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venerdì 24 settembre 2021

Articoli e news Ennio Morricone

Altri nomi: Mº Ennio Morricone / Morricone / Leo Nichols / Dan Savio
Data nascita: 10 Novembre 1928 (Scorpione), Roma (Italia)

Data morte: 6 Luglio 2020 (91 anni), Roma (Italia)

Il compositore ospite d'onore dell'ultima giornata.

Napoli Film Festival: chiusura con Ennio Morricone

Napoli Film Festival: chiusura con Ennio Morricone Sta lavorando alla composizione delle musiche per quattro commedie di Eduardo de Filippo che avranno come regista e protagonista Massimo Ranieri e che saranno trasmesse in prima serata su Rai Uno. Ennio Morricone non nasconde l'entusiasmo per questa nuova scommessa professionale e sceglie il Napoli Film Festival, di cui è uno degli ospiti d'onore, per annunciare la collaborazione in atto con l'attore e cantante napoletano. Il maestro, premio Oscar alla carriera, rivela inoltre di aver scritto una opera da camera di 50 minuti, dal titolo “Partenope”, che tratta la storia della nascita del golfo di Napoli. “Non l'ho mai fatta eseguire” spiega amareggiato il compositore “Nonostante la notizia fosse circolata, dal Teatro San Carlo di Napoli non ho mai avuto richieste per questo mio lavoro. Non tornerei in questo teatro neanche se mi pagassero molto”.
L'opera è tratta dal libretto scritto da Guido Barbieri e Sandro Cappelletto e vede come protagonista Partenope, la leggendaria sirena che diede le origini alla città di Napoli, nella doppia veste, però, di donna e di vestale. “Avrei voluto due interpreti” sottolinea “Quella che incarna l'amore potrebbe essere una cantante pop, l'altra che si ispira alla purezza, sarebbe invece una soprano”. Morricone, che sarà lunedi all'Accademia di Santa Cecilia per un concerto, mentre l'undici settembre ritroverà il palco dell'Arena di Verona, si sofferma anche sul suo rapporto con il cinema. “Penso spesso che avrei potuto dare di più” spiega “Ma ho la sensazione che è il cinema a non volere questo di più da me. Difficilmente un regista ti lascia completamente libero e sono poche decine le colonne sonore, a fronte delle 500 realizzate, quelle in cui sono stato spinto a rischiare di più. Gli esempi sono i primi film di Elio Petri e quelli con Dario Argento. Mi dicevano che se avessi continuato così, non mi avrebbe più chiamato nessuno”. E alla domanda su chi siano i suoi registi preferiti tra quelli con cui ha lavorato risponde: “Ho sempre lavorato solo con i registi con cui sto bene. Devo poter sentire la fiducia assoluta dei cineasti, sono loro che liberamente mi scelgono e mi devono lasciar libero di lavorare. Non ho quindi preferenze. Se nella mia filmografia trovate collaborazioni sporadiche con alcuni registi, significa che con loro non mi sono trovato bene. Per esempio con Roberto Faenza, che è un grande autore e di cui sono amico, ho smesso di lavorare dopo “Marianna Ucria”.
Il maestro accenna anche alle recenti polemiche sui tagli alla cultura decisi dal governo. “Ritengo che sia strano” commenta “Che abbiano associato ad un ente lirico l'Accademia di Santa Cecilia che realizza fondamentalmente concerti che hanno costi di gran lunga inferiori a opere liriche e balletti. Sicuramente i tagli non sono piacevoli: con i soli incassi non si può continuare. Io stesso ho chiesto di non essere pagato per il prossimo concerto. Però ritengo che Giulio Tremonti stia facendo il suo dovere di ministro”. Morricone, infine, si lascia sfuggire una confessione. “Spesso vengo preso da attacchi di panico” dichiara “Mi è capitato alla cerimonia di consegna dell'Oscar alla carriera. Avevo un nodo in gola. È con l'avanzare dell'età che mi rendo conto di commuovermi sempre più spesso per una poesia, un'opera letteraria. Per la musica un po' di meno. Sono sempre troppo critico”.


   

L'epopea di Giuseppe Di Vittorio.

Pane e libertà, intervista al cast

mercoledì 11 marzo 2009 - Alessandra Giannelli da TELEVISIONE

Pane e libertà, intervista al cast Grande attesa per la messa in onda della fiction che narra le "gesta" di Giuseppe Di Vittorio, fervente sindacalista, amico di Gramsci e di Togliatti che, fino alla fine, combatté per i suoi ideali. A dargli corpo e voce è lo straordinario Pierfrancesco Favino, attore ormai affermato che ha reso questo personaggio al meglio, sotto la guida registica di Alberto Negrin.
Una co-produzione Rai Fiction-Palomar-Endemol, prodotta da Carlo Degli Esposti. Presenti, oltre al cast (Raffaella Rea, che interpreta Carolina, la moglie di Di Vittorio; Danilo Nigrelli, Massimo Wertmuller, Giuseppe Zeno, Frank Crudele, Francesco Salvi, etc...), Nichi Vendola, presidente della regione che, a Di Vittorio, diede i natali: la Puglia (che è anche co-produttrice), ma anche il Presidente della "Fondazione Di Vittorio", Carlo Ghezzi (in rappresentanza, in questa sede, anche della CGIL).
In onda su Rai Uno domenica 15 e lunedì 16 marzo, quella di Di Vittorio è la storia di un uomo, così introduce Tinni Andreatta (responsabile Rai Fiction), che ha combattuto per i massimi principi della nostra costituzione e della nostra vita democratica e l'ha fatto sin dall'inizio del secolo, per i diritti dei braccianti, ma poi, durante il fascismo e nell'Italia democratica, per i diritti di tutti i lavoratori. E' la storia di un uomo che aveva una forza "rocciosa", un combattente che si è sempre esposto ed ha rischiato in prima persona, un condottiero che sapeva parlare alla gente e che difendeva i diritti di tutti e, per questo, aveva un'idea della politica estremamente alta e nobile, assoluta, certe volte anticonformista, trovandosi "stretto" anche all'interno del suo stesso partito. La storia di questo film è il racconto del suo coraggio, dei suoi ideali, della sua forza morale. Nella prima parte del film, è raccontato lo "scontro" epico tra Di Vittorio e il latifondista di Cerignola per i lavoratori che combattono per i diritti più elementari: il pane e la libertà. Di Vittorio, che era un autodidatta, aveva capito che il padrone proprio nelle parole aveva la sua forza sul lavoratore spesso analfabeta. Segue, quindi, l'avvento del fascismo con gli scontri che ne derivarono, fino a giungere alla fase democratica, in cui Di Vittorio manifesta quello che è il suo massimo pensiero: l'unità dei lavoratori.

Giacomo Battiato ha presentato il suo nuovo film al Festival di Roma.

Resolution 819, un film di finzione con il valore di un documentario

Resolution 819, un film di finzione con il valore di un documentario Una storia vera, un film di finzione per raccontarla. A partire da testimonianze, indagini sul luogo e pubblicazioni in materia Giacomo Battiato ha realizzato Resolution 819 con l'idea di indagare fatti vicini nel tempo ma già lontani nella memoria, colpa dei media, dice il regista, ma anche del fatto che le notizie "erano poche e facevano tutte parte del grande calderone dei Balcani di cui si capisce molto poco e che è sempre in guerra. A questo si è aggiunto il fatto che siamo molto ignoranti riguardo la realtà balcana, le nazioni, le divisioni e le religioni".
Ecco perchè Resolution 819 è stato un film "necessario [...] di impegno civile" che doveva essere fatto. Non a caso ha voluto collaborare fin da subito il maestro Ennio Morricone che per l'occasione ha composto 22 brani, molti più di quelli che potevano essere utilizzati: "gli ultimi due li ho composti dopo la visione del film, con un nodo alla gola".

Problemi alle vertebre per il compositore premio Oscar di The Hateful Eight. I medici lo obbligano al riposo.

Morricone è malato, stop ai concerti

mercoledì 4 maggio 2016 - a cura della redazione da NEWS

Morricone è malato, stop ai concerti "Sono molto dispiaciuto ma quanto prima saranno stabilite le nuove date dei concerti". Il compositore, di recente premio Oscar per la colonna sonora di The Hateful Eight, ha espresso il suo rammarico per essere stato obbligato dai medici a rinunciare ai prossimi due mesi di concerti. A causa del collasso di due vertebre, il maestro Ennio Morricone deve stare a riposo e non potrà dirigere i concerti di Santa Cecilia né quelli previsti in Europa. Non è la prima volta che il compositore si trova costretto a rinunciare a dirigere alcuni concerti.

   

Morricone ha vinto, prevedibile come per DiCaprio. Ecco perché dopo l'Oscar onorario l'Academy ha premiato ancora Ennio Morricone.

Il ritorno di Ennio, suggello di un artista del mondo

Il ritorno di Ennio, suggello di un artista del mondo

Se il sodalizio con Leone è irrinunciabile, le sorprese si trovano nel Morricone nascosto e meno conosciuto, quello sperimentale o frivolo. Ascoltali subito »

TUTTO QUESTO È MORRICONE. 13 BRANI A SORPRESA DA ASCOLTARE SUBITO

martedì 1 marzo 2016 - Emanuele Sacchi da PLAYLIST

TUTTO QUESTO È MORRICONE. 13 BRANI A SORPRESA DA ASCOLTARE SUBITO

Chi è il compositore che tutti conoscono? Oscar alla carriera nel 2007, Golden Globe per le musiche di The Hateful Eight, è oggi in corsa agli Academy Awards.

Morricone nel cartello dei giganti

Morricone nel cartello dei giganti Se sei a New York, o a Parigi, a Londra, a Istanbul o a Mosca e dici Fellini, tutti sanno chi è. Se dici Sorrentino o Tornatore... alcuni li conoscono. Ma se dici Morricone è come dire Fellini: lo conoscono tutti.
A 87 anni il maestro romano sta vivendo forse il momento più intenso della suo percorso artistico, che è vasto e lungo: parte dal 1946 con brani non da film, e arriva a noi attraverso 500 composizioni per lo schermo, grande e piccolo.

   

Cineasta controverso, amato dal pubblico e trattato con sufficienza dalla critica.

La politica degli autori: Sergio Leone

mercoledì 25 giugno 2014 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Sergio Leone «Per la particolare sua configurazione spettacolare che in un clima di esasperata e talora terrificante violenza raffigura una ricorrente serie di crimini e massacri descritti e raffigurati con crudo e sanguinario verismo, questo film, pur non essendo vietato, è sconsigliato ai minori». La lunga didascalia campeggia sul flano originale di Per un pugno di dollari, anno di grazia 1964, opera seconda di un regista romano, Sergio Leone, che si firma Bob Robertson anche in omaggio allo pseudonimo del padre (Roberto Roberti, cineasta pure lui ai tempi del muto). Non è il primo spaghetti-western in assoluto, gli è di poco precedente Massacro al Grande Canyon di Sergio Corbucci (lui e Leone sono i Bartali-Coppi del filone), ma è il primo a trionfare a livello nazionale (3 miliardi e 182 milioni d'incasso: oltre tre milioni i biglietti staccati) e poi a creare una tendenza, imponendo uno stile fatto di crudo realismo appunto "sanguinario", come recita la pubblicità. Sarebbe più corretto parlare di iperrealismo, dato che nella parabola dello "straniero" Clint Eastwood, conteso "tra due padroni" in un villaggio del Messico ricostruito in Almeria, si fatica a riscontrare alcun verismo. Ma tant'è. Tra duelli dilatati all'infinito (quello finale tra Clint e John Wells/Volontè dura 8 minuti, ma si sfiora l'eternità con il "triello" di Il buono, il brutto, il cattivo, 1966), violenza esaperata e colonne sonore tra l'epico e il ridondante (anche Ennio Morricone traccia un solco destinato a continuare all'infinito) lo spaghetti western nasce e cresce sotto l'egida leoniana.

   

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Ennio

Tornatore dirige un documentario sul maestro Morricone
Regia di Giuseppe Tornatore. Genere Documentario, produzione Italia, Belgio, Cina, Giappone, 2021.

Un documentario sul leggendario compositore Ennio Morricone.
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