| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Spagna, Italia |
| Durata | 120 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Isabel Coixet |
| Attori | Alba Rohrwacher, Elio Germano, Silvia D'Amico, Galatéa Bellugi, Francesco Carril Sarita Choudhury, Giorgio Colangeli, Sofia D'Elia, Marco Gregorio Pulieri, Aisha Meki. |
| Uscita | giovedì 9 ottobre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| MYmonetro | 3,25 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 2 ottobre 2025
Il film è tratto dall'omonimo libro Tre Ciotole di Michela Murgia, edito in Italia da Mondadori con oltre 200 mila copie vendute. Tre ciotole è 99° in classifica al Box Office. venerdì 12 dicembre ha incassato € 285,00 e registrato 335.285 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo sette anni insieme, Marta viene lasciata da Antonio, stanco delle sue ritrosie, del suo non saper fingere e del suo evitare le cose che non le piace fare. Marta soffre la sua assenza, anche fisicamente, ma prosegue nel lavoro di insegnante di educazione fisica al liceo, continua a mangiare in maniera disordinata, e manda stroncature sotto falso nome al ristorante di cui Antonio è proprietario e chef. Il suo interlocutore è soprattutto il cartonato di un cantante K-pop coreano, che ascolta le riflessioni sulla vita della donna e le dorme accanto.
La sorella Elisa cerca di stare vicino a Marta, soprattutto quando i mal di pancia si rivelano dovuti non solo alle "schifezze" che mangia. E un suo collega di lavoro, il professor Agostini, cerca di acchiapparla mentre lei sfugge in bicicletta, per le strade di una Roma altrettanto sfuggente, cercando le cose che sembrano dirle che andrà tutto bene, nonostante tutto.
Tre ciotole è l'adattamento dell'ultima raccolta di racconti di Michela Murgia.
La scrittrice era già cosciente della malattia che l'avrebbe condotta ad una morte prematura, e di quell'imminenza è imbevuto, ma è anche della consapevolezza leggera con cui ha affrontato il suo destino, cogliendo il significato non della sua prossima dipartita, ma della sua presenza nel mondo. La regista spagnola Isabel Coixet, che aveva già affrontato il tema del fine vita con La mia vita senza di me, cambia di segno la sua storia, mostrando una protagonista che non intende lasciare una eredità, ma crea una rete di connessioni quasi involontarie di cui è il centro, senza essersi mai messa in primo piano.
La regia di Coixet è fatta di momenti, tessere di un mosaico che trova la sua definizione solo alla fine, e la sceneggiatura, della stessa Coixet e di Enrico Audenino, ha la delicatezza di una fiaba, e allo stesso tempo quell'onestà cruda che era la cifra esistenziale e comunicativa di Michela Murgia. L'invito è a "smetterla di occuparsi delle cose stupide" e a "fare della propria vita ciò che vogliamo", fregandosene di quello che pensa la gente. Si esce dalla visione del film non tristi, ma motivati a non sprecare neanche un minuto in stronzate, o con gente che non ci piace e che ci fa sentire soli.
Alba Rohrwacher abita il personaggio di Marta comprendendone più i silenzi che le parole, più le riluttanze che le azioni, e prestando la sua naturale timidezza e ostinazione a una figura femminile insolita per il cinema italiano (e internazionale) perché non è come gli altri ma non ne fa né una bandiera né una colpa, è selettiva senza essere arrogante, presente a se stessa senza dover definire ogni sua emozione. Elio Germano, specularmente, usa la sua rabbia per costruire il ritratto di un uomo che ha impostato la sua vita sul raggiungere obiettivi dimenticando la gioia di fare le cose per niente.
La presenza di Francesco Carril, già coprotagonista della serie Dieci capodanni, nel ruolo di Agostini ricollega Tre ciotole a quel nuovo audiovisivo spagnolo che trova nel ritornare all'umano la sua linfa più feconda. La colonna sonora, che mescola musiche originali di Alfonso De Villalonga con un brano interpretato da Mahmood e Vanoni, Hoagy Carmichael reinventato da Nina Simone e Luigi Tenco rinnovato da November Ultra e Nicolas Mantoux, fa da accompagnamento emotivo in modo simile alla colonna sonora della serie scritta e diretta da Rodrigo Sorogoyen.
Le tre ciotole di questa storia sono gli spazi che possiamo riempire e quelli che dobbiamo svuotare, sono i posti speciali che vogliamo salvare dall'invadenza e quelli in cui cerchiamo di ritrovare i ricordi, le parole che non vogliamo sostituire con neologismi "yankee" e le stanze che devono essere attraversate dalla gioia prima di essere concesse ad altri. Ma la protagonista è la vita, che ci riacchiappa anche un attimo prima di abbandonarci, se glielo permettiamo.
Questo film della regista spagnola Isabel Coixet tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice Michela Murgia ha per protagonista una coppia di coniugi che entra in crisi dopo 7 anni di convivenza a causa di un litigio forse inizialmente banale che ne determinerà la separazione. Lui, Antonio, interpretato da Elio Germano, è un famoso gestore nonché chef di successo di un importante [...] Vai alla recensione »
è un'opera che non si offre in blocco compatto, ma si impone come una collana di scene staccate, di intensità estremamente disomogenea. Il giudizio finale, tuttavia, pende nettamente verso il positivo, grazie al valore intrinseco di alcune sequenze e, soprattutto, alla straordinaria centralità della sua protagonista. Il film si apre con una scena di rottura essenziale [...] Vai alla recensione »
Adattamento di quella che fu l'ultima raccolta di racconti di Michela Murgia, Tre ciotole, della regista catalana Coixet, riassume in una storia di quelle che conosciamo da una vita, un amore naturalmente finito tra una coppia interpretata da Elio Germano, Antonio, proprietario di un ristorante di successo e Alba Rohrwacher, Marta, insegnante di educazione fisica ex ginnasta.
Tratto da un libro di Michele Murgia , il film di Isabel Coixer , pur essendo intimo e delicato,non riesce ad affrancarsi dalla lettararietà, rimanendo un pò in suoerficie, senza entrare pienamente nella profondità dei personaggi. Antonio e Marta sono una coppia che vivono insieme da sette, anni, LUi è uno chef in un locale che sta crescendo, lei è inbsegnante [...] Vai alla recensione »
"TRE CIOTOLE" Quando il Cinema prova a raccontare la resilenza… Marta e Antonio( Alba Rohrwacher ed Elio Germano nei rispettivi ruoli) sono ad un bivio, non riescono più a condividere serenamente la loro relazione, anzi è proprio Antonio a decidere di rompere il rapporto che dura da ben 7 anni.
Agostini dichiara il suo amore con una grazia , con una semplicità , con una credibilità mai visti al cinema.Un momento che dà senso a una vita intera.
Veramente da non vedere. Mi aspettavo di molto meglio, eppure sono rimasto davvero deluso. Dopo tutta queste scene inutili e terribili ho capito che ? stato solamente uno spreco di tempo. Ceh io boh. Deluso, anzi delusissimo.
Film da non perdere per la bravura di tutti gli attori e soprattutto dei due maestri la Rohrwacher e Germano; per la bellezza delle inquadrature che sono vere composizioni artistiche; per valori di umanità trasmessi per tutta la durata del film; per la trama tutt'altro che tema scontato; per i dialoghi che ti fanno vivere l'angoscia dei protagonisti; per le musiche meravigliose e l'inedit [...] Vai alla recensione »
Non capisco: io non ho trovato niente di bello in questo film. Pur trattando due temi forti, una separazione e una malattia fatale, io non mi sono emozionata neanche per un minuto. La prima parte del film è un mattone, la seconda, in cui speravo si muovesse qualcosa, non dà niente, non porta per niente a trovare un'altra dimensione del vivere.
Molto lento, tutto ruota intorno alla protagonista femminile, a tratti noioso
Dalla fine inizia il racconto del- la storia d'amore tra Marta e Antonio; ovvero i ricordi e il dolore con cui affrontano la reciproca perdita. Lei si confida a una sagoma di cartone e fatica ad alimentarsi; lui cucina in un ristorante e ripercorre i luoghi dei loro incontri con una collega. Ma il legame con il cibo non nasconde solo gli affetti: a Marta toccherà poi una malattia terminale.
Tocca alla regista catalana Isabel Coixet (specializzata in donne che cambiano la propria vita attraverso la trasformazione fisica imposta da una malattia) portare in scena il romanzo testamento di Michela Murgia, in cui si racconta la magia della vita attraverso dieci microstorie. Coixet destruttura il libro e lo riassembla raccontando le conseguenze della fine dell'amore di Marta e Antonio, abbracciando [...] Vai alla recensione »
Michela Murgia non c'è più, ma ci ha lasciato un'ultima raccolta di racconti che hanno ispirato Tre ciotole, il nuovo film di Isabel Coixet. E c'è molto di personale in quel che viene raccontato. Non tanto della storia in sé, una insegnante di educazione fisica, scontrosa, chiusa nei confronti degli altri, in fondo incapace di vivere, che dopo alcuni anni viene mollata da Antonio, l'uomo con cui convive [...] Vai alla recensione »
Fine di un amore, in una sorta di analisi fenomenologica che, convinta che la recitazione di situazione diventi verità se la impacchettiamo in un borbottio farfugliante, affida a due interpreti d'eccezione (e lo sono anche qui) il compito di portarci fino a metà film, dove un dramma sanitario impone una seconda parte fiduciosa di rivelarci come è possibile affrontare ciò che è impossibile da affrontare [...] Vai alla recensione »
Fine di una storia. Elio Germano e Alba Rohrwacher ripartono da un'altra frattura che mette fine alla loro relazione dopo quella tra i loro personaggi in Troppa grazia. In tutta la parte iniziale di Tre ciotole, la dinamica del loro rapporto ormai alla fine sembra riprendere quella del film di Gianni Zanasi. Proprio qui, all'inizio, i due attori sembrano prendersi il film da soli, sostenuti da una [...] Vai alla recensione »
Senza fine": è il nome del ristorante di Elio Germano, un sacco alternativo (il locale e pure lui, nel film senza la sciarpetta al collo con cui ai David di Donatello, il premio tenuto saldo in mano, ha dedicato la vittoria alla dignità. "Di tutti e, permettetemi di dire" - questa era la premessa, con le sue precise parole - "anche dei palestinesi" (ora dovrà trovare un'altra Giusta Causa per cui battersi). [...] Vai alla recensione »
Nella prima ciotola si trovano i resti di una relazione al termine. Nella seconda e più importante ciotola, un cambio di vita ancor più radicale, con la brutalità di un qualcosa di inaspettato che costringe, di punto in bianco, a ripensare tutto: a partire dal dovere imparare ad alimentare in maniera completamente diversa la propria anima, dopo che il fisico ha lanciato uno spietato e inappellabile [...] Vai alla recensione »
«In questo libro tutto è autobiografico e niente è autobiografico. Questi sono racconti scritti perché ognuno possa immedesimare la parte oscura di sé in quella voce» affermava Michela Murgia a proposito di «Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi», scritto in risposta alla pandemia e uscito nel 2023, lo stesso anno della prematura dipartita dell'autrice, a soli 51 anni.
Dispiace scriverlo per i tanti ammiratori dell'ultimo e omonimo bestseller di Michela Murgia da cui è tratto, ma "Tre ciotole" è un film emblematico del peggiore cinema italiano midcult del momento. L'unico aspetto positivo che vi si può riscontrare, in effetti, riguarda proprio il senso di avvicinamento e convivenza con l'idea della morte ereditato dalla pagina scritta; ma per tutto il resto, purtroppo, [...] Vai alla recensione »
Dall'omonimo libro di Michela Murgia, scritto poco prima di morire, Coixet ne trae il messaggio di speranza e di quali siano le cose importanti nella vita. Sono gli ultimi mesi di Marta, insegnante di educazione fisica, lasciata dal compagno e con un tumore in fase terminale: ma la "fiaba" non è triste come, del resto, avrebbe voluto la scrittrice, e racconta la presa di consapevolezza del personaggio [...] Vai alla recensione »
Tratto dall'omonimo libro Tre Ciotole di Michela Murgia (2023, edito in Italia da Mondadori, l'ultimo pubblicato dalla Murgia prima della sua scomparsa), il film racconta la storia di una coppia che in realtà sono tante storie sulla vita. A cominciare da Antonio e Marta che si lasciano. Si lasciano dopo essere tornati da una serata mondana, una come tante.
Tre ciotole, diretto da Isabel Coixet, è l'adattamento dell'ultima raccolta di racconti di Michela Murgia, quando la scrittrice era già cosciente della malattia e dei suoi sviluppi infausti. Il film segue le vicende di Marta e Antonio che, pur giunti alla fine del loro rapporto, si lasciano dopo un banale quanto pretestuoso litigio. Marta, un'insegnante di scienze motorie (Alba Rohrwacher, non proprio [...] Vai alla recensione »
Anticipiamo subito le conclusioni. Chi ha letto o soltanto sfogliato l'omonimo volume di dodici racconti di Michela Murgia (classe 1972), la celebre scrittrice sarda purtroppo deceduta prematuramente due anni fa, può immaginarsi quanto sia stato difficile trarne un plot, una sceneggiatura unitaria che potesse sintetizzare al meglio il senso di quest'opera (sottotitolo Rituali per un anno di crisi) [...] Vai alla recensione »
Tre ciotole è l'ultimo romanzo pubblicato in vita da Michela Murgia, e racconta la lenta preparazione alla morte di una donna che scopre di avere una malattia terminale. Porta con sé un carico emotivo che ha coinvolto molti lettori e che li spingerà, probabilmente, a vedere il film che ne ha tratto Isabel Coixet. Film per altro in gran parte italiano dal punto di vista produttivo (Cattleya e altre [...] Vai alla recensione »
Marta (Alba Rohwacher) è un'insegnante di educazione fisica che pedala incessantemente per il suo amato quartiere Trastevere e pensa che il fegato, quando disegnato sulle tavole anatomiche, sia stranamente identico a un «caschetto da ciclista». All'inizio di Tre ciotole di Isabelle Coixet la forastica prof di ginnastica viene lasciata di punto in bianco, dopo sette anni di convivenza, dal solare e [...] Vai alla recensione »
Il cielo di Roma invaso da stormi di uccelli, le nuvole fluttuanti sopra le chiome dei platani, la bicicletta di Marta in corsa lungo il Tevere... Suggestioni visive della catalana Isabel Coixet nell'intento di trasferire sullo schermo la poetica di Michela Murgia e del suo ultimo romanzo a più voci, Tre ciotole. Dolore, malattia, morte scandiscono la filmografia della regista, conquistata dalla «poesia [...] Vai alla recensione »
Prima di tutto, Tre ciotole è una notevole e intelligente operazione industriale (di Cattleya, Ruvido Produzioni, Bartlebyfilm e Vision Distribution), per certi versi simile a Le otto montagne, il fortunato adattamento del romanzo di Paolo Cognetti. Anche qui ci sono un bestseller molto amato e un'intelligente sintesi tra locale e internazionale, con una storia attraversata da temi universali, ambientata [...] Vai alla recensione »
Il rischio di raccontare altri luoghi è quello di non coglierli davvero, di semplificarli sino a un populismo più evidente e se possibile meno profondo di quello dei "locals". Il rischio di scegliere due nomi importanti di un'altra cinematografia è quello di non conoscerli a tal punto bene - nel loro percorso e nelle loro applicazioni ricorrenti - da non saperne bilanciare e amalgamare le caratteristiche. [...] Vai alla recensione »