Advertisement
Benedetta Porcaroli: attrice altrove

Discreta e luminosa, Benedetta Porcaroli riceve per la seconda volta da Carolina Cavalli un ruolo che le va a pennello: Il rapimento di Arabella, al cinema.
di Marzia Gandolfi

Benedetta Porcaroli . Interpreta Holly nel film di Carolina Cavalli Il rapimento di Arabella.
giovedì 4 dicembre 2025 - Focus

Perché sopportare la piccola Arabella, una peste con la voce stridula che si annoia a una cena col padre, interrompe il suo discorso, vuole un maledetto taco e riesce infine a svignarsela eludendo la guardia dell’autista che l’aveva in carico? Perché la petulante Arabella del titolo incontrerà nel suo vagare una giovane donna, che ha avuto una brutta giornata ma la tollera con la grazia lunare di Benedetta Porcaroli. Discreta e luminosa, i lineamenti delicati e il sorriso appena accennato sulle labbra, il suo volto lascia intuire, come in Mary Poppins, dietro l’aria seria, un fondo fantasioso. Il rapimento di Arabella segna la sua seconda collaborazione con Carolina Cavalli, che le ritaglia ancora una volta addosso un ruolo che le va a pennello. Sempre altrove, chiusa in camera (Amanda) o in promenade (Il rapimento di Arabella), la giovane attrice romana è aliena alle cose del mondo. Lo sguardo azzurro e in fuga muove i suoi personaggi, un po’ orfani, un po’ segreti e sempre alla ricerca di libertà, nella Galilea di Paolo Zucca (Vangelo secondo Maria) o in un coming- of-age a passo doppio. 

Muovendosi agilmente tra cinema e televisione, energia viva e fragilità, movimento e stasi, la sua figura sottile, quasi schizzata, fa lo stile di Carolina Cavalli, quella sua realtà sfasata e a volte onirica, o la novità di un classico (Il Gattopardo). È lei di fatto il cuore della miniserie di Netflix, che aggiorna per una nuova generazione di spettatori il lontano tema storico (il crepuscolo dell’aristocrazia siciliana nel 1860) del “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, adattato sontuosamente da Luchino Visconti nel 1963. Se Deva Cassel e Saul Nanni fanno quello che possono nel ruolo di Angelica e Tancredi, già incarnati superbamente da Claudia Cardinale e Alain Delon, il vento di novità arriva proprio da Benedetta Porcaroli nel ruolo di Concetta, la figlia di Don Fabrizio Salina. Personaggio in secondo piano nel film di Visconti, diventa nella miniserie figura centrale. Una rilettura artificialmente femminista? No, se si torna all’ultimo capitolo del libro, che illumina la vita interiore di questo personaggio fino ad allora misurato. La serie segue abilmente questa linea per soddisfare le aspettative dei suoi tempi. Anche la sorellanza tra le rivali Concetta e Angelica era già presente in Giuseppe Tomasi di Lampedusa. E il rapporto speciale tra la figlia e suo padre, coraggiosamente reinterpretato da Kim Rossi Stuart, si impone come una logica continuazione del romanzo. 

Qui come altrove, le sue eroine sono portatrici di un’onestà risoluta che si scontra sovente con ambienti ostili e corrotti come nel dramma di Stefano Mordini, La scuola cattolica, adattamento del romanzo di Edoardo Albinati, ficcato nel quartiere Trieste di Roma. Benedetta Porcaroli ha solo ventitré anni quando interpreta il corpo abusato e il volto pestato del delitto del Circeo. Punto focale del bel-sembiante, gli occhi di Benedetta sono l’unica luce in un mondo di tenebre e in un Paese che ha perso i suoi riferimenti. Più volte candidata ai David (18 regali, Amanda), vince il David Giovani nel 2021 e la spunta quest’anno a Venezia con la sua recondita Holly, che cerca in ‘costume bianco’ la versione migliore di sé. Avanza leggera nei suoi anfibi pesanti, robusti piedistalli che la tengono a terra e ne garantiscono la stabilità. Altrimenti la sua Holly volerebbe via, come un palloncino in un cielo mai così azzurro. A piedi o in macchina, naviga a vista in una singolare formazione umana, facendoci parte dei sui segreti d’infanzia. Le lunghe gambe segnano il passo delle sue eroine sempre segrete come la sua Madonna terrena, che rinuncia al manto celeste dell’iconografia mariana e rigetta il peso gravoso dell’Annunciazione. 

Accanto ad Alessandro Gassmann, Giuseppe tranquillo (Vangelo secondo Maria), o a Pietro Castellitto, borghese balordo (Enea), a Sydney Sweeney, suora immacolata (mmaculate – La prescelta), o alla piccola Lucrezia Guglielmino, ‘orfana’ seccatrice, Benedetta Porcaroli è totalmente permeabile ai suoi partner mentre costruisce un mondo e una filmografia in delicato equilibrio tra confidenza e riservatezza. Sempre accogliente ma mai facilmente accessibile, la sua figura minuta e assertiva non smette di interrogarci sul contemporaneo, sulla sorte del femminile incorrotto o abusato, attraversato o trasceso come nella lirica serie di Giuseppe Piccioni (Zvanì – Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli), dove indossa ispirata e struggente i panni (e la crinolina) di Mariù Pascoli, sorella del poeta, che accudì fino alla morte. Se un’attrice è sovente definita dalle sue scelte, Benedetta Porcaroli ha trovato progressivamente il cammino verso un cinema che le parla veramente e che deposita su di lei, personaggio dopo personaggio, particelle che la nutrono. Forse è per questo che cerca film preziosi, la bellezza, dopotutto, è l’essenza del suo mestiere. 


SCOPRI IL RAPIMENTO DI ARABELLA
LA SCUOLA CATTOLICA

È sua la voce che sentiamo al debutto, una voce disperata che chiede aiuto a un passante occasionale. Chiusa nel bagagliaio di una Fiat 127, Benedetta Porcaroli incarna il corpo straziato di Donatella Colasanti, studentessa sopravvissuta al massacro del Circeo. Nel ritratto collettivo di una generazione di italiani divenuti adulti (e mostri) negli anni Settanta, l’attrice è sola (o quasi) davanti alla malattia del maschio italiano, allevato a latte e comunione da famiglie tanto ricche quanto disfunzionali. Una prova difficile per Porcaroli, che all’epoca è appena ventenne. Entra nel film, e nell’auto di chi abuserà di lei, con l’ingenuità della sua verde età. Sulle labbra una canzone di Battisti, nello sguardo un futuro migliore per lei che viene dalla classe proletaria. In un film traumatizzante e impossibile da imbroccare, Benedetta Porcaroli è una fiamma ardente.


SCOPRI LA SCUOLA CATTOLICA
AMANDA

Costume a fiori e occhiali a farfalla bastano a figurare Amanda, venticinque anni e nessuno amico, forse, perché l’eroina di Carolina Cavalli ritrova Rebecca, vecchia compagna di giochi, con cui proverà ad essere più felice. Anche in questa occasione, Benedetta Porcaroli illumina coi suoi grandi occhi chiari ogni personaggio le giri intorno. Chiusa in una stanza o in se stessa, cerca una via di fuga, la migliore amica e un cavallo. La sua silhouette filiforme disegna il cinema di Cavalli a lunghe falcate che finiscono ancora una volta in un paio di anfibi. Dettaglio che tornerà nel loro film successivo, Il rapimento di Arabella. Con Amanda, l’attrice inaugura un femminile a fior di pelle e un repertorio eclettico che la impone come il nuovo volto del cinema italiano, un cinema decentrato e a sua immagine che non ha paura di rimare con la fantasia. 


SCOPRI AMANDA
VANGELO SECONDO MARIA

Il volto angelico, gli occhi blu e la figura gentile, la rendono l’attrice ideale per interpretare Maria, Maria secondo Paolo Zucca, a sua volta ispirata dalle pagine di Barbara Alberti. Dentro un saio sgualcito, rifiuta di maritarsi e di farsi grembo di un uomo o di un dio. La Maria di Benedetta Porcaroli è piena della rabbia dei suoi pochi anni, è carne e sangue in una Sardegna arcaica. Vangelo secondo Maria è forse uno dei film che meglio rivela la silhouette giacomettiana dell’attrice. Accanto al Giuseppe Gigante (e lui sì celeste) di Alessandro Gassmann, è una di poesia elementare, arte povera ispirata che tuona contro la sua condizione di donna e un destino che qualcuno ha deciso per lei. Porcaroli restituisce a Maria la sua intelligenza emotiva e la sua capacità di desiderare, infrangendo il mistero e il docile strumento per farsi ribelle che vuole soltanto conoscere. Amen.


SCOPRI VANGELO SECONDO MARIA
IL GATTOPARDO

A colpi di immagini piatte e di dialoghi esplicativi, Il Gattopardo di Luchino Visconti viene spogliato di tutta la sua malinconia. Addio alle ellissi cinematografiche e alle digressioni letterarie e benvenuti nelle convenzioni della narrazione seriale, che consentono un approccio pedagogico alla definizione del contesto politico, sfruttando al contempo il trito e ritrito cliché del triangolo amoroso. Se il personaggio di Benedetta Porcaroli, la figlia virtuosa del Principe di Salina, è più sviluppato rispetto al film di Visconti, ciò avviene a scapito di un dualismo un po’ elementare con Angelica (Deva Cassel), ridotta a femme fatale inevitabilmente corrotta dal suo soggiorno parigino. La serie si guarda ma non lascia traccia, a parte quella assunta da Porcaroli, personaggio moderno piantato in un ‘bigino’ pensato per aiutare gli studenti delle scuole superiori a superare gli esami senza aver mai letto il libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.


SCOPRI IL GATTOPARDO
ZVANÌ - IL ROMANZO FAMIGLIARE DI GIOVANNI PASCOLI

Un altro poeta in viaggio verso l’ultima destinazione, dopo il D’Annunzio di Pietro Marcello. Giuseppe Piccioni interpreta bene il concetto di ‘sogno’, ricorrente nel pensiero di Giovanni Pascoli (la poesia si trova solamente “in ciò che è morto e in ciò che è sogno”), che con le sue sorelle (Benedetta Porcaroli e Liliana Bottone) assomiglia ai personaggi sommessi, discreti e ‘fuori dal mondo’ dell’autore. Un po’ appartati, nascosti, sempre intimiditi dall’arroganza di chi procede dritto senza dubbi o incertezze. Piccioni trova per Pascoli (Federico Cesari) e per i suoi attori, quelli di ieri (Ceccarelli, Buy, Scamarcio…) e quelli di oggi (che meraviglia la ‘fanciullina’ devota e fedele di Benedetta Porcaroli: “un risveglio di palpiti”), un luogo dell’anima. In equilibrio instabile tra veglia e sogno, ammanta Benedetta della nebbia del Po’, sollevandola da terra in passaggi ispirati.  


SCOPRI ZVANÌ - IL ROMANZO FAMIGLIARE DI GIOVANNI PASCOLI

Tutti i film da € 1 al mese

{{PaginaCaricata()}}

Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2026 MYmovies.it® Mo-Net s.r.l. P.IVA: 05056400483 Licenza Siae n. 2792/I/2742.
Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.
Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Riserva TDM | Dichiarazione accessibilità | Accedi | Registrati