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giovedì 24 settembre 2020

Articoli e news David O. Russell

62 anni, 20 Agosto 1958 (Leone), New York City (New York - USA)

Il regista David O. Russell racconta come ha piegato una storia vera.

Quello che gli spettatori devono provare dopo un film

Quello che gli spettatori devono provare dopo un film Ha cambiato vita davvero David O. Russell, realizzava film di medio successo fino al 2004 poi la sua esistenza ha preso la piega peggiore e dopo 6 anni lontani dal set ha scritto la sceneggiatura di Il lato positivo per Sidney Pollack, la cui morte ha bloccato il progetto per molto. È stato necessario infatti girare The Fighter perchè potesse fare in proprio Il lato positivo e ora American Hustle - L'apparenza inganna. Gli unici tre film della sua filmografia che per lui contino davvero, quelli usciti dalla sua rinascita personale: "Non c'è altro che mi interessi in una storia al momento".

   

La protagonista Jennifer Lawrence, fresca di Golden Globe, è in corsa per gli Oscar. Ma chi è il regista David O. Russell? Ha litigato con Dustin Hoffman e picchiato George Clooney, è 'the fighter', un cineasta impegnato e di carattere. Dal 28 gennaio al cinema.

Joy Revolution

Joy Revolution Nel 2010 David Owen Russell, classe 1958, dirige un film intitolato The Fighter, storia problematica di due fratelli pugili rispettivamente interpretati da Mark Wahlberg e Christian Bale. Un certo successo soprattutto di critica, per via della visione di un'America disperata, desolata, ripresa a poca distanza dallo scoppio della grande crisi economica.
Nel tormentato rapporto tra i due fratelli "combattenti", nel diverso approccio alla vita e alla lotta, anche una messa in discussione della tipica capacità di "resilienza" dell'americano medio, qui ridotto in miseria.
Forse più interessante che bello, ma se partiamo da questo film e non da altri di Russell è per rimarcare come spesso i colleghi, e soprattutto gli attori, chiamino lui "the fighter", in virtù del carattere non troppo accomodante, specie sul set. Secondo una leggenda, mentre girava Three Kings (1999) si picchiò con il protagonista George Clooney stufo di sentir volare insulti indirizzati ora ai tecnici, ora al cast. Gentilezza e remissività non sono criteri richiesti a un regista, e di sicuro Russell appartiene alla schiatta dei cineasti impegnati e di carattere, non un semplice "shooter", il professionista che obbedisce alla star o al produttore, e morta lì. Un curriculum in questo senso evidente. Si laurea con una tesi sull'intervento statunitense nel Cile di Allende e finisce a fare l'insegnante in Nicaragua con i sandinisti. Più che la biografia di un filmmaker sembra quella di un personaggio di "Il potere del cane" di Don Wislow... Poi, com'è come non è, dopo Three Kings, war movie surreale ambientato nell'Iraq in pieno conflitto, notevole successo di pubblico in patria, e con l'eccezione del già citato The Fighter, Russell cambia radicalmente percorso abbracciando la commedia. Capita ad esempio con I Heart Huckabees - Le strane coincidenze della vita (2004), piuttosto trascurabile, durante la lavorazione del quale, non avendo perso il vizio, litiga con Dustin Hoffman.

Ma è soprattutto Il lato positivo - Silver Linings Playbook (2012) a convincere e a consolidare il suo talento di regista brillante. Storia di un tizio bipolare interpretato da Bradley Cooper che conosce una giovane vedova forse più svitata di lui. Nonostante le avversità, finiranno per amarsi, dopo aver partecipato a un ballo quasi fiabesco. Lei è Jennifer Lawrence, premiata con l'Oscar, ma va detto che la vicenda di queste due anime perse è meno interessante dei tipi di contorno, specie la famiglia di lui, con papà Robert De Niro a scommettere su tutto e mamma Jacki Weaver giustamente apprensiva. Danno quel colore sullo sfondo che fa tanto commedia hollywoodiana vecchio stile. Nulla di trascendentale, sia chiaro, ma un film garbato e divertente, con una sua originalità. Premiato dal pubblico anche in Italia.

Non mi annovero invece tra i fan di American Hustle - L'apparenza inganna (2013), ambientato negli anni '70 in piena campagna anticorruzione del Congresso Usa, condotta dall'Fbi con l'aiuto di due noti truffatori. Affidandosi alla capacità mimetica, anche un po' sopra le righe, dei "suoi" attori (Christian Bale, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence) Russell sembra uno Scorsese "vorrei ma non posso", e tuttavia il film piace alla critica. Nonostante dieci nomination agli Oscar però non ne vince neanche uno. Andrà meglio con Joy? A correre per la più ambita delle statuette è ancora una volta Jennifer Lawrence, nominata come migliore attrice per la sua prova nei panni di Joy Mangano, donna e madre di due bambini, divorziata, che ha una grande intuizione e inventa una scopa destinata a rivoluzionare, semplificandolo, il modo di lavare i pavimenti (tipo mocio). Da giovedì 28 gennaio nelle sale.

Esce in sala The Fighter e rilancia la boxe al cinema.

Fratelli sul ring

lunedì 28 febbraio 2011 - Marzia Gandolfi da APPROFONDIMENTI

Fratelli sul ring Rocco e i suoi fratelli
Ispirato alla vita privata e sportiva di Micky Ward, pugile americano di origine irlandese, The Fighter ripropone nel quadrato e sullo schermo il paradigma passione e resurrezione, recuperando alla memoria un pugno di grandi film sulla boxe. Micky Ward e il suo fratellastro Dicky Eklund, interpretati credibilmente da Mark Wahlberg e Christian Bale, proseguono idealmente le storie violente, problematiche e resistenti dei Rocco e i Rocky, cenerentole che hanno affollato la boxe cinematografica trovando la favola dell’integrazione americana o il sacrificio per l’onore. Il film di David O. Russell non rinnova certo il genere e limita a ricalcare l’intreccio narrativo del pugile di modeste condizioni sociali sprofondato nella periferia, dove conduce una vita squallida e sogna l’occasione della sua vita, il colorato protagonismo degli avversari, la sottovalutazione del bravo ragazzo, la fidanzata che capisce tutto e diventa ideale rifugio del campione, l’allenatore che capisce più della fidanzata, crede nelle buone qualità del suo pugile e custodisce la soluzione per la vittoria. Nondimeno, a fronte di consumati espedienti retorici e di nutriti stereotipi, The Fighter trova due attori combattenti che picchiano duro e incassano come si deve, fagocitando da campioni il film, infilandosi i guantoni, acquistando il gesto tecnico, respirando il pathos della sfida e il senso tutto della boxe. Se Robert De Niro era ingrassato secondo leggenda di trenta chili per diventare il “toro del Bronx” nel bianco e nero di Martin Scorsese, Christian Bale ne perde almeno quindici per interpretare il fratello fatto di crack e sconfitta di Wahlberg. Il suo Dicky, prossimo al Simone viscontiano di Renato Salvatori, è un ‘povero cristo’ che la vita ha picchiato duro e che fatica a rialzarsi. Il riscatto per Dicky sarà dolce ma indiretto perché realizzato sul ring dal fratello, campione dei pesi leggeri nell’America degli anni zero. Dicky è un loser irriducibile ed esibizionista, il perdente antipatico a tutti e per cui nessuno ha mai scritto il lieto fine.

Micky e suo fratello
La storia di Micky è al contrario a lieto fine e diretta come i sui diretti. Fratello minore e buono di Dicky, non ha mai commesso un furto ne è mai stato una notte in riformatorio. Micky è un pugile di potenza e aggressività che si fa notare senza clamore da un manager tassinaro dall’occhio lungo. Diversamente dal fratello, Micky incanala la carica di violenza e la indirizza verso un esito costruttivo, al progressivo aumento delle dimensioni del suo nome sui cartelloni e suoi titoli dei giornali. Al bostoniano Mark Wahlberg, nato nel quartiere irlandese di Dorchester, bagnato dal Mystic River e battuto dalla letteratura di Dennis Lehane, spetta il ruolo del “bravo ragazzo”. Lui che ha una fisicità da “dritto” che ha resistito ad un’adolescenza di eccessi e violenza, lui che ha un corpo-luogo di fascino infernale, sprofondato nella piaga delle proprie personali ambiguità, proprio a lui David O. Russell affida il destino di Micky, pugile professionista, vessato dalla madre e da troppe sorelle. Se il film del regista newyorkese fallisce l’occasione di indagine sociologica, la presenza dell’attore di origine irlandese come il suo (reale) protagonista garantisce alla sua performance grande autenticità. Ex bad-boy condannato al carcere e alla disfatta, Wahlberg ha neutralizzato il ribelle e impiegato il successo come affermazione d’identità. La sua abilità grezza e poco educata, gli errori e le debolezze in cui è incappato nel corso della vita ne fanno l’interprete ideale di combattente positivo, mettendo a tacere per il momento chi lo vuole troppo spesso armato ragazzaccio in action. Il talento naturale, tutto istinto e spontaneità, di Wahlberg, atleticamente proporzionato e bello, fa il magnifico paio con quello irrequieto e strafottente di Bale, trattenuto a stento tra sei corde. L’arroganza disperata del suo Dicky tornito dallo sfinimento si accorda con la solidità pacificata di Micky, producendo sul ring una coppia inedita e memorabile, capace, questa sì, di scardinare una tradizione di pugili ‘disincarnati’.

In esclusiva su MYmovies una clip del film di David O. Russell.

The Fighter, la rivincita sociale sul ring

mercoledì 23 febbraio 2011 - Nicoletta Dose da VIDEO

The Fighter, la rivincita sociale sul ring Il pugilato è uno sport cinematografico. A dispetto di altre attività atletiche, il grande schermo ha spesso prediletto il ring come luogo ideale di pugni, calci e colpi bassi, botte metaforiche di una vita marginale o dalla fievole speranza di rivincita. Le storie di rivalsa sociale più commoventi, alcune realmente accadute, altre inventate, si sono fissate sulla cellulosa della pellicola cinematografica proprio lottando nel quadrato dello 'square circle' (così è detto umoristicamente il tappeto del ring). Dopo la saga di Rocky (1976), il cult Toro scatenato (1980) e la versione al femminile di Million Dollar Baby (2004), arriva nelle sale il 4 marzo The Fighter (candidato all'Oscar 2011) di David O. Russell, dove i fratellastri "Irish" Micky Ward (interpretato da Mark Wahlberg che per il ruolo si è sottoposto a duri allenamenti in palestra) e Dickie Eklund (Christian Bale, molto dimagrito per l'occasione) sono i protagonisti di una vicenda drammatica dove la tossicodipendenza e la voglia di uscirne si inserisce nella relazione tra i due. Nella clip in esclusiva, il confronto tra i due fratelli, uno pronto a combattere sul ring, l'altro chiuso in prigione dopo l'ennesimo crimine commesso.

   

   
   
   


Amsterdam

Il nuovo film di David O. Russel
Regia di David O. Russell. Genere Drammatico, produzione , 2022.

Al momento non sono disponibili informazioni sulla trama.
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