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martedì 18 giugno 2019

Articoli e news Paul Schrader

72 anni, 22 Luglio 1946 (Cancro), Grand Rapids (Michigan - USA)

La giuria del festival Amidei di Gorizia consegna all'artista americano il Premio all'Opera d'Autore 2009.

Paul Schrader critico, sceneggiatore, regista: pensieri sul cinema contemporaneo

Paul Schrader critico, sceneggiatore, regista: pensieri sul cinema contemporaneo Ehi, dici a me? Con chi stai parlando? Dici a me?". Difficile dimenticare il monologo di Robert De Niro in Taxi Driver. Dietro alla drammatica scena di fronte allo specchio, divenuta in breve tempo una delle sequenze mitiche del cinema americano, c'è la mente creativa di Paul Schrader. Critico, sceneggiatore e regista, è una delle figure di spicco della cinematografia d'oltreoceano. Ha lanciato Richard Gere nello star system, dopo averlo ripreso a fare ginnastica in American Gigolo, un film modello di stile ed eleganza, che ha rappresentato perfettamente il glamour tipico degli anni Ottanta. Ha riflettuto sulla potenza della scrittura in Mishima e ha ironizzato sulla vita di un divo della tv, tra vizi privati e pubbliche virtù. La giuria della 28° edizione dell'Amidei, da sempre attenta a valorizzare l'importanza della scrittura per il cinema, ha scelto così di premiare Paul Schrader. Nella cornice del castello medievale di Gorizia, l'incontro con l'artista si è trasformato in un'occasione per ripercorrere le tappe fondamentali della sua carriera, attraverso aneddoti e curiosi racconti di quella che è la storia del cinema.

Paul Schrader affronta il suo lavoro in maniera profondamente ironica e con un solo piano in mente: non dare nessun appiglio allo spettatore. Al cinema.

Cane mangia cane, un film che spiazza in ogni suo minuto

sabato 15 luglio 2017 - Roy Menarini da FOCUS

Cane mangia cane, un film che spiazza in ogni suo minuto Quella di Paul Schrader è a dir poco una carriera diseguale. Sceneggiatore di fiducia di Martin Scorsese per molti anni, ma già precedentemente critico e raffinato studioso di cinema, protagonista della New Hollywood, l'autore statunitense va considerato una delle più rare figure di veri intellettuali americani dentro l'industria contemporanea. Certo, se American Gigolo ha modificato forse per sempre un certo trattamento dell'immagine nel cinema americano - patinata, per qualcuno, in verità ispirata ai maestri del cinema europeo e mescolata col pop a stelle e strisce - lo stesso forse non si può dire di altri film della sua carriera. Vittima dei cambiamenti industriali che egli stesso ha contribuito a mettere in moto (Richard Gere, Giorgio Armani, e così via), Schrader si è trasformato in qualcosa a metà tra un reduce della golden age e un regista fieramente indipendente. Anche negli anni Novanta e Duemila non sono mancati acuti, come Affliction, Autofocus e il controverso (a dir poco) The Canyons - peraltro flop annunciato. Poi altre disavventure produttive e infine questo, ultra indipendente e battagliero, Cane mangia cane. Basta guardare attentamente il film per capire con quale spirito il regista abbia affrontato la materia, quindi in maniera profondamente ironica e con un solo piano in mente, non dare nessun appiglio allo spettatore: passare dal comico al noir, dal raggelante al religioso, dall'action allo slapstick, dallo sperimentale al triviale ogni dieci minuti, il tutto senza scivolare per forza nella parodia postmoderna in stile tarantinesco anni Novanta. O meglio, qualche volta Cane mangia cane sembra uno studio su quel cinema, più che una imitazione.

Un regista con una considerazione quasi mistica della cinefilia.

Politica degli autori: Paul Schrader

mercoledì 13 novembre 2013 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

Politica degli autori: Paul Schrader Di Paul Schrader, classe 1946, si sa praticamente tutto. Della New Hollywood è stato autore piuttosto defilato solo perché comincia prima come critico cinematografico sotto l'ala protettiva di Pauline Kael, poi come sceneggiatore, sempre un passo indietro rispetto a registi come Pollack e Scorsese (ma anche John Milius, suo primo produttore). Formazione rigidamente calvinista, appassionato cultore di Dreyer, Bresson, Ozu e Renoir, Schrader ha una considerazione quasi mistica della cinefilia. Vede la settima arte non tanto come espressione del mondo ma come panacea salvifica, anche per se stesso. Per salvarsi dall'alcolismo scrive Taxi Driver, per elaborare il proprio complicato rapporto con il padre e il calvinismo realizza Hardcore (1978). Quando si rende conto che il cinema è una forma di rappresentazione della realtà e del suo "senso" ormai sconfitta, ne mette in scena la decadenza (Auto Focus, 2002) e infine la definitiva morte (The Canyons, 2013). Scritto da Bret Easton Ellis, The Canyons è un film di respingente algidità, dove molte delle figure tipiche dello scrittore si dibattono in superficie, avvinte all'effimero, risucchiate nel grande nulla di rapporti personali e sociali basati su prevaricazione e mistificazione. Schrader asseconda i paradigmi di Ellis e individua nella doppia vacuità tecnologica (cellulari, internet, applicazioni varie) e umana la fine del cinema inteso come ultima possibilità "narrativa" dell'umanesimo. Continua »

   

Il regista presenterà il nuovo film alla Mostra del Cinema.

Paul Schrader Presidente di Giuria della sezione Orizzonti

mercoledì 5 giugno 2013 - Chiara Renda da NEWS

Paul Schrader Presidente di Giuria della sezione Orizzonti Sarà il regista e sceneggiatore americano Paul Schrader (sue le sceneggiature di Taxi Driver e Toro scatenato) il Presidente di Giuria della sezione Orizzonti alla 70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (in programma dal 28 agosto al 7 settembre 2013), che assegnerà il Premio Orizzonti per il miglior film e gli altri premi ufficiali. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera: "Schrader ha praticato con continuità l'esercizio dell'intelligenza al servizio del cinema e della sua costante necessità di rinnovarsi. In virtù del suo riconosciuto interesse per le personali forme di espressione cinematografica, potrà contribuire in maniera significativa a valorizzare la funzione specifica di una sezione come Orizzonti, attenta ai nuovi autori e alla ricerca di nuovi linguaggi, capaci di indicare prospettive inedite per il cinema contemporaneo". Continua »

   

   
   
   


Nine Men From Now

Un neo-meta western
Regia di Paul Schrader. Genere Western, produzione USA, 2020.
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