L'autore torna ai temi già raccontati ne Le otto montagne e prova a trasmettere quella dimensione spirituale propria delle montagne, stupendo sul piano visivo, ma non riuscendo a comunicarlo davvero.
di Matteo Pivetti Sentieri Selvaggi
La montagna è da sempre rappresentata come un luogo altro, una dimensione quasi metafisica in cui all'ascensione in senso fisico se ne accompagna un'altra su un piano spirituale. Lì sono in vigore altre regole, quelle della natura, in un'inversione dell'ordine stabilito dall'uomo, che detta le proprie leggi nel resto del territorio, ma che in altitudine non può che adattarsi. Prova a raccontare proprio quest'esperienza Paolo Cognetti in Fiore mio, suo primo lungometraggio alla regia.
Aveva già affrontato questo tema nel suo romanzo più noto, Le otto montagne, vincitore del premio Strega nel 2017 e da cui è stato in seguito tratto il film omonimo diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, trionfatore ai David nel 2023. [...]
di Matteo Pivetti, articolo completo (3216 caratteri spazi inclusi) su Sentieri Selvaggi 25 novembre 2024