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venerdì 7 agosto 2020

Articoli e news Kathryn Bigelow

68 anni, 27 Novembre 1951 (Sagittario), San Carlos (California - USA)

Il cinema 'macho' di una regista con gli attributi.

La politica degli autori: Kathryn Bigelow

mercoledì 6 febbraio 2013 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Kathryn Bigelow Il più superficiale commento possibile nei confronti di Kathryn Bigelow è quello di «regista con gli attributi». Benché fatto spesso da (giornaliste) donne, è il massimo del maschilismo perché presuppone il modello "macho" come unico possibile per un cinema come il suo. Quasi sempre declinato seguendo le regole dell'action e dei generi (dal biker movie dell'esordio, The Loveless, 1981, all'horror e al war movie) e quindi, secondo una definizione comoda, "virile". La situazione è molto più complessa. Ogni singolo film dell'autrice fa storia a sé, e anche formalmente tra Il buio s'avvicina (1987), The Hurt Locker (2008) e Zero Dark Thirty, nelle sale dal 7 gennaio, ci sono significative differenze. Tuttavia è ricorrente una tipologia di sguardo totalmente femminile. Anche a livello di caratterizzazione: a seguire e spesso modificare storie di uomini sono soprattutto (se non sempre) donne. Dalla giovane Marin Kanter di The Loveless, attratta fisicamente dal motociclista Willem Dafoe dal quale si lascia sedurre per ribellarsi al sistema di valori gretti (e machisti) del padre; alla Jenny Wright vampira di Il buio si avvicina, unica figura del film a mantenere un legame carnale con i due mondi, quello fantastico della gang di creature della notte e quello umano dell'amante-preda Adrian Pasdar. Anche la magnifica Lori Petty di Point Break - Punto di rottura (1991) è sguardo critico e razionale nei confronti di un gruppo dominato da due maschi alpha (Patrick Swayze e Keanu Reeves), per cui fa testo la sua tranciante battuta: «c'è troppo testosterone nell'aria». Continua »

   

Con The Hurt Locker Kathryn Bigelow raggiunge il punto di non ritorno del suo fare cinema.

Kathryn Bigelow: il cinema d'azione sottratto al dominio maschile

lunedì 13 ottobre 2008 - Giancarlo Zappoli da APPROFONDIMENTI

Kathryn Bigelow: il cinema d'azione sottratto al dominio maschile Ero sempre molto sola. Penso che avesse a che fare con l'essere alta due metri e mezzo. Ci sono nata con quest'altezza! Mi sentivo socialmente esclusa e diventavo timida. Ho imparato a osservare. L'arte è stato uno straordinario modo di crearmi uno spazio tutto mio, in cui non venivo ostracizzata e non ero una voyeur"
Kathryn Bigelow

"Fuori da questa scuola dovrai avere gli occhi anche dietro la testa"
L'istruttore a Megan Turner in Blue Steel

È tra questi due interventi (una dichiarazione e una battuta di sceneggiatura) che si può collocare l'universo cinematografico di Kathryn Bigelow. L'arte come occasione di elevazione di uno sguardo da osservazione introversa della realtà a sua rilettura capace di 'avere gli occhi dietro la testa' per poter meglio cogliere l'ambiguità dell'esistere. Tutto ciò con una capacità di messa in scena in grado di coniugare la profondità dell'analisi psicologica con il meglio di un cinema di azione reinventato e sottratto al dominio maschile. "Ci sarà, speriamo, un tempo in cui il sesso di un regista non sarà più rilevante. A me non piace utilizzare ciò che solitamente è inteso come femminile e renderlo ovvio nei film. È per questo stesso motivo che i miei film non sono in qualche modo associabili al sesso, cioè al fatto di essere girati da un uomo o da una donna. Secondo me si deve pensare ai cineasti come a persone che danno alle loro immagini qualcosa in cui c'è il portato delle loro esperienze, delle loro impressioni, a prescindere dal loro sesso".

'Questa città ha dei problemi, ma il cambiamento sta arrivando'. Lorenzo Venturini interpreta la recensione di Paola Casella.

Detroit, la video recensione

mercoledì 22 novembre 2017 - a cura della redazione da VIDEO RECENSIONE

Detroit, la video recensione Nel 1967, in piena epoca di battaglie per i diritti civili da parte degli afroamericani (Martin Luther King sarebbe stato ucciso nel '68 sul balcone del Lorraine Motel di Memphis), nel ghetto nero di Detroit ebbe luogo una rivolta scatenata da una retata della polizia in un bar dove si vendevano alcolici senza permesso. Il governatore del Michigan inviò la Guardia Nazionale a sedare la rivolta, e il presidente Lyndon Johnson gli fece dare man forte dall'esercito. L'episodio paradigmatico di quel tumulto fu il sequestro di un gruppetto di giovani uomini neri e di due ragazze bianche all'interno del Motel Algiers: un episodio di brutalità da parte della polizia (con il fiancheggiamento di alcuni militari) che è una ferita nella coscienza dell'America. "Kathryn Bigelow come sempre si muove in piena autonomia espressiva con una regia muscolare, ma manca il bersaglio sulla rilevanza storica e sociale". Dalla recensione di Paola Casella, MYmovies.it 'Questa città ha dei problemi, ma il cambiamento sta arrivando'. In occasione dell'uscita al cinema di Detroit, Lorenzo Venturini interpreta la recensione di Paola Casella.

   

   
   
   


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