La gioia |
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Un film di Nicolangelo Gelormini.
Con Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella.
continua»
Drammatico,
durata 108 min.
- Italia 2025.
- Vision Distribution
uscita giovedì 12 febbraio 2026.
MYMONETRO
La gioia
valutazione media:
3,25
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Squallore caldo
di Fabio Ferzetti L'Espresso
Nelle due scene più belle de "La Gioia" la protagonista Valeria Golino è sospesa in verticale, come in assenza di peso. La prima però è una promessa di vita, la seconda una certificazione di morte. Tra una scena e l'altra si stende l'assurda, impossibile, inesorabile, ma in certo modo inevitabile relazione fra la Gioia del titolo, sfiorita insegnante della provincia piemontese (una ridisegnata, ammirevole Golino), e un suo studente che è invece un concentrato di doppiezza, seduzione, ambizioni sbagliate (la rivelazione Saul Nanni, un Helmut Berger dei nostri giorni ma più maturo e consapevole: a lui e alla "Caduta degli Dei" rinvia il suo balletto in tutina).
Chi segue le cronache avrà riconosciuto il terribile caso di Gloria Rosboch e del suo amante assassino, ampiamente esplorato in questi anni da giornali e tv. Il secondo film di Nicolangelo Gelormini (che rielabora l'opera teatrale di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori "Se non sporca il mio pavimento") parla però un linguaggio diverso. Pur restando fedele al "caso", infatti, "La Gioia" estrae una materia meno visibile dai due protagonisti e dalle loro rispettive storie. La solitudine e l'aliena zione totale in cui ognuno a modo suo è immerso. La disperata e in parte inconsapevole ricerca di una vita diversa. Insomma la possibilità, appena sfiorata, di un vero incontro, se non di un amore, tra la prof devota a Flaubert che vive ancora coi suoi (eccellente la madre Betti Pedrazzi).
E quel ragazzo che tutti desiderano e tutti manipolano. Dalla madre cassiera, che il giovane mantiene con le sue marchette (Jasmine Trinca), all'amico parrucchiere nonché amante e prosseneta (Francesco Colella), che saprà riacciuffarlo quando lo vede fare per la prima volta di testa sua.
Naturalmente lo squallore della vicenda, gli ambienti soffocanti, l'ingenuità di Gioia, la protervia generale, oltre a qualche sparsa insistenza, rischiano di generare un disagio perfino eccessivo. Peggio: la sensazione di assistere alla dimostrazione di un teorema, o di spiare vite così sbagliate da non riguardarci. Ma Gelormini e i suoi attori donano ai personaggi un calore, un'attenzione, una considerazione che rendono ancora più universale questa storia così esemplare e capace di illuminare molte zone oscure del nostro presente. Avidità, indifferenza, mercificazione, infantilizzazione, nichilismo: non c'è concetto che qui non acquisti solida evidenza. Come gli ambienti, dagli interni familiari al Lingotto di Torino, che il regista -architetto sfrutta con sapienza. E insieme con rara intelligenza emotiva.
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Uscita nelle sale
giovedì 12 febbraio 2026 Distribuzione Il film è oggi distribuito in 1 sala cinematografica: |