Dizionari del cinema
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
lunedì 21 settembre 2020

Articoli e news Daniele Vicari

53 anni, 26 Febbraio 1967 (Pesci), Rieti (Italia)

L'intervista al cast del noir L'erede di Michael Zampino.

Appennini dark, anche l'Italia gira in nero

Appennini dark, anche l'Italia gira in nero Un thriller all’italiana, girato sugli Appennini da un regista italo francese e interpretato da una squadra di attori che più varia non si può: una brava signora del teatro che al cinema aveva quasi rinunciato, una giovane acrobata da circo, il volto simbolo della Roma criminale (per fiction) e un coniglio meticcio, Vasco, con tanto di addestratore al seguito. Opera prima di Michael Zampino, scritto a quattro mani con il blasonato Ugo Chiti, L’erede sarà dall’8 luglio in venti sale per dimostrare che il cinema di genere, anche quello più oscuro, nel nostro paese non è morto. Distribuito a quasi tre anni dalle riprese, costato 700.000 euro e realizzato con la collaborazione del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Marche e della Provincia di Macerata, ne L’erede recitano l’allieva di Strehler Guia Jelo, la trapezista Tresy Taddei Takimiri e il Dandi Alessandro Roja, per la prima volta alle prese con il vero cinema indipendente. E cioè: per un mese chiusi in un albergo nascosto tra i monti, «con il primo giornalaio a 40 minuti di passeggiata nel bosco», esposti alle intemperie senza l’agio dei ricchi camerini alla Romanzo Criminale, alle prese con una storia in bilico tra thriller e horror noir ma soprattutto senza avere la certezza, fino all’ultimo ciak, di vedere il film, un giorno, in sala.



   

Intervista esclusiva a Daniele Vicari, autore del Passato è una terra straniera.

La possibilità di un'isola

La possibilità di un'isola Non è mai possibile dominare l'intenzione dell'autore, per questa ragione gioverebbe un dialogo con lui e il coinvolgimento del critico in prima persona, non nel senso di un ingiustificato narcisismo che persegue nel film la rappresentazione di sé ma in quella di una coraggiosa ricerca personale. Il ruolo della critica dovrebbe produrre testi "utili", aggiungere un significato ulteriore al film senza compromettere quello originale. Per questa ragione abbiamo incontrato Daniele Vicari in un luogo meno frequentato di una recensione e ci siamo confrontati sulla sua ultima opera, Il passato è una terra straniera. L'intervista all'autore di Velocità Massima e dell'Orizzonte degli eventi non colleziona aneddoti ma esprime un'idea di critica e un'idea di cinema. È un'isola possibile che raccoglie osservazioni utili e illuminanti sul metodo di lavoro e sulla poetica di Daniele Vicari. Per critico e artista si è trattato di prodursi e di "esibirsi", accettando la rischiosa controparte: essere analizzati, commentati, criticati e contestati.

Il nuovo film di Daniele Vicari al Festival del Cinema di Roma.

Il passato è una terra straniera, un inusuale thriller di formazione

Il passato è una terra straniera, un inusuale thriller di formazione Ancora un film di genere per il Festival del Film di Roma ma questa volta insospettabilmente italiano. È infatti lo stesso Vicari che ha definito il suo Il passato è una terra straniera come film di genere, anche se non crede molto nell'utilità di tale definizione: "I generi ormai si mescolano in maniera inestricabile, le denominazioni thriller psicologico o romanzo di formazione sono definizioni di comodo utili a discutere".
E la discussione c'è stata come avviene ogni qualvolta un film italiano tenta di avventurarsi nel territorio del thriller e del poliziesco senza guardare ai modelli americani più scontati e nemmeno a quelli nostrani.
Con dietro le spalle l'omonimo libro di Gianrico Carofiglio (di cui hanno ammesso tutti è stata usata solo una parte) Daniele Vicari ha orchestrato assieme ai suoi sceneggiatori una storia dall'impianto molto simile a quello di un altro suo film Velocità massima: due uomini che collaborano "professionalmente" nel cui rapporto si inseriscono anche i legami personali che stringono con altre persone.

Un regista che sa passare dal documentario al film a soggetto.

La politica degli autori: Daniele Vicari

martedì 10 aprile 2012 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Daniele Vicari Daniele Vicari, classe 1967, appartiene a quel gruppo di registi capaci di passare senza soluzione di continuità dal documentario al film a soggetto. Come Davide Ferrario, Mimmo Calopresti, Francesca Comencini, Guido Chiesa... Con il primo, Ferrario, condivide il passato da critico cinematografico; con il quarto, Chiesa, realizza nel 1999 un film importante e attuale: Non mi basta mai. Ricognizione di un'epoca, l'autunno caldo del 1980 quando la marcia di 40 mila "quadri" della Fiat a Torino spezzò le reni al movimento operaio; e delle conseguenze su chi era impegnato nelle lotte sindacali. Cinque operai di allora raccontati oggi: cosa hanno fatto e cosa hanno preservato di quelle utopie. Bello, limpido. Manifesto di un metodo preciso: mostrare un affresco sociale per poi ritagliare piccole storie, però esemplari.

   

   
   
   


prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
martedì 22 settembre
L'hotel degli amori smarriti
giovedì 10 settembre
La mia banda suona il pop
mercoledì 9 settembre
Fantasy Island
martedì 8 settembre
Doppio sospetto
mercoledì 2 settembre
Villetta con ospiti
giovedì 27 agosto
Dopo il matrimonio
mercoledì 26 agosto
Qua la zampa 2 - Un amico è per se...
giovedì 6 agosto
Last Christmas
Georgetown
Queen & Slim
mercoledì 5 agosto
Alice e il sindaco
Altri prossimamente » Altri film al cinema » Altri film in dvd » Altri film in tv »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2020 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità