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sabato 18 gennaio 2020

Articoli e news Gianni Amelio

Nome: Gianni Amèlio
75 anni, 20 Gennaio 1945 (Capricorno), Catanzaro (Italia)
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Il regista conferma la complicità con i personaggi quale specifico del suo cinema.

La politica degli autori: Gianni Amelio

mercoledì 5 marzo 2014 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Gianni Amelio Penetra per noi nella «giungla dei morbidi» Gianni Amelio, autore del documentario Felice chi è diverso nelle sale dal prossimo 6 marzo distribuito da Istituto Luce e Rai Cinema. Dove per «giungla dei morbidi» si intende(va) quella parte di Villa Borghese a Roma teatro secondo un cinegiornale scandalistico di inizio anni 70 di incontri tra maschi, altrimenti definiti "invertiti", "diversi", "finocchi", "pin up boy" o "capovolti", da cui la definizione delle pratiche omosessuali come "vizio capovolto". Piccola parentesi: Felice chi è diverso, presentato fuori concorso al Festival di Berlino, è il terzo documentario, dopo il Leone d'oro veneziano Sacro Gra e TIR di Alberto Fasulo premiato a Roma, a rivendicare lo spazio autonomo di una forma espressiva che la realtà non la vuole solo raccontare ma la morde, senza finzioni. Amelio se ne intende. Ha il documentario nel DNA fin da quando giovanissimo realizzava "film sperimentali per la Tv", dal titolo di una vecchia serie Rai che proprio di questo si occupava. Docu sperimentali. Diversi. Poi altri percorsi, molto personali, votati a un genere di riferimento che ha avuto nel suo cinema una declinazione originale, anzi unica. Il melodramma. Spesso raccontato attraverso conflitti tra uomini incatenati a legami di sangue tanto indissolubili quanto "traditori". I padri e i figli di Colpire al cuore e Le chiavi di casa ma anche, in parte, del recente L'intrepido, o i fratelli di Così ridevano. Con le figure femminili più sullo sfondo, ma quando centrali destinate a illuminare la strada degli uomini perduti e soli, come Charlotte Rampling in Le chiavi di casa o l'interprete Tai Ling di La stella che non c'è, senza dimenticare la più importante di tutte, Rosetta (Valentina Scalici) di Il ladro di bambini. Continua »

In concorso anche Tsai Ming-liang con Jiaoyou.

Venezia 70, ecco Rosi e il suo Sacro GRA

giovedì 5 settembre 2013 - Annalice Furfari da NEWS

Venezia 70, ecco Rosi e il suo Sacro GRA Fischi e qualche timido applauso dalla critica per il secondo film italiano in concorso ieri alla Mostra del Cinema di Venezia, L'intrepido di Gianni Amelio, analisi agrodolce della situazione del lavoro ai tempi della crisi. Le aspettative nei confronti dell'ultimo cineasta italiano che si è aggiudicato il Leone d'Oro - nel 1998 con Così ridevano - erano elevate, ma il film non ha convinto tutti. Al Lido con Antonio Albanese, attore protagonista, Amelio ha spiegato che L'intrepido è "un inno alla dignità dell'uomo, la storia di un personaggio candido che fa un mestiere che è la quintessenza del precariato odierno", vale a dire il rimpiazzo a chiamata, con un lavoro diverso ogni giorno. Un film italiano che ha riscosso, invece, successo al Lido è Zoran il mio nipote scemo di Matteo Oleotto, con Giuseppe Battiston. Presentato nella sezione Settimana della critica, al termine della proiezione ha ricevuto dieci minuti di applausi. La storia è quella di un uomo cinico, egoista e bugiardo che trascorre le sue giornate in osteria. La sua vita subisce un brusco cambiamento quando la morte di una vecchia parente lo costringe ad accudire un quindicenne sloveno, forbito e perfezionista, col talento per le freccette.

Nell'edizione che si distingue per la presenza di ben due documentari in concorso, ieri è stato apprezzato il lavoro di Errol Morris. Dopo il successo ottenuto con The Fog of War, in cui veniva intervistato l'ex segretario alla difesa Robert McNamara, il regista ha messo alla prova Donald Rumsfeld, uno dei grandi architetti della guerra in Iraq. The Unknown Known: The Life and Times of Donald Rumsfeld è un documentario-intervista in cui l'ex segretario alla difesa ripercorre gli episodi più importanti della sua carriera, dagli albori fino al discusso conflitto iracheno del 2003. "Rumsfeld - ha affermato Morris in conferenza stampa - mira a manipolare gli altri e si perde nel suo mare di parole. Ma alla fine agli americani non piacciono le bugie".

Fuori concorso ieri è stato presentato A Promise, il nuovo lavoro di Patrice Leconte, storia d'amore senza tempo, ambientata nella Germania del 1912. Un giovane laureato di umili origini viene assunto in un'acciaieria e, grazie alla sua capacità, si guadagna la fiducia dell'anziano proprietario, che lo sceglie come segretario personale. È così che il ragazzo ha occasione di conoscere la giovane moglie del padrone, bella e riservata, con cui nasce un'intesa. Ad accompagnare il sofisticato regista francese sul red carpet gli attori Rebecca Hall, Alan Rickman e Richard Madden.

La presentazione fuori concorso del documentario Ukraina Ne Bordel di Kitty Green ha portato la protesta neo-femminista nel cuore del festival. L'opera, che svela il volto intimo e anche oscuro dell'ormai celebre movimento delle Femen, ha condotto al Lido, insieme alla regista, alcune attiviste, che si sono presentate al photocall in topless, con slogan di protesta scritti sul petto ("L'Ucraina non è un bordello", "Guerra nuda"). Il documentario, in maniera non agiografica, racconta la genesi del movimento che lotta contro un sistema fondato sul patriarcato. Altro fuori concorso visto ieri è Feng Ai di Bing Wang, ambientato in un manicomio isolato, in cui vivono rinchiusi cinquanta uomini, quasi senza avere contatti con il mondo esterno né con i medici.

Occhi tutti puntati oggi sul terzo film italiano in concorso al festival, Sacro GRA dell'apprezzato documentarista Gianfranco Rosi. Dopo l'India dei barcaioli, il deserto americano dei dropout e il Messico del narcotraffico, il regista ha deciso di raccontare il suo paese, girando per tre anni con un mini-van sul Grande Raccordo Anulare di Roma, per scoprire i mondi invisibili che questo luogo cela oltre il muro del suo incessante frastuono, da cui emergono personaggi sfuggenti e apparizioni fugaci. Altro film in concorso oggi è La Jalousie di Philippe Garrel, con Louis Garrel e Anna Mouglalis. Il regista francese, autore di un cinema sperimentale che risente dell'influenza della Nouvelle Vague, presenta una storia di sentimenti brucianti, tratta da una vicenda autobiografica: la relazione del padre con un amante quando il regista era un bambino. L'attore Louis Garrel, figlio del regista, interpreta quindi il nonno all'età di trent'anni, un attore di teatro che fa fatica a sbarcare il lunario, vive con la compagna in una modesta abitazione e ha una figlia frutto di una passata relazione.

Celebre cantore della solitudine e dell'alienazione contemporanea, Tsai Ming-liang presenta oggi in concorso Jiaoyou (Stray Dogs), dramma dei sentimenti incentrato su un uomo disoccupato che vive con i suoi due figli in un quartiere povero di Taipei. Abbandonato dalla moglie, l'uomo è incapace di soddisfare i bisogni della sua famiglia. Al centro commerciale dove spesso accompagna i figli, incontra Xiao Lu, una donna che inizia ad affezionarsi ai bambini e a interessarsi al padre, che però vive ancora nel ricordo ingombrante della moglie.

Fuori concorso arriva Walesa, diretto dallo stimato cineasta polacco Andrzej Wajda e da Ewa Brodzka. Il film racconta la vita del premio Nobel Lech Walesa, fondatore nel 1980 del sindacato anticomunista Solidarnosc, e gli eventi che negli anni '70 hanno portato alla rivoluzione pacifica in Polonia. Sempre fuori concorso, oggi vedremo il documentario Pine Ridge di Anna Eborn, che racconta le vite di alcuni nativi americani nella riserva di Pine Ridge, nel South Dakota.

Nella sezione Orizzonti vedremo il kazako Bauyr (Little Brother) di Serik Aprimov, storia di un bambino di nove anni che vive in totale solitudine in un piccolo villaggio tra le montagne. Quando ormai il ragazzino ha perso tutte le speranze, fa ritorno a casa il fratello maggiore, che però si rivela completamente diverso da come il piccolo lo ricordava.

Per vedere le foto della serata di ieri fai clic QUI

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Hammamet

L'ultimo periodo di vita di Bettino Craxi
Data uscita: 09/01/2020
Regia di Gianni Amelio. Genere Biografico, produzione Italia, 2020.

L'epilogo della vicenda umana e politica di Bettino Craxi.

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