| Titolo originale | Overlord - The Holy Kingdom Arc |
| Anno | 2024 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Giappone |
| Durata | 135 minuti |
| Regia di | Naoyuki Itô |
| Attori | Satoshi Hino, Masayuki Katô (II), Asami Seto, Yoshino Aoyama, Hitomi Nabatame Saori Hayami, Haruka Tomatsu. |
| Uscita | lunedì 9 dicembre 2024 |
| Distribuzione | Nexo Studios |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,09 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 10 dicembre 2024
Il film adatta una delle storie più famose e amate dai fan: quella che vede il protagonista combattere contro una delle minacce più grandi che gli siano mai capitate. In Italia al Box Office Overlord - Capitolo del Santo Regno ha incassato 72,5 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Ainz è un lich, un mago non morto dal corpo scheletrico, ma in realtà è anche un ragazzo del 2126, ritrovatosi misteriosamente intrappolato nel corpo del suo avatar videoludico - dopo la chiusura del server del mondo di gioco che frequentava assiduamente. Da allora è però passato del tempo e Ainz ha radunato molti alleati e risorse in questo mondo dark fantasy ricco di divisioni e fanatismi, che lui intende unire sotto il proprio governo. Per farlo ha un piano, dove ha un ruolo cruciale il demone Demiurgo, che opera come un maestro di intelligence tra doppi giochi e depistaggi. Ha infatti evocato un demone che sta devastando un regno vicino, in modo che questo chieda l'aiuto di Ainz, il quale conta di prenderne il controllo.
Tratto da una serie di light novel, Overlord: Il capitolo del Santo Regno avrebbe forse ambizioni tragiche e nichiliste, ma sfocia in un film adolescenziale, autoreferenziale e pure politicamente inquietante.
Sebbene la storia potrebbe essere letta come la tragedia di Neia Baraja e di Remedios Custodio, il punto di vista del film è allineato con i piani di Ainz e Demiurgo, che si macchiano di crimini orrendi ma che si vorrebbe fossero ammirati per la loro intelligenza - o persino simpatia nel caso di Ainz - passando sopra a una spregiudicata dove il fine giustifica ogni mezzo. Certo il mondo in cui vivono è fratturato, in guerra, ricco di despoti, ma la quantità di innocenti che muoiono, per altro spesso malissimo, per i piani di Ainz è semplicemente mostruosa.
Questa filosofia è esplicitata in una delle prime scene del film, quando uno dei semiumani mostra di avere un bambino come ostaggio dalle mura del suo castello. Ainz in uno sfoggio di raccapricciante real-politik vuole dimostrare ai paladini che sono con lui come l'uso degli scudi umani debba essere subito stroncato, perché non venga replicato in seguito. Così semplicemente incenerisce parte delle forze nemiche e pure il bambino preso in ostaggio. Questa lezione sarà rapidamente appresa da Neia, la paladina incaricata di stare al fianco di Ainz per controllarlo, ma che da subito è da lui affascinata. Quando un'armata di semiumani si lancerà contro le mura da lei difese, e un capitano avrà un bambino legato sul petto, Neia scaglierà la sua freccia direttamente sul bambino.
Il film ci mostra come gli assassini dietro le quinte, la sostituzione con doppleganger e persino l'impiego di un demone sulla popolazione, siano intelligenti stratagemmi per arrivare alla dominazione del regno. Per altro approfondendo la lore della serie diventano chiarissima l'ispirazione nazista del personaggio di Demiurgo, che pratica torture ed esperimenti eugenetici. Overlord è dunque irricevibile sul piano etico e va solo un poco meglio con l'animazione, che sembra allineata a quella della serie Tv anche se si tratta di un capitolo esclusivamente cinematografico. La tensione poi è del tutto assente: non solo il protagonista Ainz è il tipico frutto di una fantasia di potere capace di sbaragliare qualsiasi nemico (può persino far risorgere se stesso), ma in questo caso le battaglie a cui partecipa sono solo delle messe in scena.
La suspense sarebbe allora, al massimo, nel vedere come Neja si convinca che Ainz sia una specie di santo, perché interviene in una guerra che non è la sua e oltretutto accoglie nel proprio regno umani e semi-umani perché vivano insieme felici. Ma la ragazza non è mai vicina a scoprire la verità, ignora di essere stata raggirata e che a migliaia sono morti per la sete di potere del "benefattore". Dunque il suo scivolare verso una fanatica adorazione di Ainz è spiacevole e orribile, ma non è mai in discussione. Così come Remedios, paladina invece integerrima, zelante, violenta e tutt'altro che simpatica, non abbia mai altro destino che essere una pedina: anche quando rifiuta di fidarsi di Ainz, non è che un piccolo inceppo nel piano dello stregone non morto.
Il film è poi di difficile comprensione per chi non conosca la serie, perché anche se si tratta di un capitolo relativamente autonomo, è la diretta conseguenza dei fatti avvenuti poco prima: il demone controllato da Demiurgo era infatti già apparso in un'altra storia e questa è solo la seconda fase del piano che lo riguarda. Ci sono poi personaggi come Shizu che entrano in scena già a film ampiamente inoltrato e senza troppe spiegazioni, come se la loro identità e il loro ruolo fossero ovvi.
Manca poi completamente il racconto del mondo reale da cui proviene il giocatore nei panni di Ainz, che è forse la cosa più interessante della lore di Overlord, visto che è un futuro dove la società è rigidamente classista e il mondo è depauperato di risorse e terribilmente inquinato. Insomma Overlord si presenta come il tipico Isekai dove i personaggi sono in un mondo diverso dal nostro, passando per un videogame, ma avrebbe potuto essere qualcosa di più vicino a Ready Player One e trovare magari qualcosa di meno nazista da esprimere. Infine, cieligina sulla torta, l'accumulo di personaggi e situazioni autoreferenziali ha il nefasto effetto di gonfiare la durata fino a 132 minuti.
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Mercoledì 4 dicembre abbiamo assistito in anteprima a Overlord il Film: Capitolo del Santo Regno, altro sfizioso lungometraggio d'animazione targato Nexo Studios e Yamato Video, che, proprio ora, approda al cinema per l'ormai classica durata di tre giorni: 9, 10 e 11 dicembre. Ad introdurlo in sala con verve inconfondibile il doppiatore Massimo Triggiani.
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