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Commedia strutturata come Cluedo, dalle riserve (tante) alla Dieci piccoli indiani, un cast corale fatto di personaggi strampalati (il duetto poliziotto e assistente- Lillo e Calabresi su tutti), un magnate dei giochi da tavolo (Colangeli) assassinato in una lussuosa residenza in montagna, i possibili indiziati eredi al “trono” tra figli (Maccio Capatonda su tutti con tanto di capelli alla Cettolaqualunque), parenti e nipoti. Tra loro anche un celebre detective, Christian Agata (De Sica), invitato per dare rilancio al celebre gioco Crime castle e che si ritroverà a indagare. Ovviamente, secondo clichè, l’assassino è uno tra i presenti, e sempre da clichè la magione rimane isolata a seguito di una valanga senza telefoni e vie di fuga.
Chi è stato? Lo scopriremo tra comicità, una verve surreale legata alle buffe indagini del brigadiere e del poliziotto, coppia improbabile in cerca di riscatto, condita da segreti di famiglia e rancori non del tutto sopiti come sempre da clichè. Clichè appunto, in un film che convince a metà non tanto per l’interpretazione del cast gestito con mano decisa da Puglielli (già autore di Cortina Express) quanto per l’andamento ondivago che alterna l’alchimia creata tra la coppia De Sica e Lillo con una serie di gag non sempre riuscite che stemperano in comicità un omicidio. Riuscito a metà
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