C'è Los Angeles, il colpo, i professionisti del crimine e le complicazioni dell'amore, ma non Michael Mann: l'accoppiata Wislow/Layton è meno dolente e romantica, più ruffiana e assolutrice. Ma questo film vecchia scuola non dispiace
di Gianluca Arnone La Rivista del Cinematografo
Si aggirano tre spettri sulla statale 101 di Los Angeles: quello di un rapinatore meticoloso, chirurgico, che ruba gioielli senza torcere un capello a nessuno; quello di Drive, con il suo pilota metà monaco e metà samurai, che parla poco, guida come se stesse pregando e vive di rituali immodificabili; e quello di Michael Mann, che a L.A. ha disegnato tavolozze noir magnifiche, cogliendone gli abbacinanti crepuscoli di vita.
Il primo spettro ha un nome: Mike Davis. In Crime 101 - La Strada del Crimine di Bart Layton, Mike è un ladro gentiluomo, un uomo che vive dentro un codice autoimposto: "non ferire nessuno", "non lasciare tracce". [...]
di Gianluca Arnone, articolo completo (4697 caratteri spazi inclusi) su La Rivista del Cinematografo 12 febbraio 2026