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sissio78
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sabato 31 gennaio 2026
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sorprendente
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Film rocambolesco, frenetico, senza un attimo di noia e pieno di colpi di scena. Chalamet da Oscar.
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sergio vassetti
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venerdì 30 gennaio 2026
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tanto rumore per nulla
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Resto basito a volte da come la critica incensi dei film che a ben vedere risultano alla fine davvero pocon interessanti.
Senza volermi dilungare troppo sulla trama, che può essere letta ovunque preferisco soffermarmi sugli aspetti che mi hanno fatto uscire dalla sal con un enorme punto interrogativo disegnato sulla testa.
Volendo tralasciare il soggetto, praticamente insignificante e per nulla stimolante o avvincente, la cosa che mi ha più infastidito è la sensazione di aver per quasi tre ora assistito ad uno serile esercizio attoriale di timothy chalamet al quale si è forse deciso di DOVER assegnare un premio a prescindere da tutto, il cui personaggio è volutamente fastidioso ed insopportabile nella sua ossessiva pretesa di emergere come individuo scavalcando tutto e tutti,
Vorrebbe forse essere un simpatica canaglia, alla stregua magari di un Di Caprio in Wolf of Wall street, ma quello che invece arriva è l'assoluta mancanza di carisma del protagonista un pò a causa dello stesso chalamet (in evidente delirio di presunzione ed onnipotenza) un pò a causa di una sceneggiatura incapace di restituirci un ritratto di un anti erore dai connotati anche ironici.
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Resto basito a volte da come la critica incensi dei film che a ben vedere risultano alla fine davvero pocon interessanti.
Senza volermi dilungare troppo sulla trama, che può essere letta ovunque preferisco soffermarmi sugli aspetti che mi hanno fatto uscire dalla sal con un enorme punto interrogativo disegnato sulla testa.
Volendo tralasciare il soggetto, praticamente insignificante e per nulla stimolante o avvincente, la cosa che mi ha più infastidito è la sensazione di aver per quasi tre ora assistito ad uno serile esercizio attoriale di timothy chalamet al quale si è forse deciso di DOVER assegnare un premio a prescindere da tutto, il cui personaggio è volutamente fastidioso ed insopportabile nella sua ossessiva pretesa di emergere come individuo scavalcando tutto e tutti,
Vorrebbe forse essere un simpatica canaglia, alla stregua magari di un Di Caprio in Wolf of Wall street, ma quello che invece arriva è l'assoluta mancanza di carisma del protagonista un pò a causa dello stesso chalamet (in evidente delirio di presunzione ed onnipotenza) un pò a causa di una sceneggiatura incapace di restituirci un ritratto di un anti erore dai connotati anche ironici.
Ce' poi un altro aspetto molto fastidioso a mio avviso, la ricercata bruttezza (morale e fisica) di quasi tutti i personaggi inseriti nel film (chalamet compreso), non ho mai visto un tale concentrato di casi umani forzatamente raccolti su una pellicola.
Il finale poi, questo posticcio ravvedimento del nostro erore, che fino a 10 minuti prima avrebbe calpestato parenti & amici, asservendoli alle sue manie di grandezza.
Film dimenticabile, e dimenticato.
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no_data
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giovedì 29 gennaio 2026
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delusione
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Dopo aver letto le recensioni entusiastiche della critica sinceramente mi aspettavo molto di più invece sono uscito dal cnema deluso, mai entrato in sintonia con la storia e mai preso neanche dalla recitazione dei due protagonisti principali che ritengo molto mediocre, insomma un filmetto anche piuttosto lungo
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alex2044
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giovedì 29 gennaio 2026
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timoth?e chalamet show !
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Un film che si regge sulle spalle di Chalamet e forse per la sua lunghezza eccessiva si presenta spesso ostico nella sua visione , con scene qualche volta francamente superflue e quindi con cadute di ritmo non proprio appezzabili . A questo punto la domanda è ,ma se questo film non avesso avuto questo attore straordinario come protagonista , avrebbe avuto la stessa eco positiva ma anche negativa nel sentire del pubblico ? I premi che sta ricevendo sono al film nella sua interezza o all'attore ? Io l'ho vissuto , dopo un inizio perfino folgorante il cui livello che però non è stato mantenuto nel proseguo del film con un po' di fatica . I momenti di noia , a quel punto si sono avvertiti troppo spesso e non nego che la fine, tra l'altro banale e buonista , quindi assolutamente incoerente con lo stile dell'opera , è arrivata , non dico come una liberazione ma siamo nei paraggi .
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Un film che si regge sulle spalle di Chalamet e forse per la sua lunghezza eccessiva si presenta spesso ostico nella sua visione , con scene qualche volta francamente superflue e quindi con cadute di ritmo non proprio appezzabili . A questo punto la domanda è ,ma se questo film non avesso avuto questo attore straordinario come protagonista , avrebbe avuto la stessa eco positiva ma anche negativa nel sentire del pubblico ? I premi che sta ricevendo sono al film nella sua interezza o all'attore ? Io l'ho vissuto , dopo un inizio perfino folgorante il cui livello che però non è stato mantenuto nel proseguo del film con un po' di fatica . I momenti di noia , a quel punto si sono avvertiti troppo spesso e non nego che la fine, tra l'altro banale e buonista , quindi assolutamente incoerente con lo stile dell'opera , è arrivata , non dico come una liberazione ma siamo nei paraggi .Per concludere ribadisco, Chalamet ha ormai raggiunto un livello di bravura paragonabile ai grandi del passato . La sua apparizione illumina la scena ed è come un bicchiere di acqua fresca in mezzo al deserto per lo spettatore qualche volta ma anche troppo spesso invogliato ad una visione svogliata del film .Ma un' opera cinematografica può reggersi per due ore e mezza sulla bravura del protagonista ?
Vorrei poi citare come presenza non futile l'interpretazione precisa e coerente del personaggio di una Gwyneth Paltrow in gran spolvero , gli altri attori sono purtroppo laterali e non aggiungono o tolgono nulla al film .Forse sono stato troppo duro , ma il regista qualche colpa ce l'ha . E come capita sovente le apettative troppo alte producono riscontri spesso non positivi , anche nascondendo i momenti migliori .
Il film è da vedere ma con attenzione perchè le sue fragilità possono anche irritare .
In ogni modo W TImothéè un Gigante dello schermo !!!!
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francesca meneghetti
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mercoledì 28 gennaio 2026
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un perdente con il motto no surrender
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La storia ? incentrata su Marty Mauser, uno dei tanti ebrei poveri del Lower East Side, il quartiere degli immigrati di New York. Vittima di una yiddish momme, vende scarpe nel negozio dello zio e coltiva un sogno, per liberarsi dalla miseria: diventare campione mondiale di uno sport poco considerato nel 1952, ma, a suo modo di vedere, destinato a infiammare le folle: il ping pong. Per raggiungere questo obiettivo ? disposto a tutto. Messi da parte morale, scrupoli etici, e talvolta la dignit?, Marty combatte come un forsennato contro il destino avverso (tema tipico dell?eroe romantico), avvalendosi di una parlantina e di un?abilit? persuasiva senza eguali. A differenza dell?eroe romantico non ? affatto senza macchia, anzi! Nel corso delle sue mille avventure, che si succedono con un ritmo frenetico, degno di un vero film d?azione, si rivela smargiasso, millantatore, arrogante, ma, al tempo stesso, fascinoso per il suo vitalismo, e sempre lucido, sempre capace di trovare una via di fuga.
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La storia ? incentrata su Marty Mauser, uno dei tanti ebrei poveri del Lower East Side, il quartiere degli immigrati di New York. Vittima di una yiddish momme, vende scarpe nel negozio dello zio e coltiva un sogno, per liberarsi dalla miseria: diventare campione mondiale di uno sport poco considerato nel 1952, ma, a suo modo di vedere, destinato a infiammare le folle: il ping pong. Per raggiungere questo obiettivo ? disposto a tutto. Messi da parte morale, scrupoli etici, e talvolta la dignit?, Marty combatte come un forsennato contro il destino avverso (tema tipico dell?eroe romantico), avvalendosi di una parlantina e di un?abilit? persuasiva senza eguali. A differenza dell?eroe romantico non ? affatto senza macchia, anzi! Nel corso delle sue mille avventure, che si succedono con un ritmo frenetico, degno di un vero film d?azione, si rivela smargiasso, millantatore, arrogante, ma, al tempo stesso, fascinoso per il suo vitalismo, e sempre lucido, sempre capace di trovare una via di fuga. Solo alla fine avr? un cedimento, di fronte a un evento che non ha nulla di bellicoso? La sceneggiatura non ? inventata, ma si ispira alla storia di Martin Reisman, ebreo, classe 1930, nato da madre russa, e da un padre che non era modello di virt?: viveva di scommesse e gioco d?azzardo, pi? che del lavoro di taxi driver. Martin divent? un artista del ping pong, divertendo il pubblico con un gioco aggressivo e con trovate da giocoliere, facendo passare la pallina tra le gambe, dietro la schiena e cos? via: come fa nel film anche Marty, cio? Timoth?e Chalamet, con notevoli prestazioni atletiche. Marty, interpretato da un Timoth?e Chalamet imbruttito, entrato nella parte in modo incredibile, non ? dunque un personaggio bidimensionale, anzi appare all?insegna dell?ambiguit?. Da un lato potrebbe essere letto come uno dei tanti esclusi dalla storia ufficiale degli States, ma che hanno costituito la linfa della nazione, quelli su cui ha scritto Howard Zinn nella sua Storia del popolo americano. Uno che per? intende partecipare all?American dream, senza arrendersi mai, come tanti personaggi delle storie di Springsteen (mi piacerebbe sapere la sua opinione sul film!). Dall?altro lato, specie se si usa un filtro moralistico, pu? essere percepito come espressione dell?America profonda, quella del grilletto facile, che pur di raggiungere il proprio obiettivo non guarda in faccia a nessuno. I 149 minuti del film scorrono velocemente, tra tante avventure e disavventure, trionfi e cadute, narrate non senza ironia e accompagnate da una colonna sonora che sottolinea con potenza le azioni. Assieme al protagonista si devono menzionare almeno due attrici: Gwyneth Paltrow, un po? sfiorita ma sempre affascinante, e Odessa A?zion, che interpreta l?intrepida Rachel, compagna di avventure.
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ralphscott
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martedì 27 gennaio 2026
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una lunga ondata di piena
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Film fiume, una lunga travolgente piena. Come accade quando assistiamo a pellicole che seguono il protagonista per qualche ora o qualche giorno, l'impatto è forte, avvolgente. Mi chiedo però quale necessità potesse giustificare tanto impeto nel caso di Marty, che la camera segue in maniera sincopata - e che dire dell'impressionante montaggio? - porgendoci frangenti all' Indiana Jones, alcune sequenze superflue - come la resa dei conti alla ricerca del cane - e, più in generale, una tensione narrativa costantemente sopra le righe che annacqua le scene madri, poichè non le prepara giostrando sul ritmo, depotenziandole. Oggi, insomma, qualcuno potrebbe dire TOO MUCH.
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Film fiume, una lunga travolgente piena. Come accade quando assistiamo a pellicole che seguono il protagonista per qualche ora o qualche giorno, l'impatto è forte, avvolgente. Mi chiedo però quale necessità potesse giustificare tanto impeto nel caso di Marty, che la camera segue in maniera sincopata - e che dire dell'impressionante montaggio? - porgendoci frangenti all' Indiana Jones, alcune sequenze superflue - come la resa dei conti alla ricerca del cane - e, più in generale, una tensione narrativa costantemente sopra le righe che annacqua le scene madri, poichè non le prepara giostrando sul ritmo, depotenziandole. Oggi, insomma, qualcuno potrebbe dire TOO MUCH. Nonostante tanti eccessi, arrivano inevitabili istanti di noia. La figura della diva al tramonto, una Paltrow ben ritoccata, è tra le cose migliori del film, sebbene impallidisca al cospetto delle tante signore delle camelie - e rispettivi medici condotti - che la storia della settima arte ci abbia regalato. Kevin O' Leary ottimo nei panni del magnate della penna.
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paulfree
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martedì 27 gennaio 2026
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film incredibile
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Un film incredibile: due ore e mezza di pura adrenalina e divertimento, che riescono però anche a lasciare spazio alla riflessione su diverse tematiche esistenziali.
Le gag, a tratti, possono sembrare persino eccessive, ma una volta compreso il senso profondo del personaggio, tutto trova una sua coerenza e si trasforma in puro intrattenimento accompagnato da emozioni autentiche.
[+] moooolto puro
(di dreamers)
[ - ] moooolto puro
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annamaria
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martedì 27 gennaio 2026
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a tratti imbarazzante
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si percepisce solo l?ansia dell?industria che deve salvarsi e disperatamente rilanciare. la mediocrit? del regista e della sceneggiatura riescono a far cadere nel finale anche il grande chalamet.
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dreamers
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domenica 25 gennaio 2026
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noia supreme
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Se hai in pugno la racchetta più performante del mondo e non fai altro che buttare la pallina in rete, il problema è forse all'origine: ma per che cavolo stai giocando a ping-pong? Fuor di metafora: ma che senso ha mettere in piedi un film con splendidi attori, ricchi effetti visivi e un montaggio propriamente da Oscar, totalmente privo di intenzione e sviluppo comunicativo? Noia total, anzi supreme. La premessa, tutta stelle e strisce, corrisponde al finale: la vita è uno schifo, va avanti il più furbo e prepotente, chi non guarda in faccia nemmeno a sua madre e se guarda in faccia alla figlia, può anche avere il legittimo dubbio che non sia nemmneo sua.
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Se hai in pugno la racchetta più performante del mondo e non fai altro che buttare la pallina in rete, il problema è forse all'origine: ma per che cavolo stai giocando a ping-pong? Fuor di metafora: ma che senso ha mettere in piedi un film con splendidi attori, ricchi effetti visivi e un montaggio propriamente da Oscar, totalmente privo di intenzione e sviluppo comunicativo? Noia total, anzi supreme. La premessa, tutta stelle e strisce, corrisponde al finale: la vita è uno schifo, va avanti il più furbo e prepotente, chi non guarda in faccia nemmeno a sua madre e se guarda in faccia alla figlia, può anche avere il legittimo dubbio che non sia nemmneo sua... Il miele? è da leccare da un sudicio corpo villoso. Il piacere del sesso? è da consumare rubando. Resiste chi è pronto a subire umiliazioni, colpi bassi e inganni anche da chi dice di amarlo, tirando dritto o anche di rovescio, ma comunque tirando... Il messaggio di Marty Supreme, personaggio tra i più insopportabili del terzo millennio, è tutto qui. Questa valle di lacrime (versate da un coro di neonati) e sangue (versato un po' da tutti) va abitata così, con prepotenza ed arroganza, non perché questo porti a chissà quale beneficio. Ma perché così, alla fine, ad agitare le bandiere del trionfo saranno sempre e comunque gli americani. I più convinti e insuperabili interpreti di una vita presupposta di merda. Sai che soddisfazione per gli asiatici, puntualmente presi per i fondelli (in una situazione geograficamente ribaltata, si sarebbe gridato allo scandalo razzista)... Sai che iniezione di fiducia per noi europei, ancora romanticamente convinti che il vero senso della vita si nasconda sotto la superficie di un tavolo da gioco. Magari proprio nella Grazia del migliore film di Sorrentino...
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cioppo90
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domenica 25 gennaio 2026
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trama inconsistente
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Un crescendo di tensione basata sul nulla. Delinquenza, inganno e tradimento tradotti in giustificazione egoistica di un fine insulso. Un fine giustificato da qualunque mezzo. Parallelismi sconnessi alla rincorsa della creazione di tensione e intensit? che si traducono in un frullato di carne, pesce e verdure. Una metafora attuale della parabola discente di un'America trumpiana vile, ladra e scorretta.
Per la prima volta, ho pensato di lasciare la sala durante l'intervallo.
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