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venerdì 18 giugno 2021

Articoli e news Martin Scorsese

78 anni, 17 Novembre 1942 (Scorpione), New York City (New York - USA)

Il regista cerca nel Seicento e in una tragica persecuzione contro i cristiani i segni di una fede collettiva vissuta nel contesto più impervio. E, invece che certezze, semina dubbi.

Silence, l'epocale gesto umano (e cinematografico) di Scorsese

lunedì 16 gennaio 2017 - Roy Menarini da FOCUS

Silence, l'epocale gesto umano (e cinematografico) di Scorsese

De Niro - Pfeiffer: la vecchia guardia non cede.

ONDA&FUORIONDA

domenica 27 ottobre 2013 - Pino Farinotti da FOCUS

ONDA&FUORIONDA Piace alla gente, e non solo, Cose nostre - Malavita: il titolo originale sarebbe The Family, ma noi dobbiamo sempre metterci qualcosa in più di "mercato". Il regista è il francese/americano (per stile) Luc Besson, uno che sa girare. Ma i nomi più interessanti sono quelli di Robert De Niro, protagonista, e di Martin Scorsese, produttore. I due devono essersi divertiti un mondo a impegnarsi in questo mafia movie, doppio, triplo richiamo alla loro vicenda personale. Non si può infatti non partire da un classico di Scorsese, Quei bravi ragazzi, storia di tre mafiosi. Al centro del racconto c'era il più giovane Henry Hill, cui dava corpo e volto Ray Liotta - gli altri due erano De Niro e Pesci- che dopo una discreta carriera, decideva di collaborare con la giustizia e raccontava tutto della "famiglia". Naturalmente era costretto a sparire, ad affidarsi al cosiddetto "programma protezione testimoni". Henry concludeva il suo lungo racconto rivelando un'irresistibile nostalgia di quando era un "bravo ragazzo", cioè qualcuno, mentre adesso "non sono più nessuno".
De Niro riprende, di fatto, quel personaggio, gli anni sono passati, ma i padrini traditi non dimenticano, mai. E così di Paese in Paese, di città in città, Giovanni Manzoni, De Niro appunto, arriva in una cittadina della Normandia. Ma il carattere è il carattere, la storia è la storia, e il mafioso continua ad esserlo. Così come i componenti della famiglia, il maschietto quattordicenne, che si sente già in ritardo rispetto al padre, assassino a tredici anni, e la ragazza diciassettenne, una "dark" romantica ma violentissima. E poi la madre, Michelle Pfeiffer, perfettamente omologa per carattere famigliare: sente il proprietario di un supermercato parlar male degli americani e ... il supermercato brucia. Besson usa toni estremi, ironici, surreali, divertenti. Lo scontro finale è in perfetto stile tarantiniano. Un eccesso talmente eccesso che finisce per annullarsi, divertendo, appunto. Giovanni/Robert trova una vecchia macchina da scrivere e comincia a scrivere la sua storia. Roba pericolosa, per sé e per tutti. Ma regista, produttore e attore, portano il loro divertimento sul filo sottile e intelligente della citazione, che è proprio Quei bravi ragazzi. La comunità che ospita la famiglia è affascinata dallo scrittore americano, lo invita a un cineforum dove viene proposto quel film di Scorsese con De Niro. Doppio, triplo gioco appunto. E Manzoni/De Niro, che conosce l'argomento come nessun altro, incanta tutti. Ovazione. Per la disperazione del loro angelo custode, l'agente FBI Tommy Lee Jones, altro eroe veterano, parente, forse con minore mitologia ma stretto, dell'eroe eponimo protagonista. Gente della vecchia guardia dunque. Come lei, la Pfeiffer, cinquantacinquenne moderatamente disturbata dal dimostrarlo. Con quelle sue naturali, affascinanti piccole rughe sotto gli occhi: lontana dalle nostre attrici, o conduttrici, che non ti fanno capire se hanno quindici anni oppure settanta.
E poi lui, De Niro, che ormai deve, ad ogni film, vedersela con la propria leggenda a e il proprio monumento. Ha settant'anni, portati come... un settantenne. Non è ricorso a nessun chirurgo e se ne compiace, con quei primi piani sul volto che richiamano la sua lunga storia, e qualcosa di più dell'America. Quell'effige, quella faccia di roccia, potrebbe figurare fra quelle di Washington, Jefferson, Roosevelt e Lincoln, sul monte Rushmore, magari fra Roosevelt e Lincoln, là dove l'immane scultura fa una curva. Quelli, grandi presidenti, questo, grande modello della vita e, perché no, della cultura americana. Nel film guardi Giovanni Manzoni, ma non riesci a non vederci De Niro. Il quale ha un'età in cui, solitamente, si rallenta o si cambia, per tutte le naturali ragioni, storiche, fisiche , estetiche. Invece "Giovanni" possiede l'energia anzi la violenza dei tempi belli. Oltre alla maggiore autorevolezza. È corretto dire che Robert vale Giovanni, se è vero che nel suo lavoro non ha affatto rallentato, anzi ha accelerato, con ..violenza.
Un dato assoluto, persino aritmetico: De Niro nel 2013 ha fatto 6 film (per i supercinefili: The big Wedding, Killing Season, Cose nostre - Malavita, Last Vegas, American Hustle, Grudge Match). Credo sia il suo record personale, e forse non solo suo, a questi livelli, da protagonista. Ed è automatico il richiamo a un altro eroe dello schermo e oltre lo schermo, Al Pacino, che nel recente Uomini di parola, faceva un personaggio simile a quello di De Niro. Pacino-De Niro, promemoria di veterani di gran classe. Quasi eterni, per fortuna.

   

Con George Harrison il maestro dimostra di avere il rock nel sangue.

La politica degli autori: Martin Scorsese

mercoledì 18 aprile 2012 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Martin Scorsese Viene in mente quella celebre pubblicità, la facciata di un palazzo dal quale esce un tizio arruffato mentre decine di donne alle finestre sbattono le persiane urlando «Egoiste!». Nel nostro caso griderebbero «Presuntuoso!». Una Politica degli Autori dedicata a Martin Scorsese?! Suvvia. Parafrasando De Gaulle, vasto programma. E quindi stringiamo il campo. Parliamo solo del Marty documentarista. Del resto l'uscita in sala di George Harrison: Living in the Material World ben si presta. Una appassionante cavalcata attraverso vita e opere del Beatle scomparso nel 2001, corredata da testimonianze di primissima mano, alcune delle quali prestano il fianco a momenti di ipotetico crossroads, perché vedi Tom Petty e pensi che pure su di lui il regista di Taxi Driver voleva fare un film. Continua »

   

ll mockumentary trionfa agli Oscar della tv. Premiati anche Winslet e Scorsese.

Emmy, la serata di Modern Family

lunedì 19 settembre 2011 - Luca Volpe da NEWS

Emmy, la serata di Modern Family Cinque statuette. Sono tanti i premi vinti a fine serata da Modern Family, mockumentary che ruota intorno alle dinamiche di una famiglia allargata del ventunesimo secolo. La serie, creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan e prodotta dalla 20th Century Fox Television, si conferma la vera trionfatrice della 63. edizione degli Emmy Awards, aggiudicandosi premi come: migliore serie comica, migliore regia (Michael Alan Spiller), migliore sceneggiatura (Steven Levitan e Jeffrey Richman) e migliori attori non protagonisti (Ty Burrell e Julie Bowen, marito e moglie sul set). Nessun riconoscimento, invece, per Ed O'Neill e Sofía Vergara. A ricevere il premio come migliori attori protagonisti di una commedia sono infatti Jim Parsons per The Big Bang Theory e Melissa McCarthy per Mike & Molly. Continua »

Prime immagini sul set di Chloe Moretz e Ben Kinglsey.

Hugo Cabret: il primo film in 3D di Martin Scorsese

venerdì 20 agosto 2010 - Marlen Vazzoler da GALLERY

Hugo Cabret: il primo film in 3D di Martin Scorsese Anche il premio Oscar Martin Scorsese è rimasto contagiato dalla mania del 3D ed ha deciso a metà aprile di girare con il nuovo formato l'adattamento cinematografico del romanzo scritto da Brian Selznick: The Invention of Hugo Cabret.
Ai primi di novembre del 2009 il regista aveva affermato di essere molto eccitato dal 3D “Ma se il movimento della cinepresa sarà un effetto 3D, deve esserlo per fini drammatici e non solo per gettare lance verso il pubblico. E forse non può farlo. Forse la generazione di mia figlia - lei adesso ha 10 anni - può pensarla in questo modo”.
Secondo la collaboratrice di lunga data, Thelma Schoonmaker, a differenza di registi come James Cameron o studi come la Pixar che hanno preferito usare l'effetto della profondità del 3D piuttosto che mostrare oggetti che escono dallo schermo, Scorsese spera di poter giocare di più con la nuova dimensione. La montatrice durante un masterclass che ha tenuto durante l'Aruba International Film Festival a metà giugno ha aggiunto “Scorsese è innamorato [del 3D]. Ha guardato Avatar ed Alice [in Wonderland], e Scorsese non ha trovato interessante il 3D che ha visto come nei vecchi film: Il delitto perfetto e La maschera di cera. Ha deciso che vuole usare un 3D più forte che ti salti addosso. Ha intenzione di andare un po' più in là”. La Schoonmaker ha continuato “È un nuovo tipo di pellicola per noi. È molto visivo, con poco dialogo, con molte opportunità per meravigliose scene in 3D”.
Il 28 giugno sono cominciate le riprese del film a Londra, Zimbio ha pubblicato in questi giorni le prime foto di Ben Kingsley, di Chloe Moretz e Asa Butterfield rispettivamente nei panni del negoziante di giocattoli, della nipote Isabelle e di Hugo Cabret sul set di Hugo Cabret ambientato in una Parigi degli anni trenta. Il cast include Emily Mortimer, Michael Stuhlbarg, Jude Law, Ray Winstone, Christopher Lee, Helen McCrory, Sacha Baron Cohen, Frances de la Tour e Richard Griffiths.
Il film uscirà nei cinema americani il 9 dicembre del 2011.

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Killers of the Flower Moon

Il primo importante caso risolto dall'FBI
Regia di Martin Scorsese. Genere Drammatico, produzione USA, 2021.

Nel 1920 una tribù di indiani viene massacrata. L'Fbi indaga e risolve uno dei casi più difficili della storia.
Killers of the Flower Moon

Roosevelt

Un biopic dedicato al presidente USA Roosevelt
Regia di Martin Scorsese. Genere Biografico, produzione USA, 2021.

Roosevelt è stato un presidente degli Stati Uniti d'America che è riuscito a fare molti cambiamenti importanti. Il film racconta la sua storia e le sue battaglie.

Mike Tyson Biopic

La vita di Mike Tyson
Regia di . Genere Biografico, produzione USA, 2021.

Una serie tv prodotta da Martin Scorsese sul pugile Mike Tyson, interpretato da Jamie Foxx.

Maestro

Biopic su Leonard Bernstein
Regia di Bradley Cooper. Genere Biografico, produzione USA, 2021.

La storia di Leonard e di sua moglie Felicia, compresa la nascita dei tre figli.

Fran Lebowitz: una vita a New York

Scorsese e Lebowitz per le strade di New York
Regia di Martin Scorsese. Genere Documentario, produzione USA, 2021.

Un tour per le strade della Grande Mela alla scoperta dell'umorista e narratrice Fran Lebowitz, in un dialogo con Martin Scorsese.

Murina d'Antoneta

Grandi cambiamenti
Regia di Antoneta Alamat Kusijanovic. Genere Drammatico, produzione Croazia, 2021.

Una giovane ragazza che vive in un'isola remota inizia a legarsi profondamente a un'amica di famiglia.
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