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venerdì 25 settembre 2020

Articoli e news William Friedkin

85 anni, 29 Agosto 1935 (Vergine), Chicago (Illinois - USA)

Il film, in concorso, tra i più applauditi dall'inizio della Mostra.

Killer Joe, ecco la cenerentola secondo Friedkin

Killer Joe, ecco la cenerentola secondo Friedkin «Un trionfo», «IL film», «Meriterebbe una sezione a parte». A giudicare dai commenti entusiasti della stampa all’uscita dalla proiezione mattutina, Killer Joe di William Friedkin, in concorso oggi alla Mostra, ha ricevuto l’accoglienza più calorosa e beneaugurante del festival. Applauso lunghissimo, con tanto di urletti entusiasti, per una pellicola violenta e politicamente scorretta, con Matthew McConaughey nel ruolo di un assassino psicopatico che, secondo i rumors più caldi del Lido, l’avrebbe già lanciato in vetta alla rosa dei papabili per la Coppa Volpi. Ispirato a una pièce del premio Pulitzer Tracy Letts, il film è stato presentato oggi da un Friedkin più che su di giri, che accompagnato dallo sceneggiatore Tracy Letts, dal produttore Nicolas Chartier e dall’attore Emile Hirsch, sembrava voler fare le prove generali per il discorso del Leone. Continua »

Il regista riceverà a Venezia 70 il Leone d'oro alla carriera.

La politica degli autori: William Friedkin

mercoledì 28 agosto 2013 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: William Friedkin Giovedì 29 agosto William Friedkin riceve alla Mostra del Cinema di Venezia il Leone d'oro alla carriera. Lo stesso giorno viene proiettato Il salario della paura (Sorcerer, 1977) il film più sfortunato della sua carriera. Impresa costosissima, finto remake del capolavoro di Clouzot Vite vendute (1953) in realtà solo ispirato allo stesso libro, "Il salario della paura" di Georges Arnaud. Storia di tre gaglioffi che senza più nulla da perdere accettano di trasportare un carico di esplosivo su camion fatiscenti (uno si chiama appunto Sorcerer "stregone") in una impervia regione del centro America. Una produzione costosissima all'epoca ignorata da pubblico e critica. A torto, perché è un grande film. Ma conviene fare un passo indietro. Bill Friedkin, classe 1935, cresce a Chicago da famiglia di origine russa e religione ebraica. Lo zio è un personaggio chiave, perché si muove disinvolto nell'underground criminale della città. E il nipote impara a riconoscere le guardie e i ladri di un mondo nascosto soprattutto a chi non lo sa guardare. Gavetta in Tv e prima regia per un documentario che fa discutere: The People Vs. Paul Crump. Crump è un nero condannato a morte per omicidio, il film crea un movimento di opinione che spinge il governatore a commutare la pena. Friedkin all'epoca milita apertamente nel campo liberal progressista, anche se il suo primo grande film, Il braccio violento della legge, viene addirittura additato come "fascista". Solo perché Popeye, lo sbirro protagonista interpretato da un Gene Hackman immenso, sguazza nel marciume sporcandosi compiaciuto, ben oltre i limiti della legge. Colpo geniale del regista è la definizione del cattivo, il narcotrafficante Fernando Rey, ben più elegante e "rassicurante" del buono. Continua »

   

Killer Joe e lo psicodramma d'America.

Ritratto di famiglia in un interno

domenica 14 ottobre 2012 - Roy Menarini da APPROFONDIMENTI

Ritratto di famiglia in un interno La tentazione autoriale, di fronte all'ultimo film di William Friedkin, è fortissima. E come potrebbe non esserlo, avendo a che fare con il regista che ha rivoluzionato il poliziesco (Il braccio violento della legge), l'horror (L'esorcista) e trasformato i limiti del visibile nel thriller (Cruising)? Eppure, stavolta, la responsabilità artistica di Friedkin va quanto meno suddivisa con Traci Letts, autrice teatrale che - come nel recente Bug - ha costruito per il maestro della New Hollywood un testo semplicemente formidabile, crudele come pochi e al tempo stesso venato di un'ironia paradossale.
Se dovessimo utilizzare gli strumenti dell'analisi del film, potremmo affermare senza tema di smentita che i primi dieci minuti di Killer Joe dovrebbero essere studiati nelle università. Attraverso pochi dialoghi e stacchi di montaggio volutamente secchi e brutali, lo spettatore viene scaraventato all'interno di una famiglia texana dove ogni orizzonte morale è scomparso, le idee più indicibili vengono esposte e analizzate come fossero argomenti di normale conversazione, e i personaggi in scena sono esplorati nelle loro caratteristiche più ciniche e insopportabili. Non contenti, però, Friedkin e Letts - man mano che il film avanza - compiono un gesto ancora più intelligente. Cominciano, cioè, a separare due "mali" differenti, quello di un nucleo famigliare eroso e ignorante, in cui la mancanza di cultura e di prospettive porta a scelte rovinose; e quello di un angelo sterminatore, un poliziotto killer, la cui psicopatologia ha origini molto più profonde e fa parte di quella galleria di assassini malati che il regista americano ha più volte affrontato nel corso della sua carriera. Continua »

   

Il Festival Svizzero onorerà il regista con un premio alla carriera.

William Friedkin verrà festeggiato a Locarno

venerdì 26 giugno 2009 - Marlen Vazzoler da NEWS

William Friedkin verrà festeggiato a Locarno Alla 62° edizione del Locarno Film Festival che si terrà dal 5 al 15 agosto, il regista americano William Friedkin riceverà il Pardo d'onore alla carriera.
Negli ultimi quarant'anni Friedkin ha diretto diciotto pellicole tra cui dei classici come L'esorcista o Il braccio violento della legge o il cult Vivere e morire a Los Angeles, che è stato apprezzato dal direttore artistico del Festival, Frederic Maire “Dall’azione all’horror, dal giallo al film fantastico, William Friedkin ha rivoluzionato il cinema di genere dal cuore stesso del sistema hollywoodiano. Dopo 40 anni di carriera, questo regista virtuoso e perfezionista conquista ancora il pubblico grazie al suo linguaggio spettacolare e fortemente ancorato alla realtà, e al suo universo cupo, specchio dei mali della nostra società”.
La pellicola verrà proiettata a Locarno nella Piazza Grande, lo spazio all'aperto più grande d'Europa che può ospitare 8500 persone. Il regista terrà un master class aperto al pubblico nell’ambito dello Spazio Cinema dedicato alla scoperta dei nuovi autori internazionali e alla celebrazione del cinema indipendente.

   

   
   
   


Fellini degli spiriti

Il mondo non visto di Federico Fellini
Data uscita: 31/08/2020
Regia di Selma Dell'Olio. Genere Documentario, produzione Italia, 2020.

Il film documentario che racconta per la prima volta "Il mondo non visto" di Federico Fellini, quello spirituale, esoterico, psicoanalitico e soprannaturale.
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