|
|
tozkino
|
giovedì 30 gennaio 2025
|
una chiesa piccola piccola: un racconto fuorviante
|
|
|
|
Deludente sotto molti punti di vista, il lavoro del regista austriaco è pieno zeppo di errori, inesattezze, semplicionerie, anche dal punto di vista dei costumi, dei titoli e dei dialoghi siamo davvero alla banalità più totale. Eppure, negli scorsi decenni, molti registi hanno portato sugli schermi, con tinte fantasiose più o meno insistenti il tema: penso ai biopic su Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II, ancora su Giovanni Paolo I e su Paolo VI, ma anche al fantasioso Codice da Vinci e al grandioso Angeli e Demoni che, nelle ricostruzioni, nelle location e nei costumi raggiunse vette di precisione estetica e formale meravigliose.
[+]
Deludente sotto molti punti di vista, il lavoro del regista austriaco è pieno zeppo di errori, inesattezze, semplicionerie, anche dal punto di vista dei costumi, dei titoli e dei dialoghi siamo davvero alla banalità più totale. Eppure, negli scorsi decenni, molti registi hanno portato sugli schermi, con tinte fantasiose più o meno insistenti il tema: penso ai biopic su Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II, ancora su Giovanni Paolo I e su Paolo VI, ma anche al fantasioso Codice da Vinci e al grandioso Angeli e Demoni che, nelle ricostruzioni, nelle location e nei costumi raggiunse vette di precisione estetica e formale meravigliose. Nel caso diConclave niente di tutto ciò accade; tutto invece è caratterizzato da imprecisioni, banalità e interpretazioninoir. I conclavi del Novecento e dei primi decenni del Terzo millennio sono stati indagati sotto moltissimi punti di vista. Ma la riservatezza e il segreto che protegge i lavori del conclave non hanno mai consentito di conoscere bene le dinamiche interne al Sacro Collegio che portano all’elezione e all’accettazione dell’investitura più democratica e intensa della storia dell’umanità, per questi motivi, ero davvero interessato a visionare il lavoro del regista austriaco Edward Berger. Metto le mani avanti subito: è stata una grandissima delusione. Ho avuto subito la sensazione di un film cupo che ha il solo scopo di presentare la Chiesa come un luogo oscuro, fatto di intrighi di potere e lotte. Sotto il profilo strettamente formale, Conclave è un pessimo film per ritmo e dinamica narrativa; qua e là qualche interessante spunto, mi sono piaciute le musiche di Bertelmann; le ricostruzioni scenografiche, i costumi e i dialoghi li ho invece trovati assolutamente banali e incredibilmente inadatti: qualche dettaglio, la sala da pranzo che ospita i cardinali, gli alloggi dei porporati, l’appartamento pontificio sigillato dopo la morte del Papa, la Cappella Sistina ma, a ben vedere, tutti gli ambienti non hanno nulla a che fare con le solenni e tipiche location vaticane; gli abiti e i paramenti (assolutamente improbabili, anche per i pittori fiamminghi o per El Greco) e perfino il color porpora che tinge le vesti dei cardinali, non hanno nulla a che vedere con l’ambientazione liturgica e storica dei veri costumi: Berger fa vestire i cardinali con banali camicioni lunghi fino alle caviglie; mitre dalle forme più strane; lo stesso Camerlengo (che presiede tutto il Conclave fino all’elezione del nuovo Pontefice), non è neppure chiamato così. Unico dato di pregio l’intensa interpretazione del grandissimo attore Ralph Fiennes; ironica, goliardica e perciò inutile l’interpretazione di Sergio Castellitto; delegata a un ruolo marginalissimo Isabella Rossellini. Alcuni criticihanno assolto Conclave per il risvolto thriller: il regista Berger orchestra una sorta di partita a scacchi tra cardinali, addizionata da sfumature psicologiche curiose. Sembra che il regista austriaco sia interessato a descrivere il mondo di una certa Chiesa di palazzo, come una piramide di potere, ambizione e corruzione. Quello cui il regista è maggiormente interessato è un racconto terreno, impastato di pensieri e sentimenti di un’umanità fragile, per lo più interessata al potere e non alla guida pastorale della Chiesa e del mondo. Proprio per queste motivazioni non mi ci ritrovo per nulla, in questa interpretazione fuorviante della Chiesa.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a tozkino »
[ - ] lascia un commento a tozkino »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
maria miccinesi
|
sabato 5 aprile 2025
|
un piacere per gli occhi e per la mente
|
|
|
|
Ottimo film: fotografia splendida, ottimi attori e colonna sonora originale che non disturba ma valorizza i momenti salienti della narrazione.
Anche il finale mi è piaciuto, anzi mi ha commosso la decisione del nuovo papa di volersi accettare così come da Dio stesso è stato creato piuttosto che sottoporsi a interventi umani per chiarire il suo genere.
Consigliatissimo.
|
|
|
[+] lascia un commento a maria miccinesi »
[ - ] lascia un commento a maria miccinesi »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
angelo umana
|
mercoledì 1 gennaio 2025
|
a punch in the stomach
|
|
|
|
Che pugno nello stomaco o ancor meglio what a punch in the stomach! – dato che il regista Edward Berger e lo scrittore del libro da cui il film è tratto, Robert Harris, sono di lingua inglese – hanno dato ai “sacri” riti di un conclave per l'elezione del papa successore del precedente, passato a “miglior” (?) vita. Un buon film che cede il passo al thriller. Che presa in giro per i misteri, congiure, rivalità, e tensioni domiciliate tra quelle sacre stanze dove ciò che si esercita è il potere: si diffondono voci qui, è detto da più di un cardinale. Nè più né meno come in qualsiasi palazzo della politica: lì c'è la “divisa” di giacche e cravatte, uniformi maschili, qui il fruscio di velluti rossi delle alte eminenze e i loro paramenti dorati.
[+]
Che pugno nello stomaco o ancor meglio what a punch in the stomach! – dato che il regista Edward Berger e lo scrittore del libro da cui il film è tratto, Robert Harris, sono di lingua inglese – hanno dato ai “sacri” riti di un conclave per l'elezione del papa successore del precedente, passato a “miglior” (?) vita. Un buon film che cede il passo al thriller. Che presa in giro per i misteri, congiure, rivalità, e tensioni domiciliate tra quelle sacre stanze dove ciò che si esercita è il potere: si diffondono voci qui, è detto da più di un cardinale. Nè più né meno come in qualsiasi palazzo della politica: lì c'è la “divisa” di giacche e cravatte, uniformi maschili, qui il fruscio di velluti rossi delle alte eminenze e i loro paramenti dorati. I servizi della mensa (non tanto parca) o il pernottamento e la pulizia sono procurati da suore-suddite, inevitabilmente. Chissà se verrà mai un papa femmina.
Viene detto da qualcuno tra queste autorità che l'ambizione è la falena della santità (per chi ancora crede che la falena porti sfortuna) e l'arrivo della fumata bianca tarda ad arrivare, vi sono conciliaboli segreti tra cardinali, accuse di simonia, voti comprati … anche lì. Viene contestata da cardinali stranieri la centralità di Roma, pare che Dio risieda solo là, ed è proprio a Roma, accanto alla Basilica, che nel frattempo scoppiano ordigni posti, pare, da credenti di altre religioni. Si ha la sensazione che quella cattolica non ammetta né si confronti con altre religioni, di un'umanità più povera e preda di guerre. Nemiche della fede sono le certezze, dice il decano, ci vuole un Papa che dubiti.
La fumata bianca ci sarà ed è sorprendente che ad essere eletto sarà il più insospettabile e il più dimesso tra i cardinali, quasi un errore o una svista, dipendente da accordi segreti tra quei politici cardinalizi: un messicano che aveva la sua funzione a Kabul! Alle domande del decano dei cardinali, che ha ben indagato, confesserà che un suo viaggio a un ospedale di Ginevra era destinato ad un'operazione di “isterectomia laparoscopica” (asportazione dell'utero), ma non ebbe esito e del resto bisogna rispettare l'operato di Dio, io sono ciò che Dio ha voluto! dirà. Dato che ogni cosa in quella sede è detta dipendere dalla volontà di Dio nulla si può obiettare e dunque Habemus Papam!Sceglieanche un bel nome, Innocenzo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a angelo umana »
[ - ] lascia un commento a angelo umana »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
giovanni morandi
|
mercoledì 23 aprile 2025
|
conclave aperta alla societ? di oggi
|
|
|
|
Partendo dal romanzo omonimo di Robert Harris, il regista premio Oscar Edward Berger (“Niente di nuovo sul fronte occidentale” del 2022), mette in scena un serrato thriller a sfondo religioso, tutto ambientato fra le mura vaticane di Roma, anche se racconta solo di un immaginario “Conclave”, che tutti ritengono, naturalmente votato, nell’immaginario diffuso, ad un ecumenismo rispettoso dei decreti della divina Provvidenza. Del resto, già in altri due casi, i romanzi dello scrittore inglese, avevano dato vita a pellicole complesse ed indirizzate verso stesso filone narrativo, come “L’uomo nell’ombra” (2010) e “L’ufficiale e la spia” (2019), tutte firmate da Roman Polansky, che mi permetto di ritenere di gran lunga superiore a "questo" Berger, che indugia un po' troppo sul tema centrale del romanzo.
[+]
Partendo dal romanzo omonimo di Robert Harris, il regista premio Oscar Edward Berger (“Niente di nuovo sul fronte occidentale” del 2022), mette in scena un serrato thriller a sfondo religioso, tutto ambientato fra le mura vaticane di Roma, anche se racconta solo di un immaginario “Conclave”, che tutti ritengono, naturalmente votato, nell’immaginario diffuso, ad un ecumenismo rispettoso dei decreti della divina Provvidenza. Del resto, già in altri due casi, i romanzi dello scrittore inglese, avevano dato vita a pellicole complesse ed indirizzate verso stesso filone narrativo, come “L’uomo nell’ombra” (2010) e “L’ufficiale e la spia” (2019), tutte firmate da Roman Polansky, che mi permetto di ritenere di gran lunga superiore a "questo" Berger, che indugia un po' troppo sul tema centrale del romanzo., invece molto più avvincente.
Il termine “Conclave” ha una precisa genesi storica, nel corso del basso medioevo, infatti, gli abitanti di Viterbo, allora sede papale, stanchi di anni di indecisioni dei cardinali, li chiusero “a chiave”, nella sala grande del palazzo papale, così da costringerli a nominare un pontefice in tempi ragionevoli.
Nella visione del film non troppo articolato, quello che viene apprezzato è la fotografia e l'ambientazione, ma soprattutto l'interpretazione superba di Fiennes, una figura di vera fede (piena di dubbi...come deve essere); in particolare nella cerimonia inaugurale del conclave, Lawrence (Fiennes) tiene un'omelia in cui incoraggia i cardinali a scegliere un papa "umanamente imperfetto", ma alcuni interpretano le sue parole come una dichiarazione delle proprie ambizioni e catalizza le preferenze dei "liberali".
Finale a sorpresa ed estremamente rivoluzionario, anche se poco credibile...
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a giovanni morandi »
[ - ] lascia un commento a giovanni morandi »
|
|
d'accordo? |
|
|
|