Un dramma umanista che riesce a toccare le corde giuste e trova nelle forme del road-movie il suo desiderio di fuga. Drammatico, Repubblica Ceca, Slovacchia, Italia2025. Durata 100 Minuti.
Un road movie intimo e poetico sul desiderio di libertà, sulle forme imperfette dell'amore, e sulla fatica ma anche la necessità di smettere di sopravvivere e cominciare a vivere. Espandi ▽
Ester, una donna ceca di circa 45 anni, si è occupata per gran parte della sua vita del figlio adolescente David, affetto da disabilità mentale. Per le vacanze estive viene invitata da alcuni amici in Italia ma il comportamento di David crea numerosi problemi. Mette in moto il camper degli amici e parte assieme al figlio verso il sud del paese. Durante il viaggio il loro destino s'incrocia con quello di Zuza, una ragazza senza fissa dimora che si unisce a loro. E, giunti in Calabria, per la prima volta Ester pensa che la sua vita e quella del figlio possa essere migliore.
In un approccio quasi semi-documentaristico e supportato dalla convincente prova di Anna Gaislerová nei panni di Ester, Caravan mette a fuoco il peso degli obblighi ma anche l'intensità dei legami familiari che la cineasta aveva già affrontato in Bába, primo premio della Cinéfondation al Festival di Cannes del 2009.
Talvolta è tentato da virate simboliche forse anche evitabili (il mare, i vetri, l'arcobaleno), ma nel suo fragile equilibrio c'è anche la forza di un dramma umanista che riesce a toccare le corde giuste. Recensione ❯
Ritratto di una donna forte ed indipendente che nasconde un passato di sofferenza. Espandi ▽
In ospedale, al capezzale di sua madre, l'americana Esther Horowitz riceve una lettera con una missione: rintracciare in Israele una donna vissuta negli anni Trenta in quelle terre. Tra una peripezia e l'altra, spinta dall'urgenza di scoprire la verità si farà aiutare dal professore Zayde e scoprirà la storia del contadino vedovo Moshe e della grintosa Yehudit, che coinvolse anche il romantico sognatore Yaakov e il pratico commerciante Globerman in una sorta di "tribù" di padri protettori per il figlio.
I ruoli femminili risultano assolutamente centrali e di spessore, forti delle convincenti interpretazioni della memorabile Ana Ularu e di Mili Avital, ma convincono anche i personaggi maschili. Questo film non è un giallo, non è un thriller, non è un film storico, e non è solo un film che racconta l'esperienza degli ebrei che a inizio Novecento lasciarono l'Europa per sfuggire alle persecuzioni con il proposito di costruire una nuova società. È una storia sull'importanza delle proprie radici, sulla genitorialità e tanto altro.
Il film è una plurisfaccettata storia d'amore (a due binari, due epoche e più trascorsi emotivi), in cui l'altro è ancora di salvezza, empatia e supporto insostituibile, in una parola: casa. Recensione ❯
Una Napoli totalmente al di fuori delle convenzioni e degli stereotipi vista con
lo sguardo di chi ha al centro della propria indagine l'umanità. Documentario, Italia2025. Durata 115 Minuti.
Tra il Golfo e il Vesuvio, Napoli si racconta in bianco e nero: tra storia, archeologia e vita quotidiana, un viaggio nel tempo e nell'anima del territorio. Espandi ▽
La Napoli del Vesuvio. La Napoli dei Campi Flegrei con le scosse di terremoto. La Napoli dei tombaroli. La Napoli degli archeologi. La Napoli di chi fa doposcuola cercando di offrire il proprio sapere a chi più ne ha bisogno. La Napoli dei marinai siriani in rotta fissa: Odessa-Napoli e ritorno. La Napoli del centralino dei Vigili del Fuoco e della varia umanità che ne cerca l'aiuto. La Napoli dello sventramento. La Napoli com'era nella visione di un Maestro: Roberto Rossellini.
Gianfranco Rosi entra in una Napoli che è al contempo frutto di uno sguardo personale ma anche messa a disposizione delle diverse sensibilità di coloro che osservano. Recensione ❯
Un thriller psicologico che unisce l'horror degli shark movies a quello del sadismo umano, dove l'oceano australiano è sfondo perfetto per una macabra messa in scena. Espandi ▽
Australia. Zephyr è una surfista che, spirito libero, viaggia assolutamente da sola alla ricerca delle onde migliori. Fa casualmente conoscenza con Moses, che ha bisogno dei cavi appositi per mettere in moto la propria auto. Scocca una scintilla, ma dopo una notte appassionata, lo spirito libero di Zephyr prevale e lei sgattaiola via da sola verso la prossima spiaggia. In un parcheggio, però, si imbatte in Tucker, che ha una barca con cui conduce i turisti in mare a vedere gli squali, ma è soprattutto un feroce serial killer.
L'idea di ibridare il popolato sottogenere dei film sugli squali con quello ancor più popolato dei film sui serial killer è interessante e relativamente originale. La figura dell'omicida poi, la cui natura ci viene rivelata sin dal prologo, è tratteggiata con abilità.
Sean Byrne, con questa sua terza regia, a dieci anni dal film precedente, si conferma autore interessante e capace di trovare aspetti originali anche in materie già molto utilizzate. Recensione ❯
Il documentario ripercorre il decennio d'oro della Juventus (1975-1985), tra trionfi storici e tragedie come l'Heysel, sullo sfondo dell'Italia segnata da tensioni e cambiamenti. Espandi ▽
Comincia dalla serata sportivamente drammatica di Atene dell'83 e si conclude (quasi) con la serata tragica per quel che avviene due anni dopo fuori dal campo, la notte dell'Heysel, la retrospettiva di Bozzolini sul decennio d'oro 75-85. Volti differenti di quella maledizione della Coppa dei Campioni che accompagna da sempre la Juventus, con 7 finali perse su 9 e una delle due vinte pressoché impossibile da celebrare. Perché, come soleva dire Paolo Maldini, chi ha vinto tanto in genere ha perso ancora di più e si ricorda l'amarezza di quelle sconfitte, di cui pochi tengono conto.
Le gesta di campioni dalla personalità indimenticabile, quali Scirea, Tardelli, Rossi, Zoff, Platini e Boniek, sono raccontati attraverso le testimonianze dirette oppure i ricordi di chi, come Scirea e Rossi, ci ha prematuramente lasciato.
Un documentario di servizio, che si concentra totalmente sulla meticolosa raccolta di dati e sull'aneddotica senza inseguire particolari pretese artistiche. Recensione ❯
La vacanza di una ricca famiglia si trasforma in un incubo dopo l'incontro con una strana ragazza. Espandi ▽
Durante una vacanza nelle campagne francesi, una ricca famiglia tedesca rimane invischiata con una giovane dalle intenzioni inquietanti che lavora in un hotel. Recensione ❯
Un emozionante ritratto di Nino D'Angelo, l'artista e l'uomo, e il confronto con le proprie origini e i legami familiari. Documentario, Italia2025. Durata 90 Minuti.
Nino D'Angelo saluta gli anni '80 con un concerto a Napoli, mentre il figlio Toni racconta la sua vita, dal successo alla fuga improvvisa dalla città. Espandi ▽
Toni D'Angelo racconta il padre Nino, dall'infanzia povera nel quartiere di San Pietro a Patierno nella periferia di Napoli allo straordinario successo musicale. Mentre Toni segue Nino durante i preparativi di un concerto, restituisce con la macchina da presa un ritratto intimo del genitore che intreccia vita privata e scena artistica. Il ritratto di un interprete amatissimo a Napoli e nel mondo, e insieme di un uomo che si confronta con il passare del tempo, con le proprie radici, con i propri legami familiari e con ciò che resta del cammino fatto.
In una sorta di personale ricerca del tempo perduto, Toni e il padre dialogano ripercorrendo l'incredibile storia di Nino.
Il documentario procede alternando i dialoghi tra i due con materiale d'archivio, dalle esibizioni a vecchie interviste o anche ospitate televisive, ripercorrendo la storia dello "scugnizzo" che ce l'ha fatta grazie al talento, all'ostinazione, a qualche incontro fortunato e a quell'intuizione tutta napoletana che ad esempio gli fa trasformare "Let it Be" dei Beatles nella cover "Gesù Cri". Recensione ❯
Un dramma insieme familiare ed esistenziale che si schiera contro rigidità ed egoismi, con una regia raffinata e attori convincenti. Drammatico, Spagna2025. Durata 115 Minuti.
Ainara affronta un bivio personale e di carriera, mentre la sua famiglia osserva con crescente preoccupazione le sue scelte. Espandi ▽
Ainara è una diciassettenne che sta vivendo un momento molto delicato. Ha perso sua madre, vive con il padre e le sorelle. All'ultimo anno di liceo però, anziché pensare all'università, chiede di poter passare due settimane con le suore di clausura. Ainara è nel pieno della confusione, ma una cosa sente chiara, il desiderio di affidare la sua vita a qualcosa di più grande.
È un coming of age per nulla banale e di grande spessore, Los Domingos di Alauda Ruiz de Azúa. Tutto il cast si dimostra di assoluto livello.
Il film ha il merito di rivelarsi invece un dramma laico, esistenziale e familiare a un tempo, contenuto e misurato. Mai patetico, sempre coinvolgente e capace di schierarsi da un lato contro dogmi e fanatismi, dall'altro di mostrare con garbo da quanti egoismi e rigidità siano fatti i legami familiari. Recensione ❯
Clémence, dopo la separazione e l'amore per una donna, affronta la manipolazione dell'ex marito che le impedisce di vedere il figlio liberamente. Espandi ▽
La separazione tra Clémence e il marito Laurent sembra all’inizio serena, senza troppi problemi nel gestire la custodia condivisa del figlio di otto anni Paul. Avendo abbandonato il mestiere di avvocato, Clémence si è data nel frattempo alla scrittura, all’amato nuoto in piscina e alla scoperta dei rapporti con le donne. Proprio questo dettaglio fa inasprire il rapporto con Laurent, che attraverso la manipolazione del bambino intrappola Clémence in un’odissea giudiziaria impedendole di vedere il figlio se non sotto stretta supervisione. Vicky Krieps è una delle certezze nel panorama del cinema indipendente europeo contemporaneo, e in Love Me Tender trova il tipo di progetto che meglio la rappresenta. In cambio riceve la possibilità di aggiungere un’ennesima ottima interpretazione al suo catalogo, in uno sfaccettato dramma francese che parla di una donna a tutto tondo e non solo di una madre in lotta per la custodia del figlio. Recensione ❯
Il thriller basato sul thriller tedesco best-seller di Sebastian Fitzek. Espandi ▽
Quando Jules (Sabin Tambrea) inizia il proprio turno ad una linea telefonica di supporto alle donne, per aiutarle a tornare a casa sane e salve, tutto lascia presagire un tranquillo sabato sera. Questo almeno, finché non riceve la telefonata di una giovane madre di nome Klara (Luise Heyer), che sostiene che morirà quella stessa notte per mano di un famigerato killer ossessionato dalle donne. Questi le ha dato un ultimatum: o Klara uccide il marito (Friedrich Mücke) oppure sarà lei a venire assassinata quella stessa notte. Inizia così la disperata fuga della donna dal cosiddetto "Calendar Killer", accompagnata da Jules al telefono, come unica speranza di salvezza. Recensione ❯
Un'avventura spettacolare dai registi di Avengers: Endgame ambientata in una versione alternativa e retro-futuristica degli anni '90. Espandi ▽
È il 1990 e gli automi che da quasi mezzo secolo svolgono i lavori più infimi e usuranti finalmente acquisiscono coscienza del loro posto nel mondo: la Robot Equality Coalition guidata da Mr. Peanut chiede il diritto all'esistenza, gli umani rispondono con la guerra. È il 1994 quando ritroviamo la giovane Michelle mentre si dà alla fuga assieme al robot Cosmo, in cerca del fratello creduto morto in un incidente stradale di qualche anno prima. I due hanno una meta, l'Exclusion Zone dove sono state rinchiuse le macchine dopo aver perso il conflitto, ma sulle loro tracce c'è Sentre, la multinazionale che controlla tutta la moderna tecnologia che tiene in piedi la società.
Bruciato qualcosa come 300 milioni di dollari, sfinito lo star power di Millie Bobby Brown e Chris Pratt, alienata la fanbase di partenza, The Electric State è l'epitome dell'attuale impossibilità del sistema-streaming di tirare su una (nuova?) forma compiuta di blockbuster, un prodotto-evento capace di massimizzare il capitale simbolico e commerciale, e questo nonostante il bicchiere sia mezzo pieno e non vuoto. Perché anche in questa ultima prova di Anthony e Joe Russo si tratta più di quello che è mancato e non di quello che non c'è stato. Recensione ❯
Un film che riflette in toni metaforici sul confine tra libertà e coercizione, comunità e isolamento. Horror, Drammatico - Polonia, Gran Bretagna2025. Durata 110 Minuti.
Dopo una notte di eccessi, Tommy, 19 anni, si ritrova prigioniero di una famiglia che vuole "rieducarlo": presto vittima e carnefice si confondono. Espandi ▽
Tommy, diciannovenne sregolato di Londra, passa con gli amici una notte folle, tra droghe, locali, sesso e violenza estemporanea. Tornando a casa esausto e soddisfatto, viene inspiegabilmente sequestrato. L'autore dell'azione è un uomo apparentemente mite, un padre di famiglia che vive in campagna con la moglie e il figlio adolescente e da poco ha assunto un'immigrata irregolare come donna di servizio. La sua intenzione, condivisa dal resto della famiglia, è quella di incatenare Tommy nello scantinato e costringerlo a diventare un "bravo ragazzo". Inizialmente sconvolto, poco alla volta Tommy dovrà scegliere tra la fuga e la redenzione.
Tra Kubrick, Haneke e Lanthimos, il polacco Komasa gira una coproduzione internazionale che riflette in toni chiaramente metaforici sul confine labile tra libertà e coercizione, comunità e isolamento. Recensione ❯
Una serie che vede una famiglia precipitare in un incubo quando il figlio tredicenne viene arrestato per l'omicidio di una sua compagna di scuola. Espandi ▽
È l'alba, e nella cittadina inglese dove vivono i Miller la polizia irrompe in casa, sconvolgendo la famiglia. Gli agenti non cercano il padre, Eddie, ma il figlio tredicenne Jamie, arrestato per omicidio. Portato in centrale, il ragazzo subisce un duro interrogatorio, via via scoprendo una serie di eventi impensabili, mentre una psicologa incaricata di valutarlo scopre i lati inquietanti della sua personalità e le influenze tossiche che ne hanno segnato la crescita, facendo emergere un quadro oscuro sull'adolescenza e sulle insidie digitali.
La serie affronta temi di grande rilevanza sociale e psicologica, ponendo interrogativi profondi sulla radicalizzazione maschile, sul potere pervasivo dei social media nella formazione dell'identità giovanile - a prescindere dal background e dalle stesse possibilità educative (buone di base) di una coppia di genitori allibiti - e sull'incapacità degli adulti di comprendere la nuova realtà generazionale.
Adolescence è una miniserie da vedere, forse da portare nelle scuole, ma non per gli studenti, bensì per i loro insegnanti. Così come il piano sequenza impedisce di distogliere lo sguardo dagli eventi, la miniserie costringe lo spettatore adulto (e soprattutto lo spettatore maschio) a confrontarsi con domande scomode e prive di risposte facili. Recensione ❯
Una commedia che racconta la crisi esistenziale di Babbo Natale. E di come le donne riescono a trovare una soluzione. Espandi ▽
Lavora una volta l'anno, ma lo stress lo attanaglia. Babbo Natale, o meglio Claus XVI, è in crisi e va in terapia insieme a sua moglie Margaret, che è anche la sua vice tuttofare, colei che organizza il lavoro anche con gli elfi. La sua identità deve rimanere segreta secondo le regole del mondo magico, solo i loro figli conoscono la vera identità dei genitori. Tutto precipita quando Babbo Natale fugge in una spa, dove incontra un ex Babbo Natale elargitore di consigli. A Margaret non resterà che allearsi con la Befana e Santa Lucia per tentare di salvare, tutte insieme, il Natale.
La caratterizzazione dei personaggi è tra gli elementi che funzionano di più in questo family movie scritto da Michela Andreozzi e diretto da Stefano Cipani, che va giudicato per quello che è: una commedia ironica per tutta la famiglia, volutamente semplice e pop, inclusiva, simpatica, divertente e senza troppe pretese, che si concede qua e là spunti apprezzabili di ironia nelle battute. Recensione ❯
Inconsueto psycho-thriller dai risvolti inquietanti. Una nuova conferma del talento multiforme di Osgood Perkins. Horror, USA, Canada2025. Durata 99 Minuti.
In una baita isolata, Liz e Malcolm si godono il loro weekend fuori porta. Ma presenze inquietanti e un legame oscuro con la foresta iniziano a emergere. Espandi ▽
Liz ha accettato di buon grado di trascorrere un tranquillo weekend con il nuovo fidanzato, Malcolm, di professione dottore, nel suo isolato chalet tra i boschi. La prospettiva è quella di un romantico tête-à-tête, ma le cose sono ben presto scombinate dall'improvvida irruzione del cugino Darren. Dopo una notte agitata, il giorno successivo Malcolm deve lasciare da sola Liz nello chalet. Liz prende di buon grado l'assenza di Malcolm, ma, rimasta sola, si trova a fronteggiare presenze inaspettate e minacciose.
Dopo aver adottato i toni della vivace commedia macabra per lui piuttosto inconsueti con The Monkey, Osgood Perkins torna a tematiche più rarefatte e intimistiche pur restando fermamente all'interno dei confini del genere horror.
Perkins si conferma autore interessante nel panorama dell'horror contemporaneo: qui, lavorando per sottrazione e con grande attenzione alla caratterizzazione dei personaggi principali, gestisce con stile raffinato ed elegante un racconto lineare e scorrevole dando adeguato risalto, grazie anche alla buona qualità degli effetti speciali, ai risvolti visuali dell'inquietante finale. Recensione ❯