Wider Than the Sky - Più grande del cielo |
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Un film di Valerio Jalongo.
Con Adam Russell, Nikita Rudin
Titolo originale Wider Than the Sky.
Documentario,
durata 83 min.
- Italia, Svizzera 2025.
- Wanted
uscita lunedì 9 febbraio 2026.
MYMONETRO
Wider Than the Sky - Più grande del cielo
valutazione media:
3,90
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Sperimentare l''esistenza ? molto interessante
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| venerdì 13 febbraio 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Wider than the sky.
Personalmente ho un rapporto di polarità con il tema complesso dell'intelligenza artificiale: da un lato una forte attrazione di fronte alla possibilità di una esplorazione più espansa della realtà, dall'altro la paura che la stessa realtà possa essere maneggiata pericolosamente fino a minacciare l'unicità e l'esercizio del potenziale creativo umano.
Il film "Wider than the sky" di Valerio Jalongo affronta con immagini meravigliosamente poetiche e contenuti scientifici approfonditi, il rapporto tra IA neuroscienza e umanità.
Una visione in parte pacificante, grazie al ritmo lento e coinvolgente e alla musica di Daniela Pes, che conferisce una marcia quasi meditativa allo scorrere delle immagini.
Come immersa in un mare in tempesta ho buttato l'ancora sull'espressione "intelligenza collettiva" che mi ha risollevata un po' ricordandomi che, a partire dal dipinto antico del piccolo homo al centro dell'universo, siamo stati e possiamo continuare ad essere ancora protagonisti, naturalmente augurandoci un uso funzionale e consapevole dell'AI affiancata dalle componenti cooperative ed empatiche che spero continuino a caratterizzarci come genere umano.
Dal documentario ho estratto due pensieri che sicuramente arricchiranno il mio sguardo sulla complessità del tema.
Il primo è di Kingson Man : "Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano"
Forse mantenendo un contatto col corpo e con le emozioni, cosa poco scontata di questi tempi, potrà essere garantito, o almeno facilitato, il nostro vigilare consapevole attraverso ogni inevitabile cambiamento.
Il secondo pensiero si riferisce a quando, nel dialogo con il suo programmatore, il robot umanoide Ameca afferma che "sperimentare l'esistenza è molto interessante come prospettiva."
Così, a fianco alla paura, è comparsa una punta di ottimismo e fiducia e sono uscita dal cinema pensando che, anche nei momenti in cui i nostri valori e riferimenti consueti si modificano, possiamo continuare a sentire la vita come "una prospettiva sempre interessante" a patto che l'umanità, intesa come sostantivo e aggettivo allo stesso tempo, resti comunque il centro di un dipinto, anche se non più antico, ma digitale e tridimensionale.
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