Un ritorno alla finzione, a partire da un racconto di Georgy Demidov. Un'altra parabola sui meccanismi di funzionamento e rappresentazione del potere
di Aldo Spiniello Sentieri Selvaggi
1937, l'apice del terrore staliniano. Sergei Loznitsa torna a uno dei periodi storici che ossessionano il suo cinema, sempre concentrato sui meccanismi di funzionamento dei regimi repressivi e sulle modalità di autonarrazione del potere. Stavolta, però, sceglie un approccio diverso dai suoi radicali e "problematici" documentari d'archivio, come Process, per riprendere la strada della finzione. Il punto di partenza è un racconto del fisico e scrittore Georgy Demidov, arrestato a Karkhiv, in Ucraina, nel 1938 per sospetta attività controrivoluzionaria e costretto a trascorrere quattordici nei gulag. [...]
di Aldo Spiniello, articolo completo (4412 caratteri spazi inclusi) su Sentieri Selvaggi 12 febbraio 2026