Un'opera che punta la luce sulla figura di una donna che sogna di poter scegliere per se stessa. Il 2-3-4 dicembre al cinema.
di Marianna Cappi
Jagna è una giovane ragazza di rara bellezza, che conduce una vita soddisfacente e privilegiata accanto alla madre. È anche un'artista, che si esprime attraverso i ritagli di carta. Le leggi del villaggio le impongono però di accasarsi, perciò, pur nutrendo una passione clandestina per Antek, Jagna è costretta ad accettare la proposta di matrimonio di suo padre, il vecchio Bolyna, primo e più ricco contadino del villaggio, rimasto vedovo da poco. Ma la gelosia di Antek, i pettegolezzi, le superstizioni dei paesani e la sete di possesso, che infiamma tutti quanti, nessuno escluso, si accaniscono su di lei.
Non è difficile immaginare perché, dopo l'esperienza di Loving Vincent, salutata con grandissimo favore dal pubblico, e specialmente in Polonia, i coniugi Welchman abbiano visto nell'opera "I contadini", del premio Nobel Wladyslaw Reymont, la materia giusta per rimettere in moto il loro rotoscopio.
La scelta di mettere al centro del film la figura di Jagna, schiacciata nella sua volontà di autodeterminazione da un sistema patriarcarle che non lascia scampo illumina il radicamento storico di una questione, quella femminile, che non smette di essere attuale, e permette un finale aperto all'interpretazione, reintegrando nel quadro lo spettatore, che fino ad allora aveva assistito passivamente al precipitare degli eventi.