Un film bello. Un’opera che oltre la apparenza formale della commedia, o del noir, si sa imporre con autorevolezza per il suo linguaggio e per la cifra stilistica decisamente nuova e fresca. A tratti grottesco, altre volte quasi iperrealista, eppure al contempo sognante e surreale. Un plot narrativo semplice, la volontà di rivalsa verso le asperità di una vita avara, un moderno Don Chisciotte in lotta contro i mulini a vento che sono i suoi stessi fantasmi, ma talmente soverchiato dalle proprie ambizioni da non essere mai attraversato dall’ombra del dubbio. Ma al contempo è un film di grande complessità e con un orizzonte narrativo estremamente vasto e articolato.
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Un film bello. Un’opera che oltre la apparenza formale della commedia, o del noir, si sa imporre con autorevolezza per il suo linguaggio e per la cifra stilistica decisamente nuova e fresca. A tratti grottesco, altre volte quasi iperrealista, eppure al contempo sognante e surreale. Un plot narrativo semplice, la volontà di rivalsa verso le asperità di una vita avara, un moderno Don Chisciotte in lotta contro i mulini a vento che sono i suoi stessi fantasmi, ma talmente soverchiato dalle proprie ambizioni da non essere mai attraversato dall’ombra del dubbio. Ma al contempo è un film di grande complessità e con un orizzonte narrativo estremamente vasto e articolato. E con un ritmo narrativo serrato e quasi nevrotico. Per queste ragioni, pur essendo ambientato nel 1952, è un film che parla e si rivolge esplicitamente alla generazione zeta, come evidente già dalle primissima sequenza, col coro di bambini che canta Forever Young e dunque si gioca fin da subito la carta dello straniamento temporale.
Mi sono dovuto ricredere per la mia iniziale diffidenza, dovuta al potente apparato di marketing con cui si presenta nelle sale italiane. E’ un’opera ambiziosa, ma che mantiene le proprie promesse, proprio in virtù del saper parlare un linguaggio contemporaneo e originale.
Come ho dovuto ricredermi sul talento dell’attore protagonista, che non mi aveva tanto convinto nel suo precedente film su Bob Dylan, ma che invece qui ne esce alla grande, meritatamente, con una prova di talento indiscutibile, segno evidentemente che se un bravo attore incontra un bravo regista ciò che ne viene fuori è roba buona.
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