Lontano da ogni seduzione di sperimentazione visiva, la miniserie rimanda ad una elaborazione sui toni del melodramma che infiamma d'amore le anime. VENEZIA81. Fuori Concorso.
di Tonino De Pace Sentieri Selvaggi
Il destino di Sergio Rubini è forse quello di inseguire il cinema di Mario Martone. Per la seconda volta dopo l'accoppiata Qui rido io - I fratelli De Filippo, la miniserie del regista pugliese alla ricerca di una verità su Leopardi rimanda a Il giovane favoloso.
In verità, a ben guardare, nell'uno e nell'altro caso lo sguardo di Rubini conserva una propria personalità nettamente differente da quella del regista napoletano e, pur nella sua maggiore e immediata leggibilità che non è sinonimo di semplicità ma di articolazione differente della sintassi dialettica, anche la serie sul poeta dell'infinito, conserva una sua ricchezza di temi pur destinato ad un consumo televisivo, anche qui con ogni conseguenza del caso. [...]
di Tonino De Pace, articolo completo (2534 caratteri spazi inclusi) su Sentieri Selvaggi 29 agosto 2024