Vincenzo Rossini
Film TV
Condividevano il brodo di coltura: la scena romana del Locale, nei primi anni 90, dove si saliva sul palco e si suonava anche se le serrande erano abbassate, un po' jazz club un po' istituto in autogestione: preistoria, rispetto al solitarismo di oggi. Avevano già lasciato un segno nelle reciproche carriere in divenire (il climax surreale: Vento d'estate, improbabile hit estiva nel 1998). Ma nell'approccio alla canzone restavano più distanti delle apparenze: Niccolò Fabi, spesso in sottrazione, trascendente e riflessivo, speculare all'istrionismo spesso ai confini col nonsense di Max Gazzè, ma antitetico anche rispetto a Daniele Silvestri, alla natura fluviale delle sue rime, ora sarcastiche, ora amare, con le braccia dentro le questioni sociali. [...]
di Vincenzo Rossini, articolo completo (3248 caratteri spazi inclusi) su Film TV 24 febbraio 2026