La seconda stagione è molto più a fuoco grazie a un cast in stato di grazia e a un'ottima regia. Su Netflix.
di Paola Casella
Fausto non c’è più e la famiglia alla quale ha affidato i figli Libero ed Ercole non è riuscita a tenere insieme i ragazzi, come da esplicita richiesta del defunto, in quanto Libero si è trasferito in una casa famiglia per sua volontà, e nonna Lucia, zio Valerio e gli amici di famiglia Demetrio e Maria non vogliono costringerlo a tornare a casa. Fulmine a ciel sereno arriva Gaetano, l’ex marito di Lucia, e i già precari equilibri domestici saltano. Inoltre Maria è appena tornata dalla Spagna con un nuovo compagno, Pau, e una notizia bomba, Valerio si è rifugiato da Valeria, la ragazza conosciuta alla fine della prima stagione, per evitare di scontrarsi quotidianamente con il padre, e Sergio, il compagno di Lucia, patisce Gaetano come rivale in amore.
La seconda stagione della serie Storia delle mia famiglia poggia su due pilastri concettuali: la famiglia non come unità biologica o nucleo sociale ma come aggregazione di legami profondi, anzi, “accrocco d’amore”; e la fallibilità degli esseri umani che “sbagliano e ricominciano”, perdonandosi l’un l’altro non solo gli errori ma anche i limiti caratteriali imprescindibili. Questa stagione è molto più a fuoco di quella precedente, sia a causa di alcune sagge scelte creative che grazie alla bravura di un cast in stato di grazia e una regia (di Claudio Cupellini e poi di Marco Danieli) che asseconda gli attori e la sceneggiatura.