incarico molto rischioso e pieno di misteri.
In esclusiva per MYmovies ecco il trailer italiano…




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