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domenica 20 settembre 2020

Articoli e news Paul Greengrass

65 anni, 13 Agosto 1955 (Leone), Cheam (Gran Bretagna)

L'attore e il regista Patrick Vollrath raccontano a MYmovies il loro ambizioso progetto, un thriller adrenalinico interamente ambientato in una cabina d'aereo. Ora disponibile su Amazon Prime Video.

7500, Joseph Gordon-Levitt: źŔ il film giusto per gli spettatori che cercano emozioni forti╗

giovedý 18 giugno 2020 - Andrea Fornasiero da PRIME VIDEO

7500, Joseph Gordon-Levitt: źŔ il film giusto per gli spettatori che cercano emozioni forti╗ Una cabina d'aereo, due piloti, un trio di terroristi dall'altra parte della porta. Una ricetta semplice e inesorabile quella di 7500, esordio nel lungometraggio del regista tedesco Patrick Vollrath, che con il proprio progetto ha conquistato Joseph Gordon-Levitt.

L'attore non recitava davanti a una macchina da presa dal 2016 e ha fatto di 7500 il film del suo ritorno al cinema: «Mi sono preso qualche anno di distanza dalla recitazione quando ho avuto i miei figli e ci tenevo che il film del mio ritorno fosse una sfida creativa e non una mossa per la mia la carriera. Cercavo qualcosa di artistico che mi riportasse a quello che amo di questo lavoro e 7500 mi ha messo davvero alla prova, è stato diverso da tutto quello che avevo fatto prima».
 

«Amo lavorare con registi esordienti, come ho fatto con Rian Johnson e Marc Webb, e sono molto contento di essere nel primo lungometraggio di Patrick: il suo approccio non convenzionale è stato del tutto rivolto a immergere noi attori nella situazione del film, nel modo più realistico possibile».
«Patrick ha tolto di torno la gran parte dei tecnicismi che si incontrano su un set cinematografico e ha lasciato che le riprese andassero avanti per 20, 30 e persino 40 minuti. Inoltre era tutto ripreso in camera a mano, quindi era l'operatore a trovare gli attori, non dovevamo stare attenti a posizionarci sui punti previsti né nulla del genere: potevamo semplicemente essere lì. Come attore ho cercato per tutta la vita di trovare le emozioni più vere e oneste possibili e questo approccio è stato davvero affascinante, anche se pure molto difficile, perché si tratta di una storia estrema. Patrick mi ha permesso di lavorare in modo libero, senza distrazioni, e ho potuto semplicemente essere nel personaggio. È stata dura ma anche molto soddisfacente per me come artista e credo che lo sarà anche per il pubblico. Soprattutto per gli spettatori che cercano un film ambizioso, capace di metterli alla prova e di dare emozioni forti».

L'attore poi ha parlato anche dello spazio chiuso in cui il film è confinato, interamente girato dentro la cabina di pilotaggio: «Credo che la claustrofobia sia una grande metafora, perché tutto il nostro mondo diventa claustrofobico, è sempre più piccolo, siamo più ravvicinati e connessi, anche tra culture diverse. È una bella cosa ma porta anche alla tensione: la gente esprime pregiudizi, tende a etichettare gli altri, a semplificare le cose, persino a de-umanizzare le altre persone. 7500 è un microcosmo dove le persone sono intrappolate in uno spazio con gli altri senza via d'uscita, così come noi esseri umani non possiamo fare altro che stare sulla Terra e siamo tutti qui insieme. I personaggi devono trovare un modo di coesistere nonostante i loro pregiudizi e credo che questa sensazione di claustrofobia riguardi tutta la razza umana e renda il film molto attuale e importante».

Il regista Patrick Vollrath ha quindi spiegato la genesi del progetto e le sue influenze: «L'idea iniziale non era l'invasione di uno spazio, ma semplicemente avevo visto Locke con Tom Hardy, interamente ambientato nell'abitacolo di un'auto e ho deciso che volevo fare un film in una sola stanza. Così ho pensato a quale ambiente sarebbe stato interessante e mi è venuta l'idea della cabina di un aereo. Era il 2016 quando iniziato a pensarci seriamente, inoltre a quel tempo si parlava molto dell'ISIS e dei giovani combattenti che partivano per la Siria, così volevo raccontare qualcosa del genere e le due idee hanno finito per fondersi. Naturalmente avevo bene in testa anche i film di Paul Greengrass, come United 93 e Captain Phillips, e infatti lo ringraziato nei titoli di coda perché ha accettato di discutere con me del mio progetto».

Ha poi aggiunto di aver cambiato un elemento della storia quando Joseph Gordon-Levitt è stato scritturato: «Il personaggio inizialmente non era un padre, ma ho pensato che alzasse la posta in gioco e che sarebbe stato anche più realistico per Joseph».
L'incontro è stata anche occasione per ricordare il decennale di Inception con l'attore e in particolare la sbalorditiva sequenza nel corridoio rotante: «In quel set piece ci siamo divertiti moltissimo, anche se fu fisicamente faticoso. Amo Inception e film di intrattenimento che divertono e sorprendono con lo spettacolo. Anche Nolan, come Patrick, è partito con film artistici e più piccoli, entrambi affrontano il lavoro con rigore e onestà e molta concentrazione sugli attori».

E non poteva mancare una battuta del regista sulle speranze per la riapertura delle sale cinematografiche: «Sono a Vienna e qui i cinema stanno riaprendo e ho davvero voglia di tornare in sala, non mi interessa nemmeno a vedere cosa a essere sinceri. Credo che sia lo stesso in ogni Paese, tutti aspettiamo il nuovo film di Nolan. Certo lo streaming ci ha aiutato in questa fase, ma spero che tutti abbiano la mia stessa voglia di tornare a vedere film su grande schermo».

Infine, prima di salutarci, Joseph Gordon-Levitt ci ha detto quale sarà il suo prossimo progetto: «Sto lavorando a una serie per Apple anche come regista, si intitola Wingmen. È da Don Jon del 2013 che non scrivo e dirigo, ci ho messo un po' a trovare l'idea giusta».


   

Il regista Paul Greengrass racconta l'umanitÓ del personaggio creato da Robert Ludlum.

Jason Bourne, un uomo 'normale'

mercoledý 24 agosto 2016 - a cura della redazione da VIDEO

Jason Bourne, un uomo 'normale'

Paul Greengrass utilizza la prospettiva di un sopravvissuto per descrivere il percorso che la Norvegia ha fatto per superare la strage di Utoya. Dal 10 ottobre su Netflix.

22 luglio, il trailer italiano del film in Concorso a Venezia 75

martedý 4 settembre 2018 - a cura della redazione da NETFLIX

22 luglio, il trailer italiano del film in Concorso a Venezia 75 Il regista candidato all'Oscar Paul Greengrass narra la storia vera di quanto Ŕ successo dopo il sanguinoso attacco terroristico in Norvegia. Il 22 luglio 2011 rimasero uccise 77 persone quando un estremista di estrema destra fece esplodere un'auto bomba a Oslo prima di compiere un eccidio in un campo politico per adolescenti. 22 luglio utilizza la prospettiva del viaggio fisico ed emotivo di un sopravvissuto per descrivere il percorso che il Paese ha fatto verso la guarigione e la riconciliazione. Scritto e diretto da Paul Greengrass, 22 luglio Ŕ tratto dal libro "Uno di noi: la storia di Anders Breivik" di ┼sne Seierstad. Il film Ŕ prodotto da Scott Rudin, Paul Greengrass, Gregory Goodman e Eli Bush, e interpretato da Anders Danielsen Lie, Jon ěigarden, Jonas Strand Gravli, Maria Bock, Thorbj°rn Harr, Ola G. Furuseth, Seda Witt e Isak Bakli Aglen.

In Concorso alla 75. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, 22 luglio uscirÓ a livello mondiale mercoledý 10 ottobre su Netflix.

   

L'incredibile storia di come Hollywood cambi˛ la Seconda Guerra Mondiale, e di come la Seconda Guerra Mondiale cambi˛ Hollywood. Su Netflix dal 31 marzo.

Five Came Back, trailer e poster della docu-serie

martedý 28 febbraio 2017 - a cura della redazione da NETFLIX

Five Came Back, trailer e poster della docu-serie Tratto dal best-seller di Mark Harris "Five Came Back: una storia di Hollywood e della Seconda Guerra Mondiale", la docu-serie in tre parti di Netflix Five Came Back racconta l'incredibile storia di come Hollywood ha cambiato la Seconda Guerra Mondiale, e di come la Seconda Guerra Mondiale ha cambiato Hollywood. Su Netflix dal prossimo 31 marzo, il documentario narra le esperienze dei registi leggendari che andarono in guerra per servire il proprio Paese e che raccontarono la veritÓ agli americani: John Ford, William Wyler, John Huston, Frank Capra e George Stevens. Diretta da Laurent Bouzereau, scritta da Mark Harris e narrata dalla voce di Meryl Streep, Five Came Back comprende interviste di Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, Guillermo Del Toro, Paul Greengrass e Lawrence Kasdan.

   
   
   


News of the World

In giro per il selvaggio West
Regia di Paul Greengrass. Genere Drammatico, produzione USA, 2020.

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