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il Morandini 1929

Dizionario dei film e delle serie TV.
Dall'edizione de ilMorandini 2018, elenco aggiornato di 56 film del 1929.

ordina per: Stelle Uscita Rank Titolo     Filtri attivi: 1929 X

Cortometraggio, Francia 1929. Durata 16 Minuti.
Un film di Luis Buñuel. Con Simone Mareuil, Pierre Batcheff, Luis Buñuel, Salvador Dalí, Robert Hommet
ilMorandini 3.00
1° film di L. Buñuel, da lui prodotto (con il denaro della madre), sceneggiato (con S. Dalí) e diretto. Vi appare all'inizio come l'uomo che affila il rasoio con cui recide trasversalmente l'occhio sinistro di una donna, una delle più celebri immagini-choc del cinema, collegata con quella della luna piena. Non c'è una "trama", ma soltanto insinuazioni, associazioni mentali, allusioni; non c'è una logica, tranne quella dell'incubo; non c'è una realtà, tranne quella dell'inconscio, del sogno e del desiderio. Nato nell'ambiente parigino del surrealismo, è probabilmente il più celebre film d'avanguardia del mondo, anche se non il più significativo e importante. Molti gli preferiscono il successivo L'Âge d'or (1930). È il corrispettivo filmico del Primo Manifesto del Surrealismo (1924, ristampato da André Breton nel 1929) di cui condivide l'estetica di Lautréamont, l'influsso di Freud, la volontà rivoluzionaria di ispirazione marxiana con spunti presi da Buster Keaton e René Magritte. Il titolo incongruo deriva da Un perro andaluz , raccolta di poesie e prose di Buñuel, pubblicata nel 1927 sulla Gaceta Literaria di Madrid. Non è da escludere che abbia una connotazione polemica contro Federico García Lorca che nel 1928 aveva pubblicato Primer romancero gitano , accolto da molti con entusiastici elogi, ma non dall'amico Buñuel che gli rimproverava il "terribile estetismo". Proiettato dal giugno 1929 allo Studio des Ursulines di Parigi, tenne il cartellone per molte settimane. Nel 1960 il regista-produttore ne cedette i diritti e fu sonorizzato con musiche ( Morte di Isotta di Wagner, tanghi argentini) scelte da Buñuel. L'attore protagonista, P. Batcheff, si suicidò pochi mesi dopo la fine delle riprese.
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Documentario, Russia 1929. Durata 67 Minuti.
Un film di Dziga Vertov.
ilMorandini 4.00
Rapporto sulla giornata, dall'alba al tramonto, di un cineoperatore che gira per Mosca alla ricerca del materiale da riprendere. È il film più celebre di Denis Arkadievitch Kaufman, una delle cineopere sperimentali più significative del secolo, il film-manifesto delle teorie sul Cineocchio (Kinoglaz), realizzato dal regista con il fratello Mikhail Kaufman. Il suo protagonista: il regista; il suo assistente: l'operatore; il suo soggetto: il cinema e i suoi rapporti con la realtà, con la vita. Sequenza dopo sequenza, in anticipo di quasi mezzo secolo sui film strutturalisti degli anni '60 e '70, rivela l'artificiosità del mezzo cinematografico, distruggendo la disponibilità dello spettatore all'identificazione, alla partecipazione, all'illusione con una serie di espedienti tecnici ed espressivi: presenza del cineoperatore nell'immagine, film nel film, montaggio, trucchi, dissolvenze incrociate, ricorso all'accelerato e al rallentato, allo split-screen , alle sovrimpressioni, al movimento rovesciato... Il risultato finale è un attacco all'illusione dell'arte e all'arte come illusione. E un accanito richiamo dello spettatore a sé stesso, per scuotere il suo equilibrio passivo e toccarlo a livelli più profondi. Distribuito quando ormai Stalin aveva consolidato il proprio potere, la carica eversiva e le implicazioni antitotalitarie dell'estetica vertoviana d'avanguardia (il suo mettere in discussione la realtà, il suo appello alla liquidazione dell'illusionismo) non furono subito comprese. Pochi anni dopo, ormai codificato dall'alto il realismo socialista, Vertov fu emarginato. Versione home video di 67 minuti con pessima colonna musicale.
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Storico, USA 1929. Durata 100 Minuti.
Un film di Michael Curtiz.
ilMorandini 2.00
La storia d'amore tra Travis, soldato americano, e Mary, austriaca condannata alla fucilazione per spionaggio, s'intreccia a quella del diluvio universale dal quale si salverà solo Noè con la sua famiglia. Curtiz mescola un episodio biblico con uno moderno, più realistico e violento, seguendo l'esempio di Griffith e De Mille, ma il risultato non è all'altezza dei maestri. Un po' flebili le scene del diluvio.
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Poliziesco, Gran Bretagna 1929. Durata 95 Minuti.
Un film di Alfred Hitchcock. Con Anny Ondra, John Longden, Sara Allgood, Charles Paton, Donald Calthrop
ilMorandini 3.00
Da una pièce teatrale di Charles Bennett, sceneggiata da A. Hitchcock. Fidanzata a un ispettore di Scotland Yard, Alice White uccide con un pugnale un pittore che nel suo atelier aveva cercato di violentarla. Un delinquentello, testimone del fatto, la ricatta; braccato dalla polizia, precipita e muore. Il fidanzato le impedisce di raccontare la verità alla polizia. Il caso è chiuso. Dopo una prima versione muta, fu in gran parte rigirato col sonoro e distribuito nel giugno 1929 con grande successo. 2 mesi dopo, quasi alla chetichella, circolò nelle sale non ancora equipaggiate anche la versione muta. Dura 10 minuti in meno, ma è più intensa, svelta e meglio equilibrata. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine in cui Hitchcock sperimenta l'uso di suoni e rumori, ma non il parlato.
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Drammatico, Germania 1928. Durata 131 Minuti.
Un film di Georg Wilhelm Pabst. Con Francis Lederer, Louise Brooks, Fritz Kortner, Carl Goetz, Krafft Raschig, Michael von Newlinsky
ilMorandini 4.00
Da Lo spirito della terra (1895) e Il vaso di Pandora (1904) di Frank Wedekind. Lulu, fioraia ambulante e presunta figlia di un mendicante (Goetz), ha una relazione col ricco e cinico Peter Schön (Körtner), manda al cimitero due mariti (il nobile Goll per infarto, il pittore Schwarz per suicidio), diventa ballerina, si fa sposare da Schön che, dopo aver scoperto che suo figlio Alva (Lederer) ne è l'amante, la spinge a uccidersi, ma ne viene ucciso. Processata e assolta, Lulu fugge prima a Parigi, poi a Londra dove, ridotta a prostituirsi, è uccisa da Jack lo Squartatore (Diessl). Una delle punte alte del cinema di Pabst che diede il meglio di sé fino al '32, questo film muto fu oggetto di molte approfondite analisi e di disparate interpretazioni (Lotte Eisner, Ado Kyrou, Borde-Courtade-Buache ecc.) per il complesso equilibrio tra realismo critico, stilizzazione che evita le trappole del formalismo, immoralismo eversivo, esaltazione della sensualità, sostrato di pietà per i personaggi. Non c'è dubbio, però, che la sua forza nasca dall'incontro del talento di Pabst con la presenza magica della Brooks, ex ballerina americana. Il miracolo si ripeté pochi mesi dopo con Diario di una donna perduta . Ai due drammi di Wedekind sono ispirati un film (1919) di Arzén von Cserépy con Asta Nielsen, Lulu (1962) di Thiele con Nadja Tiller e quello (1980) di Borowczyk. Alban Berg ne trasse un'opera incompiuta di cui fu data un'esecuzione in concerto nel 1937 a Zurigo e la prima rappresentazione scenica alla Biennale di Venezia del 1949.
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Fantascienza, Germania 1929. Durata 95 Minuti.
Un film di Fritz Lang. Con Francis Lederer, Louise Brooks, Fritz Kortner, Carl Goetz, Krafft Raschig, Michael von Newlinsky
ilMorandini 2.00
Spinta dal miraggio di presunte miniere d'oro sulla Luna, a bordo di un'astronave a razzo parte una spedizione tedesca con quattro uomini e una donna (più un clandestino) a bordo. Sul satellite, dove l'atmosfera è respirabile, tutto è come quaggiù: rapacità, gelosia, miseria e grandezza dell'uomo qualunque. Peripezie, colpi di scena, due morti. Sceneggiato da Thea von Harbou (da un suo romanzo), è l'ultimo film muto di Lang. Contrariamente a Metropolis (1927), è fantascienza sgombra di richiami messianici, ma, dopo le prime sequenze sulla Terra (notevole il decollo), imbocca la strada del moralismo romanzesco, scivolando nel melenso: "è, al tirar delle somme, il meno sbrigliato e fantastico tra i film di Lang" (F. Savio), soltanto in parte riscattato da un certo gusto crepuscolare e nostalgico come se fosse, in chiave ironicamente affettuosa, un omaggio all'Ottocento, a Verne, a Georges Méliès. Tra i consulenti scientifici Herman Oberth e Willy Ley, antesignani della ricerca missilistica, il primo con Hitler e il secondo negli USA.
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Drammatico, Germania 1929. Durata 92 Minuti.
Un film di Georg Wilhelm Pabst. Con Louise Brooks, André Roanne, Josef Rovenský, Fritz Rasp, Vera Pawlowa
ilMorandini 4.00
Dal romanzo di Margarethe Böhme, adattato da Rudolf Leon e già portato sullo schermo da Richard Oswald nel 1918. Violentata e messa incinta dall'assistente del padre farmacista, che rifiuta di sposarla perché la farmacia è ipotecata, Thymiane (Maria nell'edizione italiana) è messa in una casa di correzione da cui fugge per diventare l'attrazione di un bordello finché sposa un anziano conte. Tornata nella casa di correzione come dama di carità, dice quel che pensa ai due direttori aguzzini. Ultimo dei 10 film muti di Pabst, forse il più geniale, anche più di Lulù , certamente il più sarcastico nella critica sociale. Al centro di un macchinoso intrigo, esplicitamente melodrammatico, la Brooks vi disegna un personaggio complesso e contraddittorio di taglio sadiano che si adatta con vitalità primitiva alle peripezie del suo destino. Pabst vi porta alla perfezione la sua tecnica espressiva e narrativa, basata su antitesi estreme, inquadrature morbose, scenografie suggestive sebbene nell'ultima parte ceda troppo alle seduzioni del mélo e ai compromessi di una lieta fine rassicurante.
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Storico, URSS 1929. Durata 83 Minuti.
Un film di Aleksandr Dovzhenko.
ilMorandini 4.00
Nel 1917 la guerra volge al peggio per l'esercito russo. Timoš, operaio ucraino, tornato a Kiev dal fronte, è tra i capi della lotta nella fabbrica d'armi Arsenal, centro dell'attività rivoluzionaria che viene soffocata nel sangue dalle truppe cosacche. Per la sua forza epica dagli slanci lirici nel rifiuto di una tradizionale struttura narrativa questo film muto è paragonabile a La terra (1930). L'immagine finale di Timoš che, la camicia aperta, continua ad avanzare mentre è crivellato di colpi è diventata celebre, ma sono notevoli anche altre invenzioni metaforiche: il treno che devia come una fisarmonica schiacciata, il cavallo sfiancato sul campo arido, le immagini dei grassi borghesi col monocolo.
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Drammatico, Gran Bretagna 1929. Durata 90 Minuti.
Un film di Alfred Hitchcock. Con Carl Brisson, Malcolm Keen, Anny Ondra, Randle Ayrton, Clare Greet
ilMorandini 2.50
Da un romanzo di Sir Hall Caine. Un pescatore dell'isola di Man viene dato per annegato. Quando torna a casa, scopre che la sua fidanzata sta aspettando un figlio dal suo miglior amico, un giudice. Ultimo film muto di Hitchcock che lo giudicava "molto mediocre, privo di umorismo", per forza troppo fedele a un romanzo allora famoso. Giudizio ingeneroso perché, oltre alle virtù descrittive nella rappresentazione della vita sull'isola, senza concessioni al pittoresco, c'è un'ammirevole misura nella messinscena di questo triangolare dramma inestricabile perché non s'appoggia né sulla malvagità dei personaggi (tutti e tre irreprensibili) né sull'accanimento del destino.
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Drammatico, USA 1929. Durata 93 Minuti.
Un film di Allan Dwan. Con Carl Brisson, Malcolm Keen, Anny Ondra, Randle Ayrton, Clare Greet
ilMorandini 2.50
Liberamente tratto dalla trilogia dei Tre moschettieri (1844-50) di Alexandre Dumas, è diviso in 2 parti ben distinte. Pur chiusa con la morte di Costanza per mano di Milady, la 1ª ha cadenze burlesche in linea con I tre moschettieri (1921) che Fairbanks aveva prodotto e interpretato. I quattro amiconi si danno alle gozzoviglie finché, inseguiti da un nugolo di donne inferocite, finiscono in un rigagnolo con il sedere a mollo, bersagliati da suppellettili di ogni sorta. Vent'anni dopo, la 2ª parte ha toni notturni con un'illuminazione di taglio quasi espressionista: un D'Artagnan incanutito è al servizio di Luigi XIV che viene rapito e sostituito con il fratello gemello, quello in carcere con la maschera di ferro. Lo sceneggiatore Elton Thomas (Fairbanks stesso) appare in preda all'umor nero come per sancire luttuosamente la fine del cinema muto. Dopo l'esecuzione di Milady e la morte naturale del cardinale Richelieu, nel duello conclusivo cadono Athos, Porthos, Aramis. Pugnalato a tradimento dal gemello malvagio del re, muore anche D'Artagnan. Postsincronizzato con una partitura orchestrale di Hugo Riesenfeld, è parlato in 2 scene: un prologo in versi sui titoli di testa e una breve introduzione alla 2ª parte, entrambi detti da Fairbanks.
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Commedia musicale, USA 1929. Durata 95 Minuti.
Un film di Robert Florey, Joseph Santley. Con Oscar Shaw, Mary Eaton, Zeppo Marx, Groucho Marx, Harpo Marx
ilMorandini 3.00
Dall'omonima commedia musicale (Le noci di cocco, 1925) di George S. Kaufman e Morrie Ryskind. Il direttore del Cocoanut Grove Hotel in Florida cerca di vendere alcuni lotti di terreno nella speranza di arricchirsi alla svelta, mentre fa la corte alla ricca Mrs. Potter. 1° film dei fratelli Marx che s'erano messi insieme nel 1913. È in pratica la registrazione di uno spettacolo teatrale, ma offre alcuni dei dialoghi marxiani più spiritosi e strepitose invenzioni di Harpo. È lento e statico qua e là, ma quando sono in scena i 3 (Groucho, Chico e Harpo), l'ilarità prevale.
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Muto, USA 1929. Durata 18 Minuti.
Un film di Leo McCarey. Con Stan Laurel, Oliver Hardy, James Finlayson, Sam Lufkin, Jack Hill (II)
ilMorandini 4.00
Esilarante comica prodotta da Hal Roach per la M-G-M. Nei primi 8 minuti, dopo essersi scambiati i pantaloni per sbaglio, Stanlio e Ollio sono nell'imbarazzante situazione di farsi vedere in pubblico con i calzoni abbassati. Entrano in un ascensore che li porta in cima a un grattacielo in costruzione dove si arrabattano per non precipitare. Ne nasce una suspense di irresistibile buffoneria in cui i 2 surclassano persino Harold Lloyd. Fotografia di George Stevens e Jack Roach. Muto.
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Drammatico, Italia 1929. Durata 93 Minuti.
Un film di Mario Camerini.
ilMorandini 3.00
Prodotto dalla SACIA di Milano con la tedesca Nero Film. Scritto con Corrado D'Errico, è il 7° e ultimo film muto di Camerini (sonorizzato nel 1930-31, senza il suo consenso). Con Sole (1929) di Blasetti, frammentariamente conservato, passa come il dittico della "rinascita del cinema italiano" dopo la crisi produttiva degli ultimi anni '20. Riproposto alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone 2009. Due giovani amanti senza soldi né lavoro (riflesso sociale della crisi internazionale del 1929?), sfiorato il suicidio e trovato per terra un ricco portafoglio, partono per la Riviera e si danno alla vita mondana. Al Casinò di San Remo lui diventa schiavo della roulette, inutilmente frenato da lei, e perde tutto. Finale di socialfascistica resurrezione: lui operaio, lei casalinga. Convenzionale ed enfatico sul piano narrativo nel raccontare l'ossessiva passione per il gioco d'azzardo (in cui, per la prima volta, il regista vi compare in primo piano), ha un interesse prevalentemente stilistico che rivela la cultura filmica del 34enne Camerini, capace di far convivere il Kammerspiel nella 1ª parte e l'espressione nella 2ª, gli agganci al cinema sovietico e alla commedia leggera hollywoodiana. Muto/sonoro.
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Commedia, USA 1929. Durata 110 Minuti.
Un film di Ernst Lubitsch.
ilMorandini 3.00
Il conte Alfred Renard (M. Chevalier), amante di Parigi e delle sottane, sposa Louise (J. MacDonald), regina di Sylvania, ma mal sopporta il suo ruolo decorativo e ozioso finché riafferma i suoi diritti di maschio sul piano sessuale e su quello economico. 1° film parlato e cantato di E. Lubitsch, quello che lanciò una coppia (con la MacDonald esordiente) destinata ai fasti del divismo. Il già affermato "tocco alla Lubitsch" si esprime in maliziose alterazioni della colonna sonora. Tratto dalla pièce The Prince Consort di Leon Xanrof e Jules Chancel, ha l'intreccio senza conflitti veri di un'operetta pseudoviennese, ma percepito come da chi origlia o spia dal buco della serratura fino alla grande scena dell'apertura della stagione teatrale all'Opera di Sylvania.
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Drammatico, Italia 1929. Durata 90 Minuti.
Un film di Alessandro Blasetti.
ilMorandini 2.00
Alla fine degli anni '20 gli abitanti di una vasta zona paludosa nell'Agro Pontino sono in fermento perché, in seguito alla bonifica avviata dal governo fascista, sono stati sfrattati. Mentre Marco (Creti) e Giovanna (Paola) si fanno convincere dall'ingegner Rinaldi (Spada) sulla necessità della bonifica, Silvestro (Vaser), capo dei dissidenti, progetta un attentato contro l'ingegnere e un assalto al campo dei bonificatori. Si ricrede e seda la rivolta nella quale, però, perde la vita la sua compagna Barbara (Bosco). La bonifica si compie e gli abitanti della palude si trasformano in agricoltori. 1° film di A. Blasetti, muto con l'aggiunta di un commento musicale di Mario De Risi. L'unica copia esistente, custodita dal Centro Sperimentale di Roma, fu trafugata dai nazisti dopo l'8 settembre 1943. Ne è rimasto soltanto il 1° rullo (260 m) con i titoli di testa.
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Drammatico, 1929. Durata 72 Minuti.
Un film di Leonid Trauberg, Grigori Kozintsev. Con Elena Kuzmina, Pyotr Sobolevsky, David Gutman, Sofiya Magarill, Sergey Gerasimov
ilMorandini 4.00
Durante la guerra franco-prussiana (1870-71), a Parigi i grandi magazzini Nuova Babilonia vendono di tutto, ma l'euforia cessa quando le truppe nemiche si avvicinano alla capitale. L'insurrezione del popolo e della Guardia Nazionale costringe il governo Thiers a rifugiarsi a Versailles e instaura una forma di autogoverno fondato sulla gestione operaia dell'economia. L'esercito attacca i comunardi e li schiaccia. In tre mesi (marzo-maggio 1871) la Comune è sconfitta. Feroce repressione. È l'opera più importante, e il canto del cigno, della Feks (Fabbrica dell'attore eccentrico), movimento d'avanguardia che si costituì nel 1921 intorno a Kozin&9 ev e Trauberg. Dmitrij Šostakovi&9 compose una partitura originale. Scomponibile in 8 capitoli, pur nella calcolata frammentarietà narrativa affidata a un raffinato e astruso montaggio intellettuale , è il frutto di una documentazione letteraria (Zola e Au Bonheur des Femmes ) e figurativa (la pittura impressionista), attraversata da un discorso ideologico e didattico in tre fasi: l'antagonismo di classe; l'alternativa di classe; la vittoria della classe borghese. Finale commovente, ma realistico, non melodrammatico.
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Drammatico, USA 1929. Durata 70 Minuti.
Un film di Jacques Feyder. Con Lew Ayres, Greta Garbo, Conrad Nagel, Anders Randolf, Holmes Herbert
ilMorandini 2.50
A Lione, sposata al ricco e rozzo Guarry (Randolf), Irene (Garbo) ha una relazione segreta con l'avvocato André (Nagel). Arriva il collegiale Pierre (Ayres) che le chiede un bacio. Sopraggiunge il geloso marito e si scaglia sul ragazzo. Colpo di pistola che uccide Guarry. Processata per omicidio, Irene è assolta grazie alla difesa di André cui confessa di essere stata lei a sparare. L'avvocato perdona e la sposa. Sceneggiato da Hans Krally sulla base di un racconto originale di George M. Saville, pseudonimo del regista belga, è l'ultimo film muto (sonorizzato) di G. Garbo e l'unico in cui subisce una violenza fisica. La materia narrativa è riscattata dalla finezza registica di Feyder, evidente nelle cadenze eleganti della 1ª parte e nella delicatezza con cui sono descritti i rapporti tra Irene e il ragazzo.
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Commedia, USA 1929. Durata 79 Minuti.
Un film di Michael Curtiz.
ilMorandini 2.00
Jimmy, uno dei rampolli di una vecchia famiglia di Philadelphia, s'innamora di Annabel, star di una rivista. John, l'inflessibile fratello maggiore, la fa licenziare. Con alcune lettere d'amore in mano Annabel si fa ospitare dalla famiglia, paga i debiti di Jimmy e si sposa il pentito John. Uno dei 4 film sonori diretti nel 1929 per la Warner Bros dall'ungherese Mihály Kertész, ribattezzato Curtiz, che sbarcò a Hollywood nel '26. Un veicolo per la bella Costello.
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Documentario, Paesi Bassi 1929. Durata 15 Minuti.
Un film di Joris Ivens.
ilMorandini 4.00
Cinepoema muto senza didascalie, girato ad Amsterdam, "sui valori visibili dell'atmosfera", su una giornata di pioggia con una successione cronologica naturale, ma senza continuità spaziale, costruita ad arbitrio in montaggio. Film antinaturalistico, ma non astratto, uno dei primi di J. Ivens (1898-1989), influenzato dalle teorie della Bauhaus e dell'avanguardia storica degli anni '20, ma anche, nel montaggio e nella scelta degli angoli di ripresa, dai cineasti sovietici. Presentato al 1° Congresso internazionale del cinema indipendente di La Serraz. Nel 1932 Helen Van Dongen ne curò un'edizione sonorizzata con musiche di Lou Lichtveld.
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Musicale, USA 1929. Durata 110 Minuti.
Un film di Harry Beaumont. Con Lew Ayres, Greta Garbo, Conrad Nagel, Anders Randolf, Holmes Herbert
ilMorandini 2.50
Invitato da un impresario di Broadway a interpretare una sua canzone di successo, Eddie (C. King), artista di vaudeville in provincia, ha qualche impiccio sentimentale con due sorelle attrici-ballerine: fidanzato con Hank (B. Love), s'innamora di Queenie (A. Page). A Hollywood il cinema cominciò a parlare nell'autunno del '27, ma già nel '29 i film musicali furono una cinquantina. Fu il 1° film sonoro, e ovviamente il 1° musical, a vincere l'Oscar più ambito con 2 nomination per il regista e B. Love. Ha una sequenza in Technicolor bicromico (il balletto "Wedding of the Painted Doll" dove per la 1ª volta si ricorse al playback). Almeno 3 belle canzoni di Nacio Herb Brown (musica) e Arthur Freed (testi) che negli anni '40, come produttore della M-G-M, diventò il principale artefice della stagione d'oro del musical: "You Were Meant for Me", "Give My Regards to Broadway", "Broadway Melody". Rifatto con Two Girls on Broadway (1940) con Joan Blondell e Lana Turner.
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Avventura, USA 1929. Durata 65 Minuti.
Un film di Frank Capra.
ilMorandini 2.00
Dopo un passato inglorioso come giocatore di football, Lefty Phelps (Graves) si arruola nella squadra aerea dei Marines e diventa amico dell'istruttore Panama Williams (Holt). L'amore di un'infermiera (Lee) li separa. Inviati in Nicaragua a combattere contro guerriglieri rivoluzionari, si salvano la vita a vicenda. Scritto dal regista su un soggetto di R. Graves, è il 2° film della trilogia con la coppia Holt-Graves, un'altra storia di amicizia maschile con l'ombra ambigua di latenti tensioni omosessuali. Prolisso e schematico.
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Avventura, USA 1929. Durata 90 Minuti.
Un film di W.S. Van Dyke.
ilMorandini 2.00
Nel Mari del Sud un commerciante senza scrupoli corrompe un giovane Maori e gli porta via la donna amata. Il Maori se la riprende, e va a vivere con lei su un'altra isola. Prodotto dalla M-G-M, è un veicolo esotico per il fascino latino di Ramón Samaniegos, in arte Novarro, girato sulla scia del successo di Ombre bianche (1928) dello stesso Van Dyke II e di R. Flaherty e prima di Tabù (1931) di F.W. Murnau.
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Comico, USA 1929. Durata 91 Minuti.
Un film di Edward Sedgwick.
ilMorandini 3.00
Elmer, assistente di un sarto, s'innamora di un'attrice. Lei lo sposa per far dispetto a un collega col quale, però, fugge dopo la cerimonia di nozze. Li ritroverà su una nave di contrabbandieri, dimostrando quanto vale più del rivale. Ultimo film muto di Keaton che l'avrebbe voluto parlato e che, perciò, litigò con la M-G-M. Segna l'inizio della sua decadenza, e non figura tra i suoi migliori. Ma è il suo più bel film d'amore e non di trovate ingegnose. La più irresistibile è la sequenza in cui cerca di mettere a letto la moglie ubriaca. Ne fece uno sketch che portò sul palcoscenico anche in una tournée italiana negli anni '50. Esistono un'edizione francese con la regia del giovane Claude Autant-Lara e una sonorizzata con un commento musicale infame.
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Cortometraggio, Francia 1929. Durata 21 Minuti.
Un film di Man Ray.
ilMorandini 3.00
È il 2° film sperimentale, dopo Emak Bakia (1926) e prima di Les Mystères du château du dés (1929) dell'americano di origini polacche Man Ray (Emmanuel Radnitsky), pittore, fotografo e instancabile sperimentatore che nel 1921 si trasferì in Francia, unendosi prima ai dadaisti e poi ai surrealisti. È un cinépoème ispirato a un componimento del poeta Robert Desnos, ma non ne è né un'illustrazione né un commento; è la fusione di un universo poetico con un altro. Per rendere pubblico il corpo nudo della sua modella e compagna Kiki mette davanti all'obiettivo un filtro sul quale goccioline d'acqua gonfiano la gelatina e deformano le immagini. Dispositivo "che diventa la chiave espressiva di tutto il film" (C. Montanaro). Più surrealista che dadaista. Muto.
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Un film di Victor Fleming. Con Gary Cooper, Walter Huston, Richard Arlen, Mary Brian, Chester Conklin
ilMorandini 2.00
In un ranch del Wyoming un caposquadra virginiano e il suo amico Steve fanno il filo alla maestra Molly, concupita dal malvagio Tampras. Quando Steve è impiccato per furto di bestiame mentre Tampras, suo mandante, viene risparmiato, il virginiano lo affronta in duello. È uno dei primi western parlati con Cooper all'apice del suo splendore fisico, romantico e laconico. I dialoghi degli sceneggiatori Edward A. Paramore Jr. e Howard Eastbrook gli assegnano 2 celebri battute: "Se vuoi chiamarmi così, sorridi..." e "Questo paese non è abbastanza grande per contenere, sia pure per poco tempo, il tiranno e me". Ottimo il cattivo baffuto di Huston. All'origine c'è il romanzo (1902) di Owen Wister di mediocre valore letterario, ma importante per avere contribuito al codice narrativo del western classico. Ne fu tratta una pièce teatrale con David Farhbum che ne fu il protagonista nella 1ª versione cinematografica del 1914, seguita da un 2° film muto nel 1923 con Kenneth Harland e da un 2° film sonoro nel 1945 ( Il virginiano ). Inedito in Italia, fu importato dalla RAI e doppiato negli anni '70.
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Drammatico, Germania 1929. Durata 72 Minuti.
Un film di Joe May.
ilMorandini 3.00
A Berlino un vigile urbano s'innamora di una giovane ladra che ha arrestato e, a causa sua, è sospettato di omicidio, ma la ragazza lo scagiona. Prodotto da Erich Pommer per la UFA, è il compendio finale e sontuoso del sottogenere degli strassenfilm che, a partire da Die Strasse (1923) di Karl Grüne, Raccontano le metropoli come siti di lusinghe e pericoli illeciti dove gli uomini soccombono alla tentazione della carne. Anche per merito dell'inventiva fotografia di Günther Rittau con panoramiche aeree e veloci carrellate, riprende pure le convenzioni del kammerspiel sulla scia di L'ultima risata (1924) di Murnau. Girato spesso in interni, comportò la ricostruzione di una strada di 400 m illuminata da 2300 lampadine. La 23enne Amann impersona "la donna nuova": capelli a caschetto, abiti sofisticati, disinvoltura sessuale, è una vamp cinica che diventa un'amante pronta al sacrificio per il giovane amato vigile. Muto.
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Avventura, Francia 1929. Durata 106 Minuti.
Un film di Alberto Cavalcanti.
ilMorandini 2.00
Dal romanzo omonimo (1863) di Théophile Gautier. Il barone di Sigognac, ridotto in miseria, s'unisce a un carro di comici per raggiungere Parigi in loro compagnia e, morto l'attore che impersona Matamoro, lo rimpiazza con il nome di Capitan Fracassa. Seguono romanzesche peripezie di amore e di spada. Nella discontinua carriera internazionale del brasiliano A. Cavalcanti questo film muto ha un posto di seconda fila, apprezzabile soltanto per il gusto scenografico (Erik Aaes, Alexandre Benois) e l'interpretazione di P. Blanchar. Il romanzo di T. Gautier ebbe una versione operistica nel 1878 e 2 riduzioni in prosa (1896, 1955). Fu portato sullo schermo 5 volte in Italia (1909 e 1911 produzione Pasquali di Torino; 1919, di Mario Caserini; 1940, di Duilio Coletti; 1990, di Ettore Scola); la versione migliore è quella di Abel Gance del 1942, distribuita da noi come La maschera sul cuore .
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Giallo, 1929. Durata 81 Minuti.
Un film di Malcolm St. Clair. Con Gary Cooper, Walter Huston, Richard Arlen, Mary Brian, Chester Conklin
ilMorandini 2.50
Margherita Odell, avvenente ballerina di night-club, ricatta i suoi facoltosi amanti minacciandoli di rivelare le loro scappatelle. La trovano cadavere. Risolve il caso Philo Vance, estetizzante e aristocratico investigatore privato. Dal romanzo (1927) di S.S. Van Dine (v. "schedone" di Philo Vance). È il 1° dei suoi 12 romanzi gialli trasferito sullo schermo e il 1° dei 4 interpretati da W. Powell. Prodotto dalla Paramount come film muto e poi sonorizzato, non vale molto, data la mediocrità del suo regista, nonostante gli interpreti. Non fu distribuito in Italia. Nel 1974 La canarina assassinata fu portato in TV in uno dei 3 episodi della serie Philo Vance , diretta da Marco Leto con Giorgio Albertazzi e Virna Lisi.
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Drammatico, USA 1929. Durata 91 Minuti.
Un film di John Ford.
ilMorandini 2.00
La rivalità tra Esercito e Marina è impersonata da due fratelli: John (O'Brien), cadetto nell'Accademia di West Point (esercito) e Paul (Albertson), allievo in quella navale di Annapolis. John fa la corte alla ragazza (Chandler) di Paul per fargliela apprezzare di più. La rivalità si risolve in una partita di football (americano). Ancora conosciuto con il vero nome di Marion Morrison, già al lavoro per la Fox come attrezzista, fu il giovane John Wayne a reclutare i giocatori tra gli amici del suo college. Nel film gioca anche lui insieme con Ward Bond, alla sua prima apparizione in un film di Ford. Film sonoro con dialoghi ridotti al minimo.
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Poliziesco, USA 1929. Durata 92 Minuti.
Un film di Josef von Sternberg.
ilMorandini 2.50
1° film sonoro di Sternberg, scritto da Charles e Jules Furthman con dialoghi di Herman J. Mankiewicz. Rapinatore di banche, chiamato Thunderbolt (fulmine) per la forza del pugno destro, Jim minaccia la sua donna Mary "Ritzy" di uccidere chiunque cercherà di portargliela via. Lo dice perché lei si è innamorata di Moran, un impiegato di banca. Arrestato, condannato e messo in una cella del braccio della morte, è raggiunto nello stesso carcere da Moran, che la banda di Jim ha fatto accusare di omicidio. Quando questi gli rivela che "Ritzy" era stata il suo amore di adolescente, Jim gli augura buona fortuna e va, sorridente, verso la sedia elettrica. Consigliabile solo ai fans del regista che nella sbiadita 1ª parte cerca, senza riuscirci, di fare variazioni sulla tematica e lo stile del potente e anticipatore Le notti di Chicago (1927). Nella 2ª parte si passa in modi più originali al genere carcerario. Come per sfuggire a un uso troppo veristico del sonoro, Sternberg inserisce, anche in toni melodrammatici, una decina di canzoni, tra cui "Rockabye Baby" e "Summertime".
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